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Il primo impatto con Red Dead Redemption 2 è davvero devastante, nonostante le prime ore di gioco scorrano lente, il paesaggio, la storia ed il gameplay rendono tutto davvero piacevole. È facile dunque essere rapiti dal selvaggio West creato dal team di Rockstar Games ed è un’attimo perdersi in un racconto ritmato e ricco di colpi di scena, insomma è davvero semplice affezionarci ad Arthur Morgan è la sua Banda di Fuorilegge.

Red Dead Redemption 2 è tutto questo ed anche di più, dopo quasi 9 anni di sviluppo il team responsabile della serie Grand Theft Auto ci porta nel selvaggio West con un titolo che riscrive la concezione di open world con un mondo più realistico e credibile in tantissimi aspetti, che più di una volta ci faranno esclamare WOW difronte al nostro TV.

Ma partiamo dal racconto…

Nonostante il numero due alla fine del titolo, l’opera di Rockstar Games è da considerarsi un vero e proprio prequel, un titolo godibile da tutti, compresi quei giocatori che non hanno vissuto le avventure di John Marston nel primo capitolo (che vi ricordo è giocabile su Xbox One grazie alla retro compatibilità e in versione Enhanced 4K su Xbox One X).

Ambientato nell’America 1899, in un periodo storico ricco di grossi cambiamenti, un epoca di transito che porta la popolazione americana ad abbracciare l’era Moderna con la conseguente fine dei Cowboy e della concezione stessa di selvaggio West. Il racconto imbastito dai sapienti sceneggiatori di Rockstar Games ci mette nei panni di Arthur Morgan, un fuorilegge, un pistolero esperto abituato alla solitudine, ma che da poco è diventato parte della temibile banda di Dutch van der Linde.

L’incipit iniziale del racconto ci vede in fuga, a seguito di un grosso colpo andato male nella cittadina di Blackwater, con tutta la nostra banda ridotta allo stremo delle forze per sfuggire ai federali e alle bande di cacciatori di taglie che ci stanno alle calcagna. Questo girovagare ci porterà a rifugiarci in una fattoria abbandonata nelle montagne, nel bel mezzo di una tempesta di neve e qui dovremo cercare di tenere alto il morale dei nostri compagni, provvedere alla loro salute, al loro sostentamento e come sempre obbedire a gli ordini di Dutch.

La banda diventerà per il nostro protagonista una vera e propria famiglia da proteggere ed aiutare e da supportare in tutto e questo aspetto ci viene mostrato fin dalle prime battute quando il gioco ci fa conoscere i vari membri della banda, i loro problemi ed i loro sogni.

Tutti i membri della nostra “comunità” partendo dallo stesso Dutch, passando per il selvaggio ed indisciplinato Micah oppure il giovane Marston, sono stati caratterizzati in maniera divina, non solo per il loro aspetto, curato in tutti i dettagli e fedele all’epoca, ma anche e soprattutto, per il loro carattere, che si dimostra ricco di particolarità, di sfaccettature che scopriremo man mano che andremo avanti nella nostra avventura.

A dar loro maggior credibilità sono le più che ottime performance attoriali dell’enorme cast messo in piedi dal team di sviluppo. La recitazione ed il doppiaggio in lingua inglese (il titolo come da tradizione Rockstar è sottotitolato in italiano) raggiungono dei livelli altissimi, di certo superiori alla maggior parte delle produzioni ludiche di questi anni e molto vicino alle migliori produzioni cinematografiche.

Ogni personaggio presente nella nostra avventura è quindi un tassello importante al fine del racconto, che ha una scrittura a dir poco incredibile, che non solo ha la capacità di inglobare il giocatore  in un mondo vivo e pulsante, ma che riesce ad evolversi e crescere in maniera esponenziale fino al culmine di una scena finale davvero bellissima, ma che logicamente eviterò di spoilerarvi.

