Pillars Of Eternity Complete Edition recensione review nintendo switch games paladins nindies indie free game demo

CRPG, cioè Classic Role Play Game, giochi di ruolo ispirati ai giochi da tavolo. Non sono tanti i titoli che si basano su questo concept, ma fortunatamente tutti hanno in comune una qualità degna di nota, partendo proprio da quello che possiamo considerare il maggiore esponente del genere, ossia Baldur’s Gate.

Oggi parliamo invece di Pillars Of Eternity, che attinge a piene mani dal maestro, introducendo anche contenuti originali e fuori dai canoni del genere, così da creare un’esperienza davvero ricca e completa, che dopo aver preso forma grazie ad un’ottima campagna Kickstarter conclusasi diversi anni fa, approda finalmente su Nintendo Switch in versione Complete Edition (contenente due dlc, The White March I e II), permettendone quindi la fruibilità in ogni momento e in ogni luogo.

La trama di Pillars Of Eternity è lunga, ricca e densa di fatti, storie, vite ed esperienze che dovete assolutamente giocare e vivere in prima persona per capire davvero la caratura dell’opera che avete di fronte, ma possiamo riassumerne brevemente l’incipit da cui si dipana tutto il resto del’avventura.

Dopo aver creato il nostro eroe attraverso un completissimo editor del personaggio (non tanto a livello estetico, bensì per quanto riguarda statistiche, razze, background etc), ci ritroveremo a bordo di una carovana che viaggia nella notte, in compagnia di altri avventurieri che, come noi, hanno deciso di abbandonare la vita vissuta fino a quel momento per trovare fortuna e felicità in nuovi lidi.

La nostra salute non è delle migliori, per questo decidiamo di fare una pausa per cercare un po’ d’acqua, senza sapere che da lì a poco la situazione avrebbe preso una brutta piega. Ci viene tesa un’imboscata, quasi tutto il gruppo viene sterminato, e dopo un’incredibile fuga assisteremo ad un rito di un culto tutto da scoprire, al termine del quale non solo saremo gli unici sopravvissuti, ma acquisiremo anche dei poteri paranormali.

Può sembrare una descrizione troppo dettagliata, ma è assolutamente spoiler free, dato che questa prima parte funge da tutorial al gioco, così da far pratica con i tanti comandi e dinamiche disponibili nel titolo, ed è proprio l’inizio dell’avventura, che andando avanti diventerà sicuramente diversa per ognuno di voi, dato che i personaggi avranno statistiche diverse, che a loro volta influenzeranno alcune scelte durante i numerosi dialoghi presenti in gioco, o durante i momenti esplorativi.

Come vuole la tradizione dei giochi ruolistici cartacei, il background del nostro personaggio delineerà le sue caratteristiche, rendendo più o meno adatto a determinate mansioni.

Acquisendo esperienza saliremo di livello, e potremo spendere punti abilità per migliorare i parametri che più ci aggradano e creando l’eroe che fa per noi, cercando di amalgamarlo al meglio col resto della squadra, che conterà un massimo di sei partecipanti.

Dimenticate quindi la possibilità di poter far fare tutto ad un personaggio. Voi plasmate la sua personalità e le sue caratteristiche, quindi fate sempre le dovute considerazioni quando andate a potenziare. Ovviamente è possibile resettare i punti già spesi, ma a scapito di denaro che è meglio utilizzare per altre evenienze.

Come detto poco fa, a differenza di altri titoli del genere, Pillars Of Eternity porta con sé alcune novità, infatti i personaggi non possono fare quello che vogliono a livello di statistiche, ma possono a livello di armamento, non essendo relegati ad una particolare classe decisa ad inizio storia.

L’arco, ad esempio, sarà più indicato per un personaggio che ha una maggior precisione e destrezza, ma nulla vieta di equipaggiarlo su un altro pg che, magari ferito, può dare una mano al combattimento restando a debita distanza, così da scongiurare un possibile colpo di grazia.

