Rage 2 – Recensione Xbox One

Dopo 8 anni dall’uscita di Rage, oggi abbiamo tra le mani Rage 2. Sviluppato nuovamente da id Software, che non ha bisogno di presentazioni, in questo secondo capitolo entrano in campo anche i ragazzi di Avalanche Studios, il team dietro a titoli come Mad Max e la serie Just Cause.

Sembra un elemento non da poco, ma questo delinea esattamente l’identità e le caratteristiche di Rage 2,  che fondamentalmente unisce il gunplay dinamico e spettacolare di Doom e Wolfenstein, agli spazi aperti delle produzioni open world del team svedese.

Il nostro nemico sarà nuovamente l’Autorità, che dopo la presunta sconfitta nel primo capitolo, torna migliorata e riorganizzata con al comando il redivivo generale Cross, intenzionato a governare sulla Zona Devastata ad ogni costo.

Noi impersonifichiamo l’ultimo Ranger rimasto in vita, il cui scopo è quello di riunirsi con altri alleati per avviare il progetto Daga, ultima speranza per sperare di distruggere una volta per tutte la roccaforte del nemico.

La trama si presenta quindi molto semplice, giusto per contestualizzare le azioni di gioco e niente più, non decolla e non ha mai quell’engagement che ci si aspetta da un titolo basato prettamente sul singolo giocatore.

Gli stessi personaggi che incontreremo sul nostro cammino non sono così interessanti e non vengono mai approfonditi a dovere.

Il lato artistico è buono ma la caratterizzazione lascia molto a desiderare, complice anche un doppiaggio non sempre puntuale, non solo nel parlato, che talvolta non è sincronizzato al movimento labiale, ma anche nel tono stesso, che più volte risulta quasi fuori dal contesto.

I personaggi chiave nella nostra avventura sono John Marshall, Loosum Hagar e Anton Kvasir. Ognuno di loro ci fornirà delle missioni da portare a termine, e verremo ricompensati con esperienza che andrà ad aumentare il livello di “intesa” con il relativo personaggio.

Quando avremo raggiunto il livello 5 con tutti e tre i nostri alleati (non solo con le loro missioni, ma grazie anche con l’esperienza che accumuleremo nelle attività secondarie sparse per il mondo di gioco), saremo pronti ad affrontare l’atto finale della storia.

Questo vuol dire che volendo sara possibile arrivare al completamento della storia in una decina di ore, senza andare a perdere tempo nel potenziamento delle nostre abilità ed equipaggiamento.

Così facendo andremo a perdere una componente fondamentale del titolo, e direi anche la meglio riuscita, quindi vi consiglio di non avere fretta, e dedicatevi al potenziamento del personaggio, così da arricchire le possibilità di azione all’interno dei combattimenti, anche perché il gioco non ha molto altro da offrire una volta terminata la storia.

Salendo di livello con i vari alleati, andremo a sbloccare anche dei progetti utili al miglioramento del nostro equipaggiamento. John Marshall fornirà progetti riguardanti il combattimento, Loosum Hagar progetti che portano migliorie al crafting e sconti sulla merce dei mercanti, infine i progetti più importanti offerti dal dottor Kvasir, basati sui nanotriti, in particolare nel rendere più facile la ricerca delle risorse necessarie a potenziare il nostro alter ego.

Ma cosa sono esattamente i nanotriti? Sono i componenti che sbloccano le nostre abilità, e che garantiscono approcci agli scontri completamente diversi, che rendono il tutto decisamente spettacolare.

Le abilità nanotritiche a nostra disposizione sono in totale sei. Si parte con il semplice scatto, che ci permette di proiettarci in avanti o schivare a gran velocità, e si arriva ad avere abilità che ci rendono delle vere e proprie macchine da guerra sul campo di battaglia.

Ad esempio Devastazione, che scarica un’esplosione cinetica contro gli avversari allontanandoli e rompendo le loro armature, e se il nemico è debole lo elimina senza tanti complimenti, oppure l’abilità Schianto, che proietta il nostro eroe in aria per poi provocare un’onda d’urto sui nemici non appena toccheremo nuovamente terra.

