MotoGP 21 – La nostra recensione dell’ultimo titolo di Milestone

La stagione 2021 della MotoGP è iniziata poco meno di un mese fa, e già abbiamo tra le mani il nuovo capitolo della serie videoludica targata Milestone. MotoGP 21 va ad affinare alcune caratteristiche del capitolo scorso, ma ne aggiunge anche di nuove, mostrandosi ancora più maturo e completo di prima.

Inoltre è il primo capitolo ad approdare sulle console di nuova generazione, anche se il balzo non è così evidente e forse dovremo aspettare la prossima stagione per vedere le vere potenzialità del prodotto, che a livello strutturale è ormai più che solido.

Una volta avviato il gioco, dovrete creare il vostro alter ego virtuale scegliendo tra le poche opzioni a disposizione, dopodiché sarete indirizzati ad un nuovo sistema di tutorial, un aggiunta necessaria per agevolare i neofiti del genere.

Il menù principale vi farà sentire subito a casa, dato che è cambiato davvero poco rispetto a MotoGP 20. Se volete mettervi subito alla guida e prendere le misure con le moto più veloci del mondo, potrete optare per le modalità veloci, come gara singola, campionato personalizzato e prova a tempo, dove impostare ogni dettaglio della corsa, dai giri alle condizioni meteo, scegliendo il pilota personale o quelli realmente esistenti, non dimenticando le glorie del passato.

La carriera rimane però il cuore dell’esperienza, e potrete debuttare in una categoria specifica, oppure simulare il vero percorso di un pilota, partendo quindi dalle classi minori iniziando la scalata verso la MotoGP.

Il team di partenza può essere uno di quelli reali, altrimenti potrete fondare una nuova squadra, e così facendo avrete la possibilità di creare una livrea personalizzata per la vostra moto. Il passo successivo è quello di creare il giusto entourage attorno a voi, quindi un manager personale capace di aiutarvi con le trattative, e lo staff tecnico.

Proprio come nel capitolo precedente il giocatore dovrà gestire il settore ricerca e sviluppo della squadra, assegnando tecnici alla ricerca, per guadagnare i dati necessari a sbloccare e acquistare nuove parti per la moto, che andranno successivamente sviluppate con l’assegnazione di meccanici all’area di lavoro dedicata al pezzo scelto.

Mano a mano busseranno alla porta tecnici e manager sempre più preparati, che intaccheranno in maniera più generosa il nostro budget, ma il livello del lato manageriale rimane sempre piuttosto semplice e poco incisivo nell’economia di gioco.

L’accessibilità del titolo è uno dei marchi di fabbrica di Milestone, che permette di cucirsi addosso l’esperienza non solo in termini di difficoltà e aiuti alla guida, ma anche nelle fasi che caratterizzano il weekend di gara.

Ad esempio sarete liberi di scegliere se prendere parte o meno alle sessioni di prove libere, utili per familiarizzare con i circuiti e per portare a termine le sessioni di test, che divertono e danno un senso di progressione al giocatore, oltre a ricompensarlo con dati ricerca aggiuntivi, che faranno comodo nel momento in cui andrete a migliorare la vostra moto.

Una volta scesi in pista, pronti per gareggiare, avvertirete subito di essere di fronte al nuovo capitolo del franchise. Le modifiche più importanti di MotoGP 21 infatti si celano sotto la carrozzeria, e si avvertono alla guida e durante le sfide con gli avversari. L’IA neurale A.N.N.A torna più in forma che mai, con una consistenza più che buona e spesso incline all’errore.

Rispetto al precedente capitolo e a Ride 4, l’intelligenza artificiale si comporta in maniera più realistica, è veloce, e permette di creare delle gare davvero interessanti, specialmente con le piccole Moto 3. Unico neo, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, sta nelle performance dei piloti che talvolta non rispecchiano il valore effettivo delle controparti reali.

Un bel passo avanti, fatto registrare anche sul fronte della guida, che prende chiaramente ispirazione dall’ottimo modello fisico di Ride 4, restituendo delle animazioni più fluide e controllate rispetto al passato, con le moto che continuano a muoversi sotto l’effetto di accelerazioni e decelerazioni, ma in maniera più morbida e verosimile.

La vibrazione del controller mi ha piacevolmente stupito e restituisce un ottimo feedback alle mani del giocatore, specialmente nelle perdite di aderenza. La frenata invece mantiene il solito carattere introdotto in MotoGP 20, rimanendo quindi molto selettiva e necessita di un bel po’ di pratica per essere padroneggiata al meglio, specialmente con le MotoGP.

Il feeling è però molto diverso dall’anno scorso. In staccata la moto non è incline a trasformarsi in una catapulta a due ruote con la stessa facilità con cui succedeva prima, ma anzi i miglioramenti generali all’handling aiutano anche in questa fase delicata della guida. Rimane comunque l’elemento più importante e influente sulla perfomance in pista e quindi sul cronometro.

Non a caso in MotoGP 21 è stata introdotta anche la gestione dei freni, non solo nelle temperature, ma anche nel tipo di unità da montare sulla moto, per questo anche le prove libere acquistano un ruolo ben più interessante.

