Project Starship X – Dagli oceani allo spazio cosmico – Recensione PC

Le profondità oceaniche nascondono ancora oggi tanti segreti ed è possibile che negli abissi dimori una delle più abominevoli e blasfeme creature aliene, insediatasi sulla terra, quando ancora la vita su questo pianeta era agli inizi.

Per chi non ha idea a chi o cosa mi riferisco o non  conoscesse la letteratura horror, sto parlando di Cthulhu e di tutta la sua prole stellare.

Dagli oceani allo spazio cosmico

E’ lo spazio l’ambientazione di Project Starship X, lo shoot’em up 2D, bullet hell a scorrimento verticale di cui tratta questa recensione. Sviluppato da Matthew Godwarf (Matteo) e fondatore della marchigiana software house Panda Indie Studio, un videogioco tutto nostrano.

Il titolo da me giocato è per piattaforma PC e il gioco è disponibile su Steam dal diciotto Giugno di quest’anno.

I requisiti minimi PC sono:

  • Sistema operativo: Win 7 + o superiore
  • Processore: i3
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: Low – Mid Tier Graphics Card
  • Memoria: 2 GB di spazio disponibile

Mentre per Mac OS X e Linux, a parte i rispettivi sistemi operativi macOS 10.12 o superiore e Ubuntu 12.04 o superiore rispettivamente, il resto dell’hardware richiesto è lo stesso.

Direi nulla d’impegnativo per le nostre “macchine da gaming”. Ma il titolo in questione, sarà lo stesso poco impegnativo per noi gamer? Andiamo a scoprirlo.

Una volta entrati nello schema di gioco,  hud di gioco si presenta in questo modo.

A sinistra dello schermo c’è: In alto,il “faccione” del personaggio scelto, che non manca di mimiche facciali in base a quello che sta capitando in partita. Al centro, il numero delle vite rappresentate dal disegno di un cuore. Ancora più in basso, è indicato il numero delle bombe a disposizione.

Al centro, è sistemato lo schema di gioco e a destra c’è:  partendo dall’alto uno schermo  che da informazioni  sul battito cardiaco del pilota, in stile elettrocardiogramma, al centro, informazioni varie, ad esempio se la manovra X è disponibile. Infine in basso,  delle icone, che cambiano in base alla situazione, ma di fatto non danno nessun contributo alla partita, se non farci ridere.

A fine livello, una schermata che farà il riepilogo del punteggio, tenendo conto  di alcuni parametri e ci sarà persino una valutazione, che va dal perfect all’appena sufficiente.

Il gameplay è semplice e immediato, adatto anche ai giocatori, che approcciano per la prima volta il genere shmup.

Come ho anticipato prima, Project Starship , è il genere shoot’em up 2D, bullet hell a scorrimento e per controllare la nostra navicella spaziale nelle otto direzioni: su, giù, destra e sinistra più le quattro diagonali è sufficiente usare le croci direzionali della tastiera o i tasti wsad. Se si preferisce usare un controller è lo stick analogico SX.

Anche per fare fuoco è previsto l’uso di una moltitudine di pulsanti, che nel caso del controller possono essere i grilletti frontali, sinistro o destro è indifferente o il pulsante A (controller XBOX). Nel caso si preferisca usare la tastiera / mouse, si può usare rispettivamente il tasto Z o mouse sinistro.

Il secondo e ultimo comando che serve per dominare l’universo è la manovra X. Per attivarla si usa il tasto B del controller oppure il tasto X (tastiera) o mouse destro.

Quest’azione, serve per due cose fondamentalmente. La prima, è per avere qualche secondo d’invulnerabilità, quindi è possibile superare piogge di proiettili, attacchi dei nemici e altri ostacoli che riempiono il livello.

La seconda serve per “blastare” le ostilità spaziali, solo in determinate condizioni che vengono comunque indicate a schermo, quindi non mi dilungo ulteriormente.

Un’altra funzione di questa “manovra” è dare la possibilità di spostarsi rapidamente attraverso il “caos” che diversamente, farebbe esplodere la navicella, eseguendo delle “chain”. Questo è possibile grazie ad alcuni item presenti nel livello, che permettono l’aggancio dell’astronave con effetto calamita.

Quello che mi fa storcere un poco il naso dellaX Maneuver” è che il velivolo interstellare, farà sempre e solo uno scatto in avanti. Io personalmente avrei preferito che questo movimento, lo facesse nella direzione data, soprattutto indietro.