Gameplay… 

Tutto nel mondo di Red Dead Redemption 2 diventa funzionale al racconto, dai dialoghi durante le scene maggiori, ai piccoli particolari che ci vengono sciorinati durante le cavalcate con uno o più compagni verso l’obbiettivo della nostra missione, insomma tutto quanto è fatto per mantenere viva la storia.

Tutto quanto accresce la sensazione di realismo che il team di sviluppo ha voluto infondere alla sua opera, anche la semplice attività della caccia è studiata per restituire un senso di realismo ed immersione mai visto in un videogioco. Dovrete infatti seguire le tracce della vostra preda, raggiungerla ed ucciderla senza allarmarla, o allarmare gli animali vicini, che potremo cacciare successivamente. Una volta uccisa dovremo scuoiarla e portare la carcassa con il nostro fedele cavallo all’accampamento, dove ricaveremo delle risorse utili a noi e alla nostra banda.

Sul fronte puramente ludico ci troviamo sicuramente difronte ad un titolo Open World rivoluzionario, ma questo non perché ha riscritto le fondamenta del suo genere di appartenenza, ma perché riesce a prendere quanto di buono fatto con altri titoli del genere (come l’ultimo Grand Theft Auto) e lo perfeziona, lo rifinisce fino a renderlo totalmente nuovo, riuscendo a creare un mondo vivo e pulsante, come mai ci era capitato di vedere in un videogioco.

Noi, come già scritto, controlleremo Arthur Morgan (quindi niente switch di personaggi come accade con GTAV), e lo faremo attraverso una visuale di gioco in terza persona, nel gioco è presente anche quella in prima, ma quest’ultima a mio avviso e da confinare solo ed esclusivamente alle fasi esplorative degli ambienti, perché ad esempio quando saremo in groppa al nostro cavallo la guida diventa ingestibile.

Arthur è da considerare come un’eroe tipico del West, un fuorilegge capace di tutto, ha un’ottima mira con qualunque tipo di arma, è abile nella caccia, nella pesca e nella lotta a mani nude e soprattutto abile a cavalcare. Penserete sia un personaggio finito? Non proprio, Arthur evolverà durante tutta la nostra avventura e questo ci permetterà di scoprire sempre di più su di lui.

La gestione del personaggio avviene attraverso tre elementi principali: La Salute, La Resistenza ed il Dead Eye, parametri che dovranno essere tenuti sempre al massimo, mantenedo così il nostro personaggio sempre in salute, dovremo quindi nutrirlo, riscaldarlo, etc.

Sopratutto dovremo stare attenti a non abbusare di Alchole Nicotina o altri fattori, in pratica una gestione di Bonus e Malus che vanno ad intaccare positivamente o negativamente sulle statistiche di Arthur.

Non sono solo questi fattori ad incidere sul nostro personaggio, Arthur dovrà in tantissimi momenti affrontare delle scelte che lo faranno apparire a gli occhi delle persone in maniera diversa a seconda delle azioni che effettuerà. Nel titolo spesso e volentieri ci verranno appunto proposti dei bivi, come salvare o meno una persona, come ucciderla a sangue freddo oppure costringerla a parlare e succevivamente lasciarla libera di fuggire, delle scelte che come dicevo variano la percezione che ha la gente nei nostri confronti.

Ma le interazioni con le persone e gli animali non si limitano a queste scelte, il titolo è ricco di tante altre interazioni base, che ci permetto di approfondire i dialoghi con gli altri elementi della banda, con i vari personaggi che popolano il mondo di gioco, per provocare un nemico o semplicemente per calmare il nostro destriero, come vi dicevo prima l’immersività offerta dall’opera di Rockstar Games è visibile ovunque.

Un esempio banale di tutto questo può essere ad esempio: Se Arthur entra in un locale o in una cittadina con un arma in mano, oltre ad allarmare chi di dovere, daremo ai cittadini o ai PG presenti in quell’area un’immagine subito errata, che ci darà serie difficoltà a reperire qualsiasi informazione o altro.

