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Nei videogiochi non ci sono solo storie fantascientifiche o storiche, ma ci sono alcuni titoli che hanno come scopo quello di raccontare una storia realistica che può accadere a chiunque e in qualunque momento. Incontrare una persona che gli cambierà per sempre la vita oppure venire a conoscenza di un male incurabile che si fa strada dentro di lui e che gli sconvolgerà l’esistenza. Come nel titolo di cui vi parlerò oggi. Ecco la mia personale esperienza con Phantom Trigger.

Bread Team, il team che si è occupato dello sviluppo di questo titolo originario dell’Ucraina, partendo da un’idea molto particolare è riuscito a confezionare un prodotto che vi affascinerà tenendovi incollati allo schermo per molto tempo.

Non appena ci tufferemo in questa nuova avventura ambientata in un mondo pieno di luci al neon faremo la conoscenza di Stan, un semplice uomo impiegato in banca che ha appena scoperto di avere un tumore. Questa scoperta lo sconvolgerà nel profondo più di quanto lui voglia ammettere e farà fuoriuscire alcuni lati nascosti della sua personalità che non avrebbe mai immaginato di avere e che scopre grazie alle sedute di psicoanalisi e cure sperimentali a cui si sottopone per curare questo male che cresce dentro di lui.

Purtroppo questo mix non porta al risultato sperato e la sua mente inizia col creare un mondo alternativo pieno di mostri abnormi e demoni ma, per fortuna, non solo. In mezzo a questo marasma di pura malvagità sorge un eroe che cercherà di salvare la mente del povero Stan chiamato l’Outsider. Ed è così che inizia la nostra del vero protagonista di questo titolo. Il compito dell’Outsider è piuttosto lampante, ovvero andare in giro per la mente di Stan per sconfiggere ed eliminare tutte le paure dell’uomo dal colletto bianco che, con questa malattia, hanno preso forma nella sua mente influenzando negativamente sulle sue emozioni e sul suo carattere mettendo in serio pericolo anche i rapporti con le persone che lo circondano e che in questo periodo così difficile gli stanno vicino più che mai come, per citare la più importante, sua moglie Pam.

Ma non è finita qui! Il giocatore, oltre ad aiutare l’Outsider nel suo pericoloso compito, dovrà anche compiere alcune scelte in merito ai rapporti di Stan con le altre persone, ricordandosi che ogni scelta avrà delle conseguenze sia per l’Outsider sia per il suo creatore dando così sbocco a diversi finali al titolo.

Il gameplay di Phantom Trigger è basato su un sistema di combo da alternare tra le tre armi a disposizione del nostro protagonista per infliggere più danni possibile ai nostri nemici riuscendo così ad eliminarli senza subire troppi danni. Ogni arma in dotazione ha dei punti di forza che dovremo saper sfruttare per bene se vogliamo che i combattimenti siano rapidi massimizzando i danni che infliggeremo, ed esse sono: la lama energetica, la più rapida delle tre ma che infligge anche meno danni, i guanti di fuoco, l’esatto opposto della lama prima descritta, e la frusta, con la quale potremo attirare a noi i nemici per poi infliggere loro una quantità di danni in base alla forza d’attacco delle altre due che può essere aumentata facendole salire di livello tramite il classico sistema di esperienza che viene ottenuta con l’uso delle stesse.

I nemici che dovremo affrontare, inclusi i boss, saranno di varie specie ed ognuna di esse avrà dei punti forti e debolezze contro le nostre armi quindi sarà una buona norma riuscire a riconoscerli e ricordare quale delle tre usare contro quel gruppo di mostri o singolo come gelatine rimbalzanti, mostri abnormi e apparecchi elettronici armati di laser pericolosi. Inoltre, ci saranno altri personaggi all’interno della mente di Stan, come una ragazza formica, che ci forniranno missioni secondarie atte ad aumentare la giocabilità del titolo insieme ai vari collezionabili che potremo trovare nei livelli.

Dal punto di vista tecnico Phantom Trigger si presenta con una veste grafica in stile 8 bit contornata da una coreografia al neon di tutto punto, soprattutto quando ci ritroveremo ad affrontare gruppi ben nutriti di nemici e useremo a tutto spiano le nostre armi per farci strada. I livelli invece non sono molto diversificati tra loro. Infatti, gli sfondi sono spesso e volentieri riutilizzati mancando anche di profondità e risultando facilmente dimenticabili. Il comparto sonoro risulta anch’esso non troppo azzeccato per il gioco, non funzionando nemmeno troppo bene come accompagnamento durante le fasi di gameplay più frenetiche. Da sottolineare la presenza multipla di sottotitoli tranne la nostra, che fa perdere ulteriori punti al titolo.

Phantom Trigger è un titolo che vi incuriosirà parecchio e vi terrà incollati allo schermo per la storia coinvolgente e il suo gameplay frenetico al neon, un po’ meno per la sua grafica. Consiglio caldamente l’acquisto non solo ai fan del genere ma anche ai curiosi che cercano un titolo abbastanza impegnativo, soprattutto alla difficoltà massima, che richiede più delle solite 4 ore per finirlo.

Pro
Un gameplay frenetico e coinvolgente
Una storia appassionante
Le luci al neon donano profondità

Contro
Ripetitività degli sfondi
Comparto audio da modificare
Mancanza la lingua italiana

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!