Peaky Blinders: Mastermind – Recensione PlayStation 4

Ambientato nella Gran Bretagna nel 1919, Peaky Blinders: Mastermind ci racconta la storia di una famiglia che vuole imprimere la propria influenza nel quartiere d’appartenenza guadagnando rispetto con gli affari “tipici” del tempo. Venite con me e vi parlerò della mia personale esperienza.

Realizzato dai ragazzi del gruppo chiamato Future Labs e pubblicato grazie al publisher  Curve Digital, arriva un prodotto di qualità che rappresenta molto bene il Tie-In da cui prende ispirazione, ovvero la serie TV di Netflix Peaky Blinders.

Con il titolo in questione infatti, ci ritroveremo catapultati nelle atmosfere della serie TV ma non nella stessa epoca, dato che il gioco si “posiziona” effettivamente come un prequel nella linea temporale.

Non appena inizieremo la nostra Nuova Partita in Peaky Blinders: Mastermind potremo ottenere alcune informazioni vitali del titolo grazie alla sezione Istruzioni posta nel menù principale, che fornirà qualche chiarimento anche sull’ambientazione e sulla storia che di lì a poco andremo a vivere.

Vestiremo i panni della famiglia Shelby che vuole instaurare i propri affari nel territorio di Small Heath ma dovrà scontrarsi con i membri di altre fazioni per ottenere la supremazia assoluta.

Potremo giocare la modalità storia, composta da un totale di dieci livelli, in due difficoltà, ovvero Standard o Hard, che si differenziano tra loro per la presenza, modalità Standard, o mancanza, modalità Hard, di salvataggi intermezzi e una intelligenza artificiale più o meno presente e intuitiva.

All’inizio e alla fine di ogni livello avremo un filmato che ci darà un resoconto di cosa ci attende all’interno del livello in corso e di com’è andato il nostro operato, composto da sfondi statici e dialoghi scritti.

In ogni missione avremo alcuni obiettivi importanti da portare a termine raggiungendo una determinata area, parlando con un numero preciso di persone o completando compiti di altra natura, utilizzando i membri della famiglia Shelby, tra cui il più utilizzato sarà Tommy Shelby.

La meccanica su cui si focalizza tutto il gioco è la capacità di Tommy di pianificare complessi scenari, ovvero i livelli da svolgere in cui dovremo portare a termine i vari obiettivi prefissati, rappresentata dalla timeline in basso allo schermo con cui potremo fare compiere le azioni ai personaggi e, come se controllassimo il tempo, usare L2 o R2 per riavvolgere o mandare avanti un segmento di tempo potendo così dare istruzioni a un altro personaggio che potrà compiere altre azioni in contemporanea al primo utilizzato.

Per farla breve, all’interno dei livelli potremo corrompere degli NPC nemici che, sotto il nostro comando, apriranno porte o abbasseranno leve o prenderanno oggetti per noi inaccessibili e li porteranno alla nostra portata, ma queste azioni potranno essere svolte in un tempo limitato e una volta effettuate l’NPC non sarà più gestibile.

Svolto il suo compito, torneremo indietro nel tempo e impartiremo ordini al personaggio principale mentre il primo usato compirà tutti i gesti effettuati in precedenza in totale autonomia, aprendoci così una porta da attraversare o recuperando una chiave per l’area successiva.

La giocabilità di Peaky Blinders: Mastermind non si ferma solo al completamento dei dieci livelli della storia, ma potremo continuare recuperando tutti i collezionabili, rappresentati da un orologio da taschino, oppure ottenendo il grado di completamento Oro riuscendo a portare a termine ogni livello entro un determinato periodo di tempo riportato nella scheda iniziale.

Dal punto di vista tecnico Peaky Blinders: Mastermind si presenta con un comparto grafico davvero ben fatto e privo di sbavature.

Con una visuale quasi dall’alto e la possibilità di esplorare liberamente il livello mettendo in pausa lo scorrere del tempo, possiamo notare la cura nei dettagli usata per ricreare l’ambiente circostante e gli elementi di scena.

Il comparto sonoro si presta a un sottofondo di contorno, ma facilmente trascurabile, mentre il doppiaggio in lingua inglese è reso davvero magistrale, accompagnato dai sottotitoli nella stessa lingua.

Peaky Blinders: Mastermind è un titolo che funge da prequel alla storia che abbiamo visto, o potremo recuperare, su Netflix. Durante la mia prova non ho avuto nessun problema di rallentamenti o bug vari, avendo un’esperienza di gioco pulita e fluida come poche, offrendo numerosi spunti per rigiocarlo dando una potenziale sfida agli appassionati del genere.

Riflessivo e ponderato, difficilmente arriveremo a un vero e proprio Game Over data la possibilità di tornare indietro e rifare alcuni momenti o pianificare tutto il livello partendo dall’inizio, di nuovo.

Pro

Meccanica di base interessante

Ambientazioni ben strutturate

Personaggi carismatici

Contro

Prima di trovare la soluzione perfetta, la frustrazione c’è

Non adatto a tutti

Facile la teoria, ma la pratica un po’ meno

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!