Il cavallo è uno degli elementi fondamentali del gioco, che si dimostrerà utile non solo per spostarci nelle varie aree della mappa di gioco, ma anche per trasportare parti del nostro equipaggiamento (altrimenti non trasportabili con Arthur), per aiutarci a trasportare le vittime della nostra caccia e così via.

Il nostro destriero è quindi una risorsa primaria, pertanto deve essere accudito e tenuto sempre in forma. Dovremo nutrirlo, spazzolarlo, farlo riposare o calmato nei momenti difficili, come durante l’incontro con delle bestie selvagge o durante le sparatorie. Questa serie di accorgimenti determineranno il nostro legame con lui e lo farà crescere di livello, sbloccando così nuovi comandi o perfezionando quelli già appresi, come la possibilità, ad esempio, di richiamarlo a noi da una distanza maggiore.

Durante la nostra avventura potremo avere fino ad un massimo di quattro esemplari, che potremo comprare o addomesticare, la nostra piccola scuderia sarà disponibile nelle stalle sparse per il mondo di gioco.

Una delle differenze più visibili con la serie “principe” di Rockstar Games, ovvero GTA, è sicuramente la velocità degli eventi. Mi spiego meglio, se in Grand Thef Auto V tutto scorre ad una velocità pazzesca, restituendoci la sensazione di essere parti di un mondo frenetico in continuo cambiamento, in Red Dead Redemption 2 tutto scorre più lentamente infondendo nel giocatore un senso di immersività del tutto nuovo per un titolo open world.

La nostra vita all’interno del gioco scorre lentamente e solo in determinati frangenti, come le sparatorie o gli inseguimenti l’avventura di Arthur Morgan si avvicina a quella di Franklin, Trevis e Michael (protagonisti fi GTA V ndr.). Il senso di tranquillità che traspare dall’ambientazione naturale del titolo, si riversa anche nel gameplay, spingendo il giocatore ad esplorare con più calma, e a perdersi in quei luoghi magnifici.

Questo non significa che gli sviluppatori hanno deciso di inserire queste “passeggiate” a cavallo per allungare il brodo, e far salire le ore di gioco, perché state tranquilli non è così (ci vogliono almeno 50 ore per finire solo la quest principale) anzi queste sono proprio parte del realismo ricercato dal gioco.

Come accennato qualche riga fa, Arthur avrà tante cose da fare, il gioco ci propone tutte le cose che abbiamo visto in tanti film Western, le Sparatorie i duelli, gli assalti al treno, le scorribande nei Saloon, il poker le rapine etc, insomma è un Far West credibile ed indubbiamente coinvolgente.

Tecnica…   

Riprendendo quanto detto nelle prime righe di questa mia recensione, il primo impatto con Red Dead Redemption 2 è devastante, il lavoro tecnico e artistico svolto dagli sviluppatori di Rockstar Games è indubbiamente di altissimo livello e con molta probabilità è il gioco attualmente presente sul mercato che più si avvicina più di tutti al concetto stesso di Next-Gen. Questo discorso vale soprattutto se lo giocate su Xbox One X, dove il titolo dimostra tutta la sua bontà grafica.

Gli scenari sono riprodotti in maniera superlativa, e sfiorano il fotorealismo grazie sopratutto ad una palette cromatica convincente, alla gestione generale degli effetti di luce ed a tutto il resto dell’effettistica che si attesta sempre su livelli altissimi. Basti pensare ad esempio alla gestione delle distanze delle ombre, se ci avviciniamo ad un albero potremo notare come la nostra ombra sia più definita rispetto a quella dell’albero stesso, in quanto la nostra si trova ad una distanza più ravicinata.

