NASCAR Heat 3 – Recensione Xbox One

Nel mondo dei titoli motoristici, siamo abituati a vedere un nuovo capitolo ogni anno, che è arrivato anche per la serie Nascar Heat sviluppata da Monster Games, che giunge al suo terzo traguardo portando con se qualche novità e un po’ di ritocchi, ma senza strafare.

Le novità più importanti risiedono nella carriera, adesso più profonda e completa. Come in tutte le carriere che si rispettino, partiremo dal basso, dovendo costruire la nostra credibilità di piloti sulla pista. Quest’anno partiremo dal Xtreme Dirt Tour, che per la prima volta ci metterà alla guida su ovali caratterizzati da fondo stradale sabbioso, ideali per acquisire quella sensibilità di guida e precisione fondamentali una volta arrivati all’apice della serie.

Nella nostra scalata al successo potremo metterci alla guida dei mitici Camping Track, introdotti l’anno scorso in NASCAR Heat 2, per poi passare alle due classi più specialistiche, vale a dire NASCAR Xfinity Series e la classe regina Monster Energy NASCAR Cup Series. All’inizio correremo come wild card grazie ad alcuni contratti messi a disposizione dagli sponsor interessati a farci correre. Se centreremo gli obiettivi prefissati guadagneremo dei crediti, e dopo qualche gara otterremo anche un contratto.

I soldi che guadagneremo potranno essere investiti sulla squadra, ingaggiando meccanici e ingegneri che potranno costruire anche altri telai con caratteristiche diverse, così da avere sempre un mezzo più adatto al tipo di corsa in cui andremo a competere. Si perchè è vero che nella NASCAR si corre su ovali, ma non sono uguali tra di loro.

Alcuni sono più veloci altri più corti, altri hanno un banking delle curve molto accentuato rispetto ad altri tracciati, e inoltre, in più occasioni durante la stagione, le auto NASCAR corrono anche su piste “normali” come Road America, sarà quindi di fondamentale importanza ricavare il massimo dal nostro pacchetto.

Questo aspetto strategico rende il tutto più profondo e originale, unito anche ad un sistema di rivalità, che però non si ripercuote in maniera evidente una volta in pista.

A proposito di comportamento, l’IA ha fatto qualche passo in avanti. In termini di consistenza siamo ancora su ottimi livelli, così come negli scorsi capitoli, però ora risulta anche meno aggressiva e soprattutto si comporta meglio nei confronti delle auto che ha intorno.

Le gare saranno sempre una bella sfida, e acciuffare la posizione richiesta non sarà mai un gioco da ragazzi, a patto di regolare il livello dell’IA sul valore a voi più adatto. Per ottenere i risultati migliori sarà di vitale importanza regolare anche al meglio la propria auto, e se non siete degli smanettoni, sarete felici di sapere che è stata aggiunta una feature niente male.

In pratica non dovrete mettere mano sui dettagli dei setup, ma potrete scegliere 9 regolazioni preimpostate, che renderanno il comportamento delle vetture più o meno sottosterzanti o sovrasterzanti, in base alla pista su cui andrete a correre.

Il comportamento dell’IA e il tasso di sfida sono fondamentali in gioco come NASCAR, ma non bisogna dimenticare la guida.

Parlando di controller, il titolo ha fatto un ulteriore passo avanti, e permette di guidare con ogni controllo disattivato fin da subito, e tutto sommato risulta adatto a tutti, anche se per ottenere i risultati migliori bisogna sviluppare una buona sensibilità specialmente con l’acceleratore, per rimanere il più possibile in scia, senza però andare a toccare i nostri avversari perdendo irrimediabilmente velocità.

Utilizzando il volante invece, non ho trovato lo stesso feeling dello scorso anno, e le reazioni risultano un po’ imprevedibili e molto meno precise, quindi in questo frangente il passo è stato fatto all’indietro.

Il comparto grafico non è stato trascurato, e presenta qualche miglioramento. I veicoli sono l’aspetto più riuscito indubbiamente, con modelli ben riprodotti e fedeli alla realtà, con buone texture e dettagli.

Le auto a schermo durante le gare sono tantissime come sempre, e tutto gira fluido, a scapito però della qualità del bordo pista, che rimane decisamente statico e poco originale nei dettagli. Solo ogni tanto si presenta un leggerissimo calo di frame rate, e qualche episodio di screen tearing, ma niente che possa inficiare la giocabilità del titolo.

In compenso sono migliorati alcuni effetti particellari, come quelli della polvere sulle piste sterrate, e anche il fumo degli pneumatici durante gli incidenti.

Lo stesso non possiamo dire sul comparto sonoro, che risulta l’aspetto un po’ meno curato della produzione. I campionamenti dei motori sono verosimili a livello di timbro, ma risultano monotoni e poco “vivi”, specie una voltà arrivati ad alte velocità, dove sarà difficile distinguere l’auto da un phon.

La colonna sonora nei menù è caratterizzata da brani rock e country, che hanno un volume incredibilmente alto, tanto da costringermi ad abbassarli subito, e inoltre spesso saltano compromettendo la fluidità della riproduzione. Carina però la feature che permette di impostare un proprio gingle per celebrare le nostre vittorie.

Infine oltre alla carriera potrete competere anche in gara veloce, campionato personalizzato, sfide che richiederanno di portare a termine determinati obiettivi e l’immancabile comparto online che risulta solido nelle sue funzionalità, a cui verrà affiancato un intero campionato eSport (per il solo territorio americano) grazie alla collaborazione tra 704Games e Motorsport Network.

NASCAR Heat 3 è un titolo che sicuramente farà felici tutti gli amanti di questo sport, che purtroppo in Italia si contano sulle dita di una mano. Per quanto semplici sulla carta, le gare risultano sempre divertenti e con un ottimo tasso di sfida, aspetto da non sottovalutare dato che il gioco si basa su un campionato che non fa della varietà il suo punto di forza.

L’aspetto grafico e sonoro non sono certo dei migliori, specie se guardiamo il livello di qualità medio raggiunto nel panorama dei titoli racing, ma in ogni caso con questo terzo capitolo ci si può ritenere soddisfatti.