Oddworld: Soulstorm – Recensione PlayStation 4

Era il 1997 quando Oddworld: Abe’s Oddysee venne alla luce per la prima versione di PlayStation e il PC. Dopo nemmeno qualche settimana l’eco del suo successo si spandeva in ogni angolo del pianeta, fu talmente divertente e ammaliante che tutti coloro che l’avevano giocato ne parlarono così bene che un nuovo capitolo avente protagonista il nostro eroico, ma distratto, Mudokon non si fece attendere troppo.

L’anno successivo infatti, ovvero il 1998, venne lanciato sul mercato Oddworld: Abe’s Exoddus, un titolo che non viene riconosciuto come vero e proprio secondo capitolo della serie ma più un continuo “bonus” di quello precedente, che ebbe comunque un ottimo successo tra gli appassionati.

Prima di arrivare ai due sopra citati remake però, la saga di Oddworld ottiene altri quattro titoli (due conversioni portatili, il secondo capitolo ufficiale e uno spin-off in quest’ordine). Nel 2014 le (dis)avventure di Abe nel liberare i suoi simili ritornano con il remake del primo capitolo, ovvero Abe’s Oddysee, col nome di Oddworld: New ‘n Tasty! e da qualche giorno possiamo giocare anche il remake di Abe’s Exoddus, ovvero Oddworld: Soulstorm.

Sviluppato e pubblicato dalle sapienti mani del team di sviluppo Oddworld Inhabitants, le avventure di Abe nel tentativo di salvare i suoi simili da una fine orrenda e crudele continuano dopo il precedente capitolo New ‘n Tasty, entrambi remake delle vecchie glorie del passato. Ma cosa si nasconde davvero dietro questo sequel di una delle saghe videoludiche più promettenti e che ancor oggi ha un posto nel cuore di molti giocatori?

Dopo il piccolo tuffo nel passato fatto nell’introduzione, possiamo concentrarci su questa nuova versione, riveduta e corretta, di Soulstorm. Dopo gli avvenimenti svolti nel precedente capitolo, Abe si ritroverà a parlare con la sciamana del suo popolo che gli rivelerà che il suo compito non è ancora del tutto compiuto e una nuova prova lo attenderà di li a breve. Infatti, il glukkon del cartello Magog, al comando di un esercito ben nutrito di slig, è sulle loro tracce per avere la sua vendetta.

Quindi toccherà di nuovo a noi mettere in salvo tutti i Mudokoniani e porre fine alle malefiche intenzioni dei Magog una volta per tutte distruggendo la fabbrica che produce la Soulstorm, una nuova bevanda che racchiude in se un segreto ben più oscuro del suo contenuto.

In termini di gameplay sono stati apportati alcuni cambiamenti, tra cui l’aumento della velocità di Abe, un sistema di crafting con il quale potremo combinare alcuni oggetti per crearne di più utili e potenti e la sua capacità di compiere un doppio salto, che si rivelerà davvero utile in moltissime situazioni.

Per tutta la durata della storia, suddivisa tra una quindicina di livelli più due livelli bonus che verranno sbloccati solo alla fine del gioco, dovremo correre a destra e a manca, raccogliere gli oggetti giusti per proseguire, superare un ostacolo naturale per sbloccare una nuova porzione di livello.

In ognuno di questi avremo anche dei compiti secondari che, se portati a termine, ci daranno una valutazione del livello superiore e spaziano dal semplice cercare oggetti nei vasi al trovare tutte le aree segrete fino al raccogliere tutte le Pappe Reali presenti nel livello, ovvero un oggetto luminescente che curerà tutta la nostra salute dopo averlo raccolto, o imprigionare utilizzando il nastro adesivo gli slig anziché eliminarli.

Queste missioni avranno quattro livelli di successo, ovvero bronzo, argento, oro e platino, e ci conferiranno delle medaglie che contribuirà al punteggio finale ma non solo… Infatti, influenzeranno il Quarma Score che ci darà accesso a uno dei quattro finali messo a disposizione dal gioco. Quale di questi riuscirete a sbloccare?

Durante il corso della mia partita il gioco ha subito aggiornamenti fino ad arrivare alla versione 1.0.7, giocato su PlayStation 4 Slim, e non ho riscontrato bug o problemi invalidanti tranne qualche piccolo rallentamento in alcune fasi di gioco, in maniera sporadica.

Tutto si è svolto in maniera fluida e veloce, con una risposta nella pressione dei tasti davvero esaustiva anche se, in alcune occasioni, risulta davvero frustrante a causa di un tempismo mal calcolato o di un salto non proprio preciso al millimetro ma è semplicemente la formula su cui si basa il gioco e bisognerà scenderci a patti se non saremo abbastanza bravi e col tempismo perfetto.

Dal punto di vista tecnico Oddworld: Soulstorm si presenta con un comparto grafico davvero ben realizzato, anche se qualche piccola sbavatura si nota qua e la. I modelli dei personaggi sono fatti magistralmente ma i dettagli degli sfondi in 2,5 D potrebbero risultare un po’ scarni in alcune occasioni, nonostante il gioco resti sui 30 fps stabili per 1080p.

Le colonne sonore compiono ampiamente il loro lavoro riuscendo ad immergere il giocatore nelle atmosfere che circondano il minaccioso pianeta in cui si svolgerà la storia, ma Abe sembra aver curato i suoi problemi di aerofagia quindi restano solo le frasi iconiche per impartire ordini al suo popolo e il canto che lo contraddistingue con la quale potremo interagire con gli oggetti e impossessarci dei nemici.

I dialoghi sono totalmente in lingua inglese ma sono presenti i sottotitoli in italiano, anche se ogni tanto qualche strafalcione nella traduzione lo si trova senza problemi.

Oddworld: Soulstorm è uno di quei titoli che una volta iniziati non possiamo fare a meno di finire, a patto di armarsi di tanta pazienza per quanto riguarda la frustrazione e la ripetitività in cui può andare a parare in corso della nostra partita.

Con tutte le migliore tecniche e grafiche, senza perdere quei capisaldi che l’hanno reso così famoso e memorabile dal 1997 fino ad oggi, vi consiglio caldamente di giocarlo anche se non avete dato un occasione a tutti i titoli precedenti della saga, vecchi o recenti che siano.

Pro

  • Non un remake, ma molto di più
  • Rigiocabilità davvero alta
  • Puzzle ambientali non troppo impegnativi

Contro

  • Il tempismo deve essere perfetto
  • Può essere ripetitivo
  • La frustrazione a volte è davvero tanta

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.0
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!