A complettare il tutto e a rendere la scena più viva ci pensano il ciclo notte/giorno e gli effetti climatici, come la pioggia o la neve, questi ultimi davvero incredibili. Ad esempio sarà possibile vedere, semplicemente scrutando il cielo, l’arrivo di una tempesta. Oppure possiamo notare come quando camineremo, con estrema fatica, in mezzo alla neve, lasceremo delle le traccie che dureranno per diverso tempo, quest’ultima cosa viene applicata a tutte le creature che popolano il mondo di gioco siano esse umani o animali, e ci potrebbe tornare utile quando inseguiamo una preda in una sessione di caccia o quando siamo alla ricerca di un malvivente.

Questa attenzione sui dettagli viene riposta anche per gli esterni e gli interni degli edifici, ricchi di dettagli  e per la moltitudine di oggettii (anche interattivi) presenti nello scenario. A completare il quadro tecnico del gioco oltre alle animazioni di cui abbiamo già accennato, c’è un comparto audio a dir poco eccezionale con una colonna sonora stupenda che ben si adatta ad ogni singolo memoneto della nostra avventura.

Non è tutto Rose e Fiori…

Ma parliamo dei difetti, perché Red Dead Redemption 2 ha comunque dei difetti, alcuni sono dei piccoli bug, che in un’opera così grande sono inevitabili e che con molta probabilità verranno sistemati nel corso delle prossime settimane, altri invece sono proprio parte della struttura stesa del gioco.

Partiamo dal fatto che al netto della versione Xbox One X, le altre versioni del gioco soffrono tanto a livello di frame-rate, con piccoli, ma evidenti cali durante tantissime fasi di gioco sia le semplici passeggiate a cavallo che durante azioni più complesse e con qualche personaggio in più su schermo. Ma questo come dicevo potrebbe essere corretto con qualche patch futura.

L’altro difetto che ho riscontrato è quello legato ai comandi, non sto parlando del complesso schema di comandi ideato da Rockstar Games, che richiede qualche minuto di gioco prima di essere ben assimilato, ma proprio di un’input-lag molto marcato (di cui trovate varie testimonianze in rete) che si non minano certo l’esperienza di gioco, ma indubbiamente fastidioso.

Altra cosa sempre legata ai movimenti di Arthur è l’evidente pesantezza dei suoi spostamenti, soprattutto a piedi. La sensazione che il nostro “eroe” si muova come se avesse addosso un’armatura è evidente, potrebbe essere visto da qualcuno come una cosa voluta, un tocco in più al realismo del gioco, ma sinceramente avrei preferito una piccola iniezione di velocità ai movimenti di Arthur, non dico farlo diventare Flash, ma almeno farlo sembrare più leggero di quanto sia ora.

Red Dead Redemption 2 è perfetto? Sinceramente no, partendo dal presupposto che il titolo perfetto non esiste, l’opera di Rockstar Games è comunque quella che negli ultimi anni ci si avvicina di più. Questo grazie ad un’accuratezza del mondo di gioco, ad una storia raccontata in maniera sublime e a dei personaggi credibili, vivi e che regalano al giocatore delle performance davvero inarrivabili da altri titoli di questa caratura.

Sicuramente ci saranno giocatori che lo reputeranno il “miglior gioco della generazione”, e forse non sbagliano con questa definizione, ma alcuni bug e scelte “stilistiche” (diciamo così) limano a mio avviso questa definizione.

Il mio consiglio comunque è quello di immergervi nel gioco e farvi rapire da un’atmosfera che ha dell’incredibile resa ancora migliore dalle straordinarie performance della console premium di Microsoft.


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Pro
  • Atmosfera e paesaggi realistici
  • La recitazione dei personaggi è incredibile
  • Animazioni dei personaggi e degli animali
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Contro
  • Picoli bug
  • Frame-Rate ballerino su Xbox One Standard (e S)
  • Input-lag controller
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
9.7
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Semplicemente un appassionato di videogames... :D

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