Alcune abilità si possono anche collegare tra loro, ad esempio utilizzando Vortice, con cui attireremo i nemici in un punto comune, ed entrando noi stessi nel vortice verremo proiettati in aria così da utilizzare Schianto sugli avversari, che diventeranno irrimediabilmente carne da macello.

Alle abilità dobbiamo aggiungere le bocche da fuoco che potremo utilizzare negli scontri, che non raggiungono la decina, ma tutte hanno un loro comportamento e soprattutto il proprio carattere.

Il gunplay è il punto forte del titolo, ogni arma restituisce ottime sensazioni quando si spara, sia nell’utilizzo sia nel suono, specie nel momento della ricarica o del cambio arma. Lo stesso suono dell’headshot ha un suono particolarmente azzeccato, ed è sempre un piacere quando si manda a segno il colpo.

Le armi hanno quasi sempre una seconda modalità di fuoco, ulteriore elemento che garantisce tante possibilità nell’approccio di uno scontro. La mia preferita? Sicuramente il Revolver Firestorm, che dopo aver bersagliato di colpi i nemici, permette di far detonare i proiettili sparati con uno schiocco di dita. Bello da vedere e troppo godurioso da fare.

Come accennato poco fa, la mappa sebbene non abbia delle dimensioni enormi, è abbastanza ricca di cose da fare, attività secondarie che riducono i tempi morti esplorando le Terre Devastate. C’è un po’ di tutto, dagli avamposti da conquistare alle gare improvvisate con altri npc, assalti ai convogli e la conquista delle arche, che ci forniscono il bottino migliore per potenziare il nostro eroe.

Purtroppo tutte queste attività secondarie stancano abbastanza in fretta data la loro ripetitività e poca originalità, e lo stesso mondo di gioco, per quanto affascinante, diventa meno attraente dopo le prime ore di gioco.

Oltre a questo, bisogna aggiungere una difficoltà tutt’altro che alta (nonostante abbia giocato a difficoltà Incubo), che andando avanti nel gioco si abbassa ulteriormente dato che il nostro Ranger diventa sempre più forte e letale.

Sul fronte tecnico abbiamo nuovamente due facce della medaglia. Il colpo d’occhio è sicuramente d’impatto, l’effettistica è di prim’ordine specialmente nella realizzazione delle esplosioni e del fuoco, e a livello artistico l’atmosfera post apocalittica cyberpunk rimarrà sicuramente impressa sulle vostre retine.

Se andiamo a guardare il dettaglio però, non è tutto oro quel che luccica, partendo proprio dalle texture, che risultano poco definite rispetto agli standard a cui siamo abituati, passando ai modelli poligonali dei nemici ad esempio, che sebbene siano ben caratterizzati a livello artistico, risultano piuttosto inespressivi e non così variegati nella tipologia. Il frame rate è sempre stabile, ma più volte mi sono capitati freeze con conseguente chiusura del gioco.

La collaborazione tra Avalanche Studios e id Software ha partorito un buon gioco, che però presenta alcune pecche non trascurabili.

Il gunplay e il feedback delle armi sono il fiore all’occhiello del titolo, divertente e ricco di personalità, ma la mancanza di una bella trama trainante, la ripetitività delle attività, un’esplorazione un po’ fine a se stessa, e un tasso di sfida decisamente basso, può stancare presto.

Sembra che la sola componente del gunplay occupi l’80% del gioco, e tutte le altre componenti siano limitate nel 20% restante. Un bene o un male? Dipende dal giocatore.

Se cercate un titolo dove c’è tanta azione e leggerezza, avete trovato pane per i vostri denti. Se invece siete alla ricerca di un buon gameplay, che venga accompagnato da una trama viva e interessante e un mondo variegato che sia in grado di sorprendervi in più occasioni, allora avete sbagliato strada.

Il nostro voto: 7.5

Pros

Pro
  • Bello artisticamente
  • Gunplay esagerato
  • Sistema di progressione ricco

Cons

Contro
  • Alla lunga stanca
  • Trama banale e poco esaltante
  • Attività ripetitive e poco originali
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RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
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Un graphic designer e fotografo, con la passione per i videogiochi e per i motori fin da bambino.
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