reed 2 ghido core gamer recensione review nintendo switch giochi games paladins nindies indie switchcorps

Il mondo virtuale di Reed è in crisi e la sua lotta non è ancora finita. Partite con noi per i 52 livelli pieni di pericoli di Reed 2 e attenzione: la morte è dietro l’angolo, o più precisamente è ovunque. Se fallire e riprovare non vi spaventa proseguite con la lettura, questo gioco potrebbe fare per voi.

Reed 2 è un Platform Arcade dall’anima punitiva. Uscito in data 08/05/20 sulle nostre Nintendo Switch è stato sviluppato da PXLink e pubblicato da Ratalaika Games, che ne ha curato anche il porting.

La realtà dove vive il protagonista è in crisi, la corruzione del codice di gioco è ovunque. Ogni livello sembra creato per distruggerci e portarci a ritentare più e più volte la sfida per superarlo. Come se non bastasse il mondo sta per finire e il Super Computer ha affidato a noi il Backcup del mondo. Ora solo raggiungendo lo Sviluppatore avremo la possibilità di salvare la nostra realtà.

Così parte la pericolosa avventura di Reed: trovare colui che ha creato tutto, perfino le trappole letali in grado di ucciderlo, è il suo obbiettivo.

La nostra avventura si svolge in una realtà grafica Pixel Art, stile sempre più gettonato nel mondo dei videogiochi. I livelli sono perciò caratterizzati dalla struttura a quadretti tipica di questa tecnica, tanto che il protagonista Reed (un gatto antropomorfo) e tutti i modelli del gioco risultano quadrettati e non definiti, anche se simili ad oggetti reali.

Gli sviluppatori hanno scelto una grafica bidimensionale, cercando con qualche espediente di renderla profonda in stile 2,5D. A mio avviso quest’ultima scelta risulta poco felice, in quanto porta immagini a sovrapporsi coprendo l’azione di gioco in alcuni momenti salienti.

Ultima scelta a livello stilistico, da me apprezzata, è la saturazione cromatica appositamente bassa che fa risaltare l’apocalisse in corso e in generale la sensazione di decadenza. Da sottolineare inoltre la presenza di dettagli come insetti e cespugli, che reagiscono al nostro tocco muovendosi.

L’azione è puramente Platform vecchia scuola, ci troveremo in livelli sempre più ostili e impestati. Il focus è la raccolta di 3 cubi informatici in ogni livello, per sbloccare una porta di passaggio al livello successivo. Spesso verremo fatti a pezzi dalle numerose trappole seminate nei livelli.

Ci attendono vagonate di pericoli tra cui: spuntoni sui pavimenti, seghe elettriche, terreni scivolosi, piattaforme a scomparsa, animali vari e ogni sorta di altra diavoleria che uno sviluppatore può concepire.

Oltre alla nostra empatia con Reed e altri personaggi nascosti nei livelli, solo una forte determinazione e la voglia di imparare da ogni singolo sbaglio può portarci a finire il gioco. Come spiegato all’inizio si muore spesso e le nostre uniche abilità sono salto e doppio salto. Il tempismo è fondamentale per superare i livelli, morire porterà a ricominciare da capo il livello stesso. Le trappole tendenzialmente vanno evitate, mentre i nemici si possono colpire saltandogli in testa, provocando stordimento e non morte definitiva.

Dal punto di vista puramente tecnico il porting risulta valido, però in rari casi si ha la sensazione di un leggero ritardo nei comandi e c’è qualche piccolo bug, che sommato alla difficoltà può far perdere la pazienza a qualsiasi Gamer.

La durata del gioco dipende dalla capacità del giocatore, i 52 livelli non avrebbero di per se una lunghezza sufficiente per dare un buon voto alla longevità. Comunque escludendo qualche Pro Gamer illuminato da capacità semi-divine, per gli altri la durata del gioco aumenta esponenzialmente ad ogni morte del povero Reed. Un giocatore medio può impiegare anche 4-6 ore per completare l’avventura e considerando il prezzo di soli 4,99€ ritengo la durata almeno sufficiente.

Il sonoro non è in linea con il resto del gioco, risulta troppo scarno e non vario. Questa mancanza risulta pesante e non supporta il gioco. La musica adatta e gli effetti sonori fanno la loro parte in modo dignitoso, ma sembra sempre di sentire gli stessi rumori e suoni.

Per quanto riguarda la localizzazione, è assente, ma non importante dato le pochissime e semplici righe di testo presenti in inglese. La trama è di facile comprensione e la mancata traduzione non influisce minimamente nel determinare le sorti di Reed e amici.

La mia prova di Reed 2 è stata effettuata sia in modalità Tv che Portatile, il gioco risulta perfettamente giocabile in entrambe le situazioni.

Ho affrontato un buon numero di livelli, a volte con notevoli difficoltà. Purtroppo si ha a volte la sensazione di mancanza di precisione nei comandi, ma fatto il callo e imparato qualche trucco sono andato avanti nell’avventura senza particolari intoppi. Come al solito ho usato sia il Pad Pro che i Joy-Con e non si notano differenze particolari tra i due. Comunque mi sento di consigliare il gioco solo a giocatori esperti e soprattutto pazienti.

Tirando le somme Reed 2 è un Platform Arcade non per tutti. I ragazzi di PXLink hanno cercato di incarnare l’essenza del gioco anni ’80, pochi fronzoli e molto impegno.

Il comparto tecnico risulta discreto, si vede l’impegno del team nel dare un carattere al gioco, ma purtroppo si sente anche la mancanza di varietà e cura soprattutto nel sonoro.

Giocabilità discreta, la difficoltà notevole può chiamare alle armi, o in questo caso ai salti, i Gamer più navigati dandogli soddisfazioni e grattacapi. Il porting di Ratalaika Games non è afflitto da difetti particolari e permette di ottenere un gioco discreto per pochi Euro.

Pro

  • Buon livello di sfida per giocatori esperti
  • Pixel Art ben realizzata
  • Prezzo bassissimo

Contro

  • Piccoli e casuali ritardi nei comandi
  • Sonoro ripetitivo
  • Poco longevo per Gamers esperti