Raji: An Ancient Epic – Recensione Nintendo Switch

Alla scoperta dei miti dell’antica India

Nella mia carriera da videogiocatore mi sono spesso avventurato in viaggi epici ed emozionanti. La fantasia di talentuosi team di sviluppo, mi ha portato in universi sospesi tra immaginazione e realtà.

Nodding Heads, team di sviluppo indiano, mi ha portato per la prima volta in un viaggio tra i miti e leggende dell’India antica, là dove i racconti incontrano la realtà.

Lo sviluppo del gioco è durato ben tre anni ed è il primo lavoro indipendente di questa squadra, ma mostra comunque le capacità e l’esperienza di un team maturo già impiegato in passato da aziende come: Rockstar, EA e Zynga.

Raji: An Ancient Epic è arrivato su Nintendo Switch il 18 Agosto 2020, pubblicato dal publisher Super.com e ha ottenuto un buon riscontro da pubblico e critica vincendo alcuni premi come:

  • Terzo posto come Indie dell’anno all’Indie DB;
  • Miglior gioco dello Show al MIX Live;
  • Migliore fotografia e miglior gioco al Dev Play.

Sono disponibili inoltre le versioni Xbox One, Playstation 4 e PC.

La Trama

Raji è una giovane artista circense che vive sola con suo fratello minore Golu. La vita scorre tranquilla, Raji e Golu riescono a mantenersi con spettacoli basati sull’abilità acrobatica della prima e quella scenografica del secondo.

I due fratelli sono legatissimi e affiatati, ma una minaccia incombe su di loro e sull’intera India. I demoni, comandati da Mahabalasura, sono tornati sulla Terra affamati di distruzione e hanno attaccato l’umanità saccheggiando città e rapendo i bambini, Golu compreso.

Quando tutto sembrava perso, la nostra Raji riceve qualcosa di inaspettato: la benedizione e una potente arma dalla Dea guerriera Durga.

Così ha inizio un viaggio alla scoperta del Pantheon Indù accompagnati dalle voci narranti di Vishnu e Durga. Queste divinità hanno scelto Raji come campione dell’umanità e la seguono come spettatori interessati dello scontro contro il male, premiandola di tanto in tanto con armi nuove e potenziamenti.

La storia è liberamente ispirata a miti indiani come il Mahabharata e il Ramayana, ma a volte sembra narrata troppo frettolosamente.

La narrazione è troppo concentrata sulle divinità e poco sulla protagonista, trovandosi così sommersi da informazioni e nomi senza un apparente ordine logico.

Il Gameplay

Raji: An Ancient Epic è un titolo action con sessioni platform e un pizzico di Hack and Slash nei combattimenti.

L’azione di gioco consiste principalmente in fasi d’esplorazione lineare dove è quasi impossibile perdere la retta via. Avventurandoci in ambienti esotici, dal marcato stile Pahari, dovremo affrontare sessioni di salto alternate a combattimenti.

Durante l’esplorazione il nostro peggior ostacolo sarà la visuale, variata in automatico dal gioco. Ci troveremo così spostati da una visuale laterale ad una isometrica, senza possibilità di scelta. La seconda opzione si rivela spesso sciagurata nei salti, causando inutili Game-Over.

I Combattimenti invece risultano armoniosi e divertenti, mix di strategia e corpo a corpo tipico di un Hack and Slash. Avanzando nelle aree di gioco, la nostra protagonista si troverà imprigionata all’interno di zone sigillate dal male, solo sconfiggendo i nemici si potrà avanzare. Sfruttando le abilità acrobatiche di Raji, le armi divine e vari potenziamenti potremo ottenere combo sempre più letali, ricacciando i demoni nel buco da cui provengono.

Per offrire varietà all’esperienza di gioco troviamo Boss di fine livello ed enigmi da risolvere.

Gli enigmi sono forse troppo banali, è più interessante il loro valore artistico e simbolico piuttosto che la difficoltà necessaria a risolverli.

I Boss sono impegnativi, ma non insormontabili. I loro attacchi letali sono di facile lettura per un giocatore dalla media esperienza, probabilmente in linea con la volontà di non rendere troppo difficile il viaggio della nostra eroina.

Grafica

Il gioco ha una spiccata vena artistica e il Game-Design ne giova molto. Le ambientazioni sono state create partendo da modelli disegnati a mano e modelli tridimensionali creati a PC.