Passando a discorsi più tecnici, quando si parla di porting dal mondo pc, è normale chiedersi, prima di tutto, quanto siano ottimizzati i comandi su console, in assenza di mouse e tastiera.

Bene, sono rimasto incredibilmente soddisfatto dal lavoro svolto dai ragazzi di Obsidian Entertainment. Anni fa provai il gioco su pc, e devo dire che giocarlo adesso, con il pad, è un’esperienza che in certi casi è addirittura migliore.

Specialmente durante l’esplorazione, dove ci muoviamo con disinvoltura con l’utilizzo dello stick, e i vari oggetti e loot possono essere saccheggiati appena appaiono in evidenza. Serve un po’ più di dimestichezza durante i combattimenti invece, ma una volta fatta l’abitudine maneggerete il tutto con estrema velocità e cura.

Premendo i grilletti posteriori, apriremo dei comodi menù radiali che ci faranno accedere ad ogni aspetto del gioco. Quello di sinistra viene utilizzato soprattutto nelle fasi esplorative, perché dà accesso all’inventario, alla mappa, alle schede personaggio, al registro delle missioni e tanto altro. Quello di destra invece è utile durante le battaglie, permettendoci di scegliere il tipo di arma o di abilità da utilizzare con il personaggio selezionato in quel momento.

Inoltre potremo analizzare con cura le nostre azioni, in piena calma, grazie alla pausa automatica (disattivabile) nei combattimenti, che specie nelle fasi avanzate del gioco, con il team al completo, ci permetterà di pianificare a dovere la nostra strategia d’attacco senza fretta e con maggiori possibilità di vittoria (nonostante i combattimenti siano comunque in tempo reale).

Anche graficamente il titolo non è niente male sulla piccola console Nintendo, con scenari davvero evocativi a livello artistico e dalla grafica più che buona. Su pc può non far gridare al miracolo, ma su Switch da il meglio di sé.

L’interfaccia di gioco risulta anch’essa ben ottimizzata, anche se bisogna evidenziare come alcuni testi siano effettivamente difficili da leggere a causa delle dimensioni degli stessi, aspetto evidente specialmente quando si gioca in modalità portatile.

Da sottolineare la presenza di qualche bug grafico, come testi che a volte vengono caricati in maniera illeggibile, ma che successivamente tornano normali, oppure le icone degli oggetti nell’inventario errate rispetto alla descrizione. Alcuni hanno avuto anche problemi di corruzione dei file di salvataggio, ma personalmente non ho riscontrato alcun tipo di problema.

Sicuramente arriverà una patch che aggiusterà questi piccoli bug, ma nel momento della stesura di questa recensione, dopo due settimane dall’uscita, ancora non è arrivato nulla. In ogni caso non si tratta di difetti così importanti da minare la bontà del gioco (ovviamente se escludiamo i file corrotti, a quel punto la faccenda è ben più seria).

Nonostante l’uscita risalga all’ormai lontano 2015, Pillars Of Eternity risulta una gemma di pregiata fattura. Arriverà prossimamente un secondo capitolo, ma nel frattempo tutti i possessori di Switch possono godersi questo porting che ha un fascino indescrivibile, anche per coloro che sono nuovi in questo genere.

I ritmi di gioco sono più lenti rispetto a quello a cui siamo abituati oggi, ma il livello della narrazione e la quantità di contenuti lascia senza parole. Tutti gli amanti degli RPG non possono assolutamente lasciare da parte una perla del genere, mentre a coloro che sono meno avvezzi al genere mi sento di consigliarlo a mani basse.

Io stesso sono rimasto stregato dalle incredibili opportunità che offre, e su Nintendo Switch acquista una nuova vita.

Il nostro voto: 9

Pros

Pro
  • Tanti contenuti e ci sono anche due dlc inclusi
  • Giocabilità ottima e longevo
  • Narrazione superlativa

Cons

Contro
  • Qualche bug grafico e sporadici cali di frame
  • A volte c’è qualche imprecisione nei movimenti della squadra
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
9.0
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