Le MotoGP hanno dischi di diverse misure, spessore e materiale, che influiscono principalmente sulla velocità nel portarli in temperatura e la capacità di dissipare il calore accumulato. Senza scordare i benefici che portano due dischi dal diametro inferiore a livello di guidabilità della moto, che risulterà più agile specialmente nei cambi di direzione.

Capite bene che una pista tortuosa come Jerez, avrà bisogno di un disco piccolo e non troppo resistente al calore dato che non ha staccate fortissime, mentre tracciati con molte frenate importanti necessitano di un impianto completamente diverso. I neofiti comunque non devono spaventarsi dato che il gioco consiglia sempre il percorso, teoricamente, migliore da seguire, e inoltre descrive ogni modifica così da istruire i propri giocatori.

Prima di ogni gara, oltre ai freni dovrete scegliere la giusta mescola per gli pneumatici e rifornire il serbatoio del carburante. Svolgendo le sessioni di test nelle prove libere vi renderete subito conto della mescola che performa meglio sul circuito di turno, e una volta in pista il degrado della gomme e il consumo viene gestito dal giocatore.

Infatti se usaste la mappatura in grado di offrire la massima potenza non riuscireste a finire la gara, mentre il vostro stile di guida influenzerà l’usura e la temperatura dei pneumatici in maniera più precisa rispetto all’anno scorso. Questi elementi non risultano mai tediosi, ma anzi aggiungono divertimento e un pizzico di strategia al tutto.

Le gare sono caratterizzate da altre due dinamiche completamente nuove per la saga. La prima riguarda la regola del Long Lap Penalty, che obbliga ad allungare un giro del tracciato dopo aver ricevuto troppi avvertimenti per il superamento dei limiti della pista, proprio come nella realtà, abbandonando quindi il sistema di penalità visto negli altri titoli della casa. La seconda novità riguarda le cadute.

Vi auguriamo di non incappare in incidenti di gara, ma dopotutto fa parte del gioco, e quest’anno potrete scegliere tra il classico respawn, oppure sul recupero manuale della moto, che andrà individuata e rialzata per rientrare poi in pista.

La feature è sicuramente interessante, sebbene non sia una novità assoluta del genere, ma rimane piuttosto scriptata e lenta, in relazione al fatto che i nostri avversari, in caso di caduta, “respawnano” immediatamente perdendo molto meno tempo di noi. Nel multigiocatore risulta senza dubbio più interessante, specialmente in ottica esport, dove gli spettatori potranno godersi delle gare virtuali davvero simili alla controparte reale.

Parlando di multiplayer, la struttura rimane pressoché invariata rispetto al passato e si appoggia nuovamente su server dedicati. Potrete consultare una pratica lista lobby, applicando i classici filtri di ricerca, oppure creare voi stessi una stanza, pubblica o privata. Infine ci teniamo a precisare che il titolo verrà ulteriormente aggiornato con l’aggiunta di numerosi elementi.

Prima di tutto verranno aggiunte le classi RedBull Rookies Cup e MotoE, verrà aggiornato il look di tutti i piloti (specialmente in Moto3, alcuni piloti non hanno il casco con i colori attuali) e verrà abilitata la condivisione dei caschi, dei numeri di gara e degli adesivi creati con l’editor già presente in gioco, offrendo ai giocatori la possibilità di scaricare le creazioni della community.

Sul fronte grafico, MotoGP 21 si attesta sugli standard già alti del precedente capitolo, in particolare nei modelli delle moto, che sfoggiano una cura dei dettagli davvero certosina. Migliorati anche gli effetti durante le sessioni sotto la pioggia, e le già citate animazioni di moto e pilota.

Il gioco gira fluido e senza tentennamenti in ogni situazione, a parte qualche piccolo bug che può comparire ogni tanto. Durante una prova a tempo ad esempio, ho utilizzando il rewind è sparita l’interfaccia e non rispondevano più i comandi, quindi incapace di mettere in pausa o tornare alla corsa ho dovuto riavviare completamente il gioco. Piccole sbavature che capitano comunque molto raramente, e che verranno limate con le patch future. Un bel passo avanti anche nel comparto sonoro, con campionature dei motori ancora più fedeli alla realtà.

La formula vincente di MotoGP 20 viene affinata e migliorata in questo nuovo capitolo, che con piccole rifiniture si mostra ancora più divertente e maturo. Il prodotto è solido e ben fatto, e chissà cosa ci aspetta in futuro, in particolare quando il team potrà concentrarsi unicamente sull’utilizzo delle console di nuova generazione.

Pro

  • Stile di guida e la sua gestione
  • I modelli delle moto
  • Carriera sempre più completa

Contro

  • Qualche bug qua e la
  • Mancano alcuni contenuti (ma arriveranno)
Annuncio
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.5
Articolo precedenteEQI – Puzzle, Platform e Synthwave – Recensione Nintendo Switch
Prossimo articoloXbox Serie X|S: da oggi FPS Boost per più di 70 titoli!
Un graphic designer e fotografo, con la passione per i videogiochi e per i motori fin da bambino.