Questo miscuglio di tecniche a volte è evidente, in alcune zone troviamo ambienti troppo vuoti e anonimi, mentre in altre siamo sommersi da colori e immagini in grado di attivare i nostri Chakra, donandoci gioia ed equilibrio.

La qualità grafica nel complesso è buona, anche se in modalità Tv si notano cali di frame, per fortuna non compromettenti per l’esperienza di gioco.

Un’altra criticità è data dalla gestione della solidità dei modelli tridimensionali; la nostra protagonista finisce spesso all’interno di muri o rocce, senza però rimanerne incastrata.

Audio e Localizzazione

Come era logico aspettarsi la ricerca di Golu è scandita da musiche indiane tradizionali. Durante tutto il nostro cammino potremo sentirci parte di questa antica cultura anche grazie ad una buona colonna sonora. Purtroppo, manca pathos durante gli scontri e si poteva osare un pò di più per rendere memorabile ogni combattimento.

Le voci narranti sono in lingua inglese, così come le poche frasi pronunciate dalla protagonista. La nostra avventura senza le loquaci divinità sarebbe troppo vuota, e le scelte “vocali” risultano gradite agli Dei.

Il gioco è completamente localizzato in italiano per quanto riguarda sottotitoli e menù. Tralasciando l’errore di far iniziare l’avventura senza la possibilità di scegliere la lingua, scoperta in seguito nel menù, la traduzione risulta pregevole e valorizza un’esperienza di gioco dalla forte componente narrativa.

Longevità

Il nostro viaggio indiano dura poco, l’avventura si conclude in circa 6 ore. Al netto di sessioni dove gireremo a vuoto, correndo in grandi spazi aperti e di sessioni narrative simpaticamente riprodotte come spettacolo di marionette, non posso ritenermi appagato da un’avventura tanto breve. Da un gioco venduto a prezzo pieno a 24,99€ mi aspetto qualcosa in più.

Ad aggravare la situazione, c’è anche la completa mancanza di opzioni aggiuntive nel caso di nuova partita. Inoltre se si riavvia il titolo si torna nella partita in corso, senza poter avviare un secondo salvataggio o esplorare nuovamente un’area visitata in precedenza.

La mia esperienza Indù

Durante i miei anni da Gamer, e non sono pochi, ho sempre ammirato chi prova a proporre qualcosa di nuovo in grado di stimolare la mia curiosità. Nodding Heads da questo punto di vista ha centrato l’obiettivo, creando un’esperienza nuova in grado di aprire una finestra su un’area geografica poco conosciuta nel mondo dei Videogames.

La mia prova è durata all’incirca 7 ore, concentrata principalmente in modalità TV su uno schermo LG da 49” e con l’ausilio di pad pro. Ho completato una volta la campagna principale per poi provare una seconda run in modalità portatile.

Ho notato come il Gameplay sia leggermente migliore con pad pro, ma la resa a video soffra di minori cali di Frame con la console non inserita nella Dock-Station.

Conclusione

Il mio viaggio nei miti e nelle leggende indiane si è rivelato interessante ed educativo. Mi sono appassionato decisamente di più alla cultura di questo popolo che all’avventura della giovane Raji e ritengo che molti proveranno questa sensazione.

Alla luce del prezzo di lancio di 24,99€, Raji: An Anciet Epic è un mancato capolavoro, molti buoni spunti sono rimasti tali, ma non è tutto da buttare. Il desiderio di altri titoli ispirati al mondo esotico indiano è ora forte in me, ma vi consiglio di aspettare qualche buona offerta per recuperare questo gioco e compensare la scarsa longevità.

Pro

  • Trasforma in videogioco antichi racconti Indù
  • Gameplay acrobatico e divertente
  • Scenari fantastici ed esotici

Contro

  • Poco longevo
  • Visuale isometrica non adatta ai salti
  • Nessuna opzione aggiuntiva alla semplice campagna
RASSEGNA PANORAMICA
Trama
7
Gameplay
8
Grafica
8
Audio
7.5
Localizzazione
9.5
Longevità
5
Articolo precedenteAlla vigilia dell’uscita per PS4, Xbox One e PC, arriva l’ultimo, epico trailer di XIII!
Prossimo articoloEcco il trailer di lancio di Devil May Cry 5 Special Edition!
Staccato il ciuccio dalla bocca ho preso un pad in mano per non mollarlo più, non son un Pro Gamer, cerco l'essenza del gioco.