Il fatto di ritrovarsi “sbilanciati in avanti”, rispetto a tutto quello che c’è su schermo mi obbliga a fare manovre in più per ritrovare la posizione della navicella a me più congeniale e avere lo spazio di manovra che mi serve.

Infine, se si preme due volte consecutivamente il tasto per la manovra X, si possono sparare le bombe.

Per pilotare un’astronave c’è bisogno dei piloti.

Durante l’impostazione della partita, si possono scegliere diversi personaggi, divertenti e “storditi”, ma convinti di quello che fanno. Ciascuno con le proprie abilità e la propria navicella personale. Anche il numero delle vite totali è differente.

Ad esempio c’è “Garret Zeppola” la sua starship, un tipo di fuoco lineare, “Gwen Rossi” invece ha uno sparo a ventaglio, “John Johnson” ha una potenza di fuco lenta ma potente e così via. C’è anche un personaggio “nascosto” che guarda un po’, c’entra con quello che ho scritto all’inizio. E’ considerato il più forte di tutti ma ha una sola vita. Anche i potenziamenti sono diversi per ciascun personaggio.

Oltre alle loro peculiarità, sono caratterizzati da presentazione e frasi “non sense”, che sicuramente fanno sorridere. Scelto anche il personaggio, ora abbiamo tutto per salvare il cosmo, almeno ci proviamo.

La struttura del gioco è “quasi un classico”.

Si devono superare gli stage, che sono in totale quattordici e ad ogni fine stage c’è il BOSS FIGHT, che ha diverse evoluzioni prima di essere sterminato definitivamente e passare al livello successivo. I livelli sono pieni zeppi di proiettili, raggi laser, trappole mortali, ostacoli, meteoriti, firewall, morfologia dello spazio circostante che cambia, e che pi ne ha più ne metta.

Non mancano i power up, da raccogliere che servono a potenziare le bocche di fuoco della navicella spaziale, recuperare le vite perse, i moltiplicatori di punti. In modalità normale arriva a un massimo di 4X, Se si gioca a livello hardcore e si è in modalità overload arriva anche a 16X, una bella valanga di punti direi.

Ogni nemico che si distrugge, rilascerà delle monete e la raccolta della valuta, permette di fare acquisti da un bizzarro mercante, con la faccia di colore verde e tentacolosa, che a sua volta può diventare nello stesso schema un Boss da combattere. In questo caso il combattimento è “skippabile” (si può evitare).

Quello che si può acquistare sono potenziamenti vari, incrementare il numero di vite totali oppure recuperare tutte le vite perse, giusto per citarne alcuni.

Un aspetto interessante del titolo di Panda Indie Studio, che non mi è mai capitato di vedere spesso, con altri arcade a scorrimento bullethell, è la generazione dei livelli procedurale.

Questo vuol dire, che lo stage non sarà mai lo stesso a ogni inizio partita e lo stesso vale per i livelli successivi. Il sistema, oltre che rendere Project Starship X altamente ri-giocabile, non permetterà di memorizzare facilmente i pattern, alzando così l’asticella della sfida.

Se finito di leggere queste due righe qualcuno esclama: “È facile, che ci vuole”, beh, vi posso dire di non sottovalutarlo e nominare tutti i santi non è un evento così raro.

All’inizio del gioco non essendoci tante istruzioni su come giocare, può sembrare caotico e confusionario. Soprattutto durante le prime run, si farà fatica a superare il quinto stage. E sto parlando della modalità normale. Da considerare che ci sono anche le modalità Hardcore e ultra Hardcore, ho detto tutto.

La curva di difficoltà è varia. Non esiste la solita progressione graduale del tipo i primi livelli sono facili e la difficoltà sale con il salire dei livelli. E’ così pieno di “variabili”, che potrebbe essere anche vero il contrario. Geniale.  In questo modo il gioco risulta essere accessibile sia al giocatore occasionale, sia a chi mastica di smhup. Come dico sempre sono gusti personali.

Da sottolineare, che gli attacchi sono ben bilanciati e schivabili con una certa prevedibilità, ma senza scadere nel banale.

Un altro aspetto che voglio mettere in evidenza è che mentre si fa fuoco, la nave spaziale si muove più lentamente, rispetto a quando non si spara, dando una discontinuità al ritmo di azione, che comunque è elevato.

Infine, in uno ShootEm Up possono mancare i punteggi e le classifiche? Infatti non mancano.

