Project Starship X – Shoot ‘em up, Lovecraft, ironia e chiptune! – Recensione PlayStation 4

Ed eccomi qui a recensire il quarto capitolo della saga shoot ‘em up bullet hell creata dal solo dev italiano Panda Indie Studio (da me giocata e recensita sulle pagine di Games Paladins).

Finalmente Project Starship X, gioco realizzato in pixel art 16 bit, arriva anche su console a distanza di qualche mese dal suo esordio sulla piattaforma Steam (recensita dal buon Cescoz TOHC), grazie ad eastasiasoft editore da sempre attento al panorama indie, che si occupa anche di edizioni fisiche da collezione. A tal proposito vi invito a dare un’occhiata all’edizione limitata per PlayStation 4 di Project Starship – X venduta ad un buon prezzo e numerata a mille copie totali.

Ed ora, ecco la recensione. Pronti, attenti, si vola!

Trama

Decolla per una parodia cosmica lovecraftiana in Project Starship X!
(trama che non fa una piega: semplice, concisa ed immediata)

Il Gioco

Due dei tre aggettivi che ho utilizzato per descrivere la trama possono essere ripresi tranquillamente per descrivere il gioco ed il suo gameplay.

Project Starship X, come tutti i titoli di Panda Indie Studio, è caratterizzato dalla giocabilità semplice ed immediata e dall’elemento rogue-lite.

Dopo qualche minuto / partita di prova saremo già padroni delle meccaniche di gioco. Servono infatti pochi comandi (ed un poco di coordinazione occhio – mano) per gettarsi nello spazio a cercare di portare a termine la missione, suddivisa in 15 livelli tutti diversi e generati proceduralmente.

Tranquilli che per terminare il gioco non dovrete per forza affrontarli tutti, ne bastano 5 per volta. Ogni livello è caratterizzato da nemici ed ostacoli unici, power ups come se non ci fosse un domani e scontro boss.

Ah! Ogni due livelli Swagthulhu vi accoglierà nel suo shop per vendervi della buona merce… non avete abbastanza monete? Tranquilli provate a sparagli addosso un po’ di volte. Occhio però che se si arrabbia…

Monete… già, ogni volta che abbattete un nemico vengono rilasciate delle monete, raccoglietene il più possibile per poter potenziare la vostra navicella (o comprare delle vite).

Se l’avventura in solitaria vi fa sentire soli…ecco che arriva in vostro aiuto la modalità cooperativaDue giocatori sullo stesso schermo e nella stessa stanza, spalla a spalla come ai vecchi tempi! E via verso l’infinito e… ehm…  questo gioco, oltre ad essere cosparso di ironia, è pieno di citazioni (super Mario, Alien, Metal Slug… ma no, niente Toy-Story.. ehehe).

Ah, per gli amanti delle classifiche: non manca la classifica globale! Quindi dateci dentro con i punteggi!!!

GamePlay

Come detto in precedenza, il gameplay è abbastanza semplice da padroneggiare. Questo però non vuol dire che arrivare ai titoli di coda sia una passeggiata, eh!!

Pochi tasti: direzionale per muoversi, un tasto per sparare ed uno per evitare / far esplodere i nemici. Mi soffermo un’attimo su questa manovra molto interessante.

Questa mossa, chiamata “crash-kill”, ci permette di avere qualche secondo d’invulnerabilità per districarci dalle situazioni più ostiche. C’è però un prezzo da pagare: la navicella compie solo e soltanto balzi in avanti. Non è possibile direzionare la destinazione di questi balzi. Quindi attenzione quando la si usa!

Stesso discorso di attenzione all’utilizzo va fatto per lo shooting. Premetto che le munizioni sono infinite ma, come da caratteristica della saga, ogni volta che si spara la navicella rallenta la sua velocità.

A darci una mano però ci ha pensato il solo dev italiano.

Project Starship X gode infatti di una generosa hit-box. Le pallottole possono passare vicinissime alla nostra navicella senza però colpirla. Questo aiuto invisibile è un toccasana per il sistema nervoso (messo invece a dura prova negli altri titoli targati Panda Indie Studio).

Caratteristiche tecniche

La versione che ho provato è quella per PlayStation 4. Non ho riscontrato nessun tipo di problema nei comandi e nel gioco in sé. Tutti gli input hanno risposto in maniera perfetta, nessun calo di frame o altro. Il gioco gira bene sulla mia vecchia Play (1a serie Fat).

Piccola curiosità per i cacciatori di trofei: il gioco non è difficile da platinare, bastano davvero poche partite per sbloccare tutti gli obiettivi.

Musica e Audio

La colonna sonora è pura chiptune music ed è stata curata da Novtos astista giapponese che aveva già collaborato con Panda Indie Studio in passato.

Interessante la scelta artistica di rendere questa musica “dinamica” con le fasi di gioco aumentando / diminuendo la velocità della stessa a seconda di ciò che avviene sullo schermo.

Localizzazione

Il gioco è tradotto nella nostra lingua. Segnalo comunque la non presenza di dialoghi.

Conclusione

Project Starship X è sicuramente il gioco più maturo ed accessibile realizzato da Panda Indie Studio. Un buon titolo plug and play che potrà far la gioia di coloro che amano il giusto equilibrio di sfida, caos controllato ed una buona pioggia di pallottole.

Se invece volete delle sfide davvero frustranti e quasi impossibili da portare a termine, allora vi consiglio gli altri tre titoli della saga dei quali potete leggere le mie recensioni sempre su queste pagine.

Eccovi i titoli: Project Starship, Red Death, Null Drifter.

Buona partita a tutti!

Pro

  • Colonna sonora
  • Ironia
  • Hit-Box
  • Localizzazione
  • Giocabilità
  • Trofei

Contro

  • Longevità
  • Assenza di una vera trama