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In questi ultimi giorni, i roguelike e gli strategici sono diventati il mio pane quotidiano, ma quando in redazione c’è da scegliere questa tipologia di titoli, non mi tiro mai indietro. Oggi accantoniamo il genere roguelike però, ma ci focalizziamo su quello strategico, andando a provare Rebel Cops, un gioco indie sviluppato da Weappy Studio, che si ispira chiaramente (e ovviamente) ai capostipiti del genere, come la serie di XCOM.

In Rebel Cops saremo al comando di una squadra di poliziotti che, stufi della corruzione dilagante, decidono di operare in solitaria per riportare un po’ di ordine nella cittadina di Ripton.

La storia è ambientata nel 1994, e i nostri poliziotti cercheranno di risanare la città dalla corruzione più totale gestita da un certo Victor Zuev, e penetrata ormai tra le file della politica, delle attività e delle stesse forze dell’ordine.

Per fare questo potremo contare sul supporto della gente: aumentando il nostro livello di reputazione con i cittadini avremo maggiori donazioni da parte di essi, che saranno utili a migliorare il nostro equipaggiamento prima di ogni missione.

Tutto questo ci viene narrato nelle prime fasi di gioco, dedicate all’apprendimento dei comandi e di tutte quelle dinamiche di cui è composto, ma andando avanti le buone premesse della storia si perdono, e difficilmente vi appassionerete ai vari elementi della squadra.

Le premesse per un lato narrativo sopra alle righe c’erano tutte, ma purtroppo la trama non è certo il punto di forza del titolo, anche se in fondo si può chiudere un occhio su questo aspetto, sebbene dispiaccia, quando è presente un gameplay ben fatto, ma non privo di difetti.

Lo stile di gioco infatti attinge a piene mani da quelli che possiamo considerare i canoni del genere, presentando però alcune differenze.

Innanzitutto le truppe a nostra disposizione sono pressoché simili, e non ci sono quindi classi o abilità speciali come abbiamo visto ad esempio in XCOM.

Inoltre un colpo di proiettile è fatale per tutti, per noi così come per i nemici, anzi per essere più precisi diciamo che un colpo di proiettile mette comunque fuori combattimento colui che è stato colpito e a seconda della zona ferita si avrà un’emorragia che può durare più o meno turni, fino alla morte.

Nel corso di questi turni però potremo rianimare un compagno a patto di avere il medikit necessario a rimetterlo in sesto, mentre in caso di colpo alla testa si va dritti al creatore.

Si nota quindi come da un lato ci sia una maggior semplicità rispetto ai leader del settore per quanto riguarda classi e abilità, ma allo stesso tempo sono state aggiunte tutte delle piccole variabili che condizionano il gameplay e richiedono un’attenta pianificazione.

Quando avremo sotto tiro un nemico infatti, sparare non sarà la sola possibilità, e nemmeno la più scontata, ma potremo agire in tanti modi diversi, ad esempio potremmo stordire il nemico così da renderlo innocuo per qualche turno e guadagnare un po’ di tempo.

Oppure tenerlo sotto scacco e successivamente arrestarlo, pratica che risulta sempre la migliore (quando possibile) dato che così facendo non allerterete gli altri ostili nelle inevitabili sparatorie, e in fondo alla missione avrete un bonus alla reputazione e al denaro elargito dai cittadini, che preferiscono di gran lunga una giustizia fatta senza portare ulteriore violenza.

L’unico vero difetto a livello di gameplay è dato dagli eventi inaspettati inseriti nel gioco dagli sviluppatori.

In circa la metà delle missioni disponibili, improvvisamente arriverà un plotone di nemici a dare man forte ai colleghi ostili, rendendo vani gli sforzi compiuti dalla nostra squadra fino a quel momento.

Le prime missioni sono meno complesse a livello di pianificazione, ma alcune possono durare anche un’ora, e ottenere una sconfitta a causa di questa triste scelta di design non è proprio il massimo.

C’è da dire che questi eventi sono improvvisi si, ma per quanto riguarda il primo gameplay, infatti riprovando il livello i rinforzi arriveranno sempre nello stesso momento, quindi potremo agire di conseguenza sapendo a cosa andremo incontro.

Rimane in ogni caso un evento frustrante e utile solo ad allungare la minestra, data anche la ridotta durata del gioco.

Un ultimo appunto da fare riguarda l’IA, che non risulta ben sviluppata, anzi difficilmente cercherà di aggirarvi o mettervi davvero in difficoltà.

Nulla da dire invece per quanto riguarda il lato puramente artistico del gioco, che può piacere o meno, ma io l’ho trovato bello e soprattutto originalissimo, con un proprio carattere.

La palette colori si affida a pochi colori caldi, mentre i colori più vividi sono sfruttati solo per evidenziare punti di interesse all’interno degli scenari. Buono anche il comparto audio, con suoni ed effetti riusciti e una colonna sonora mai stancante o banale.

Alla luce di quanto detto, Rebel Cops è un buon titolo strategico che propone alcuni aspetti differenti rispetto a quello a cui siamo abituati, ma allo stesso tempo presenta alcuni difetti che non passano certo inosservati.

Per un neofita del genere in questione è un prodotto più che valido, offerto ad un prezzo davvero invitante, e introduce benissimo al mondo degli strategici a turni, grazie ad sistema ludico meno complesso rispetto agli standard e con un IA poco consistente.

I giocatori più navigati invece noteranno maggiormente i difetti che abbiamo citato poco fa, risultando quindi un acquisto non così necessario. Alcune dinamiche di gioco introdotte dai ragazzi di Weappy Studio sono interessanti, ma per i puristi c’è ancora poca ciccia.

Il nostro voto: 6.5

Pro

  • Artisticamente curato
  • Alcune features nuove e originali
  • Gameplay godibile

Contro

  • Gli eventi improvvisi allungano solo la minestra
  • IA da migliorare
  • La storia è interessante, ma non viene approfondita
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.5
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