Come nel prequel, non mancano momenti “Mad”. In modo del tutto casuale si viene attaccati da enormi fasci di raggi al plasma che lasciano giusto lo spazio necessario per non esplodere in mille pezzi, o delle braccia enormi pronte a tirare pugni e altre diavolerie. Direi che è abbastanza folle.

La grafica del gioco è realizzata in pixel art 16 bit. Il design è carico d’ironia dai boss, ai personaggi in stile manga, anche negli atteggiamenti. Convinti nelle loro azioni, buffi e impacciati nello stesso momento.

Lo stesso oserei dire per gli stage. Questi ultimi, sono tutti caratterizzati e a ciascuno un tema. Il livello del Sole ha addirittura la forza di gravità che oltre ad attrarre la navicella verso la stella nana, deforma e devia la direzionalità dei colpi sparati. “Follemente” ispirato. Questo è sufficiente a sorvolare sul fatto che non tutto è ben definito, ma nel complesso è godibile agli occhi.

Non è presente una scelta di risoluzioni ma è solo selezionabile la dimensione dello schermo, se farlo full screen o dimensionato a finestra.

Il comparto sonoro come gli effetti sfx sono semplici e in linea con il contesto di questo titolo . La colonna sonora invece è realizzata in ottimo chiptune composto dall’artista Sinoryu. Accompagna bene l’azione e sottolinea con accelerazioni dei bpm, le diverse situazioni che si possono creare, dalle più tranquille alle più critiche.

Longevità

Mi ripeto con quanto scritto prima ovvero che grazie all’azione roguelite ed alla generazione di livelli procedurale ha una elevata rigiocabilità, grazie! Non mi ripeto invece se dico che oltre alla modalità principale ci sono altre modalità, come la Boss Rush per esempio, che non è altro che la sfida solo contro i BOSS.

Ricordo che Project Starship X si può rigiocare a modalità Hardcore, Ultra-Hardcore e Chaos! Io personalmente non ho avuto abbastanza fegato da provarci.

Multiplayer: Oltre alla modalità singola c’è la possibilità di giocare in coop offline con un amico.

Localizzazione

Non poteva mancare anche la lingua italiana.  Non è fondamentale la traduzione ma si può apprezzare a pieno l’ironia inserita nel gioco, con frasi “irriverenti”, “ sfacciate”, “non sense”, maledettamente simpatiche e divertenti.

In conclusione

Project Starship X è il seguito del titolo su Steam nel 2016 e sviluppato tra il 2014 e il 2015. Decisamente migliorato, meno ripetitivo e soprattutto meno snervante.

E’ un buon shoot’em up 2D, bullet hell. La varietà dei livelli è il suo punto di forza, così come l’approccio che si deve avere.  Si vola, si cammina come se stesse attraversando un dungeon, si sparano fiumi di proiettili di qualsiasi natura. I riferimenti a Cthulhu e ai suoi miti sono ovunque in questo gioco.

Lo sviluppatore ha “avuto il coraggio” di inserire questo genere letterario in chiave ironica, come a farne una parodia. In realtà tutto il gioco è ironico, simpatico… un lupo travestito da pecora.

Ma sul gameplay vero e proprio non si scherza, impegnativo sì ma in modo equilibrato. I controlli sono intuitivi e semplici da imparare. Ogni stage può durare due minuti, oppure accumulare tanti power up che un boss di fine livello lo si riesce ad annientare in quattro secondi.

Un buon ritmo, musica incalzante e tanta simpatia, fanno si che il titolo di Panda Indie Studio non deve mancare nella propria libreria dei giochi, se incontra i propri gusti personali.

Ah, quasi dimenticavo, il gioco è stato sviluppato da una sola persona, apparte la colonna sonora. Ottimo  lavoro.

Chissà, se Project Starship X atterrerà anche su console, magari per Nintendo Switch.

Pro

  • Swagthulhu
  • Gameplay
  • soundtrack
  • Azione roguelite
  • Ritmo
  • Ironia e irriverenza
  • Longevità
  • Più livelli di difficoltà tra cui scegliere

Contro

  • Mancanza di una storia vera e propria. Con un tema de genere, gli spunti non mancherebbero
  • Manovra X solo in avanti
  • Lo sparo rallenta i movimenti della navicella
  • Ideale anche agli amanti del “ cheat mode”

 

RASSEGNA PANORAMICA
Gameplay
8
Soundtrack
8
Grafica
7.5
Ritmo
8.5
Difficoltà
8
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