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Un trasloco è un momento importante della nostra vita. Rappresenta un nuovo inizio, una nuova vita, una nuova esperienza, un nuovo cammino da intraprendere con fermezza, decisione, tanta buona volontà e serietà.

Chiunque ha fatto (o farà) una volta nella vita un trasloco! Io per esempio l’ho fatto qualche anno fa caricando praticamente tutto, o quasi, sulla mia utilitaria. Dopo quei viaggi con auto carica all’inverosimile presi varie decisioni, una delle quali è stata: basta giochi in formato fisico (se vabbeh… chi ci crede?)

I nostri cari oggetti trasbordanti di ricordi e dal valore inestimabile (per noi, non per il mercato) in mano a degli sconosciuti… ci fa venire i brividi al solo pensiero.

Affidarsi alle ditte di traslochi vuol dire affidare una parte importante della nostra esistenza a degli estranei, possono essere professionali quanto vogliono ma rimangono pur sempre degli estranei, che mettono le loro mani sulla nostra roba. Che incubo! Che ansia!

DEVM games, SMG studiosTeam 17 con Moving Out vogliono esorcizzare questa visione diabolica e malefica che abbiamo delle imprese di trasloco. E come farlo se non con il sorriso e l’ironia? Moving Out è un party game “simulatore” di traslochi.

E voi lavorerete nell’azienda più divertente ed (in)efficiente della città di Packmore. Una coloratissima cittadina che trasborda allegria ed ironia in egual misura.

Il vostro compito? Semplice! Spaccarvi la schiena assieme ai vostri strampalati colleghi e ad un capo che non vuol leggere nemmeno dipinta la parola “norme di sicurezza” nella nobile arte del trasloco. Siete pronti?

Prima di partire per questo divertentissimo viaggio dovrete scegliere uno dei personaggi “seri” a disposizione. All’inizio la scelta è un po ridotta poi, piano piano si prosegue, si aggiungono alla squadra nuove reclute. Tutti amanti dei lavori manuali, della fatica e dello spostare mobili, ovvio!

C’è la ragazza maldestra, il gatto pirata, l’uomo dalla testa a vaso di coccio per piante rotto (veramente!), l’uomo tostapane (che perde le fette mentre giocate), il camaleonte ai quali poi si aggiungono altri personaggi più si prosegue nel gioco.

Per ognuno di loro potrete cambiare alcuni accessori come il colore dei vestiti, dei capelli/tipo di testa, scarpe, cariole (!)

Anche qui, piano piano si prosegue nel gioco, si aggiungono accessori. Una volta fatta la vostra scelta ecco partire il tutorial. Introdotti da un filmato che più divertente ed epico non si può, eccoci pronti ad imparare l’arte del mestiere.

Passato questo esame sarete a tutti gli effetti un Furniture Arrangement & Relocation Technician  (F.A.R.T. in poche e semplici parole).

Già dal tutorial si capisce l’impronta del gioco: spostare oggetti, non importa come, basta farli arrivare sul furgone della ditta nel minor tempo possibile. In caso di multiplayer potete collaborare con gli atri giocatori. Tutto questo condito dalla tanta, tantissima ironia.

In quale altro gioco potete prendere a schiaffi un fantasma e nel mentre la voce fuori campo vi cita alcune frasi dei Ghostbusters? 

Finito il tutorial e presa l’abilitazione ecco che si viene catapultati nella coloratissima cittadina Packmore. Alla guida del nostro furgone, tra una battuta e l’altra da parte del nostro capo e dei colleghi, siamo invitati a raggiungere la prima casa da sfasciar… ehm.. traslocare.

La prima cosa che si nota sono i movimenti dei personaggi: goffi e quasi reali.
Se prendere un divano per esempio e dovete farlo passare attraverso una porta aperta, come nella realtà, sarete quasi obbligati a fare più di un tentativo prima di riuscire a “centrare il buco”. Quindi armatevi di pazienza e di fazzoletti per asciugare le lacrime (a causa delle risate)

La seconda cosa che si nota è l’efficenza della telecamera, isometrica, sempre ben posizionata indipendentemente dal numero di giocatori. Le case sono viste in sezione, senza tetto per intenderci, e gli oggetti da prendere all’interno di esse sono sempre ben evidenziati.

Il gioco

Per portare a termine il nostro lavoro non esiste un metodo preciso. Basta farlo! Lanciare gli oggetti, rompere le finestre.. insomma, usare la fantasia pur di caricare il camion il più alla svelta possibile. Tanto il cliente ha già firmato ed accettato le clausole!

Ogni “missione” (trasloco) ha un tempo limite da rispettare dopodiché bisogna rifarla da capo. Più si è veloci e più si viene premiati. Medaglia d’oro se si sta entro il tempo pre stabilito sino ad arrivare alla medaglia di bronzo. Presenti anche dei bonus secondari che si possono ottenere portando a termine alcune piccole azioni. Questo dona al gioco grande rigiocabilità nonostante alla fine ci sia molta ripetitività di gioco. L’unico compito per l’appunto è fare dei traslochi.

Più si prosegue nel gioco, più le case diventano complesse da liberare e, come se non bastasse, si aggiungono anche degli ostacoli al nostro lavoro di traslocatori, tipo: animali domestici, traffico cittadino, pecore…insomma una bella dose di risate e un pizzico di difficoltà che non guasta mai.

Il gameplay è adatto a tutti

I comandi sono semplici ed intuitivi (a differenza dei movimenti volutamente goffissimi da parte dei personaggi). Un tasto per afferrare, un tasto per lanciare e uno per saltare. Tutto qui.

Le musiche così come gli effetti sonori sono nella norma, niente di eccezionale, d’altronde si sarà più concentrati a spaccare tutto che neanche a far caso a la musica, fidatevi di me.

Il gioco ha una bella grafica simpatica e colorata sullo stile di Team 17, molto piacevole da vedere (oltre che divertente da giocare).

Moving Out è a tutti gli effetti un party game riuscitissimo, forse un poco ripetitivo a lungo andare, però svolge io suo compito alla perfezione: fa divertire!

Sicuramente giocato da due a quattro giocatori il titolo rende in tutto il suo potenziale. Tra lanci di mobili, coordinazioni nei movimenti, carico e scarico oggetti c’è da morire dal ridere. In solitaria perde un poco della sua magia, ma non è per niente noioso.

Moving Out è sicuramente il titolo giusto al momento giusto, giocato poi su Nintendo Switch, magari con la famiglia, il divertimento è più che assicurato.

Se siete amanti dei party game questo è un acquisto obbligato e ricordate: non esiste un trasloco senza un oggetto od una TV rotta. “L’oggetto era così anche PRIMA che lo muovessimo“. Queste ed altre frasi prese direttamente dal “decalogo del traslocatore by Moving Out” vi faranno compagnia durante le fasi di caricamento delle schermate di gioco.

Pro

  • Party Game al 100×100
  • Ironia
  • Giocabilità

Contro

  • Ripetitività