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La creatura di Chris Darrill e del team italiano Stormind Games, Remothered: Tormented Fathers, sbarca sull’eshop di Nintendo Switch, dopo l’arrivo lo scorso anno su Xbox One, con una conversione che però non riesce a esaltare al meglio le qualità del titolo horror made in italy.

Remothered: Tormented Fathers è un titolo horror, o meglio un survival con ambientazione horror, davvero interessante che unisce sapientemente una narrazione di qualità ad un gameplay stealth appagante che riesce a tenere incollato allo schermo il giocare per le 10 (e più) ore necessarie a portare a compimento l’avventura di Rosemary.

Remothered: Torment Fathers, è il primo capitolo di una trilogia, che il prossimo anno vedrà l’uscita del secondo capitolo intitolato “Broken Porcelain”. Protagonista di Torment Fathers è Rosemary Reed un’investigatrice (o almeno questo sembra apparire dal gioco) intenta a scoprire la verità sulla scomparsa di Celeste, la giovane figlia del notaio Richard Felton, svanita in circostanze misteriose e senza lasciare tracce.

L’avventura vera e propria prende il via a pochi passi dalla villa di Felton, dove la nostra Rosemary (che ricorda nelle fattezze l’attrice Jody Foster) con un’ astuto inganno, cioè fingendosi medico dell’Istituto Santa Margherita, l’ex casa di cura dove era ricoverato l’anziano notaio, è un po’ di sfrontatezza riesce ad entrare ed a porre qualche domanda al sig. Felton, che malgrado il suo stato di salute precario risponde alla sua ospite con molta tranquillità e gentilezza.

Questo fino a quando vengono poste al vecchio Notaio delle domande sulla sua giovane figlia scomparsa, da quel momento, complice anche l’arrivo a sorpresa dell’infermiera personale di Felton, Gloria, che ha scoperto che l’ospite non lavora presso l’Istituto, l’anziano notaio si chiude in se stesso allontanando Rosemary dalla Villa.

Rosemary non si arrende ed atteso il calare della notte, e complice l’assenza dell’infermiera Gloria, decide di intrufolarsi nella villa e di scoprire la verità sulla scomparsa di Celeste. Qui scoprirà degli oscuri segreti che però lascio a voi scoprire, non voglio spoilerarvi altro, visto che la narrativa è uno dei punti forti del gioco di Chris Darrill e del suo team.

La formula di gioco del titolo di Stormind Games è molto classica, abbiamo infatti un survival game dalle tinte horror con visuale in terza persona ed un gameplay incentrato sullo stealth. Il nostro compito sarà dunque quello di guidare la povera Rosemary lungo le stanze della villa ne tentativo di scoprire la verità dietro a Felton, investigando è risolvendo numerosi i enigmi che ci si parano davanti.

Tutto questo però cercando di non farci catturare da Felton, che si rivela essere uno psicopatico assassino che si aggira indisturbato, e soprattutto armato di una lama a mezza luna, fra le mura della magione.

Per cercare di ostacolare il nostro “cacciatore folle” dovremo utilizzare i diversi oggetti presenti nelle varie stanze della villa, che oltre a servire per rallentarne la marcia, potranno essere usati per depistarlo o nel peggiore dei casi a stordirlo impedendoli così la nostra cattura.

Tutti gli oggetti, salvo eventuali upgrade, sono utilizzabili una sola volta, quindi dovremo cercare di avere un’occhio strategico, limitandone l’uso nei momenti di stretta necessità.

Per sfruttare al meglio le nostre poche risorse dovremo quindi intuire il passaggio del nemico ascoltando da dove provengono i suoi pesanti passi, visto che non abbiamo a disposizione una mappa in grado di aiutarci nell’orientamento, per questo va certamente premiato lo splendido lavoro fatto dal team sul sound design che rimane al top anche in questa versione per Nintendo Switch che purtroppo soffre di alcuni problemi a livello tecnico.

La vera nota dolente della produzione, come avete intuito da quanto scritto poco fa, sta tutta nel comparto tecnico. La versione per la console ibrida di Nintendo di Remothered: Torment Fathers risulta davvero la peggiore fra le versioni attualmente in commercio e nonostante il team abbia posto una pezza (a questo è dovuto il ritardo sull’uscita della recensione) il gioco soffre ancora di qualche problema tecnico, consegnando ai giocatori una delle peggiori esperienze grafiche di Switch.

La colpa non è certo, e solo, da imputare all’ hardware della console della grande N, anche perché dopo aver visto i miracoli tecnici realizzati dai ragazzi di Panic Button con Doom e Wolfenstein, ci si aspetterebbe di più da molti titoli.

Certo parliamo comunque di un piccolo team indipendente con poco budget e poco tempo a disposizione per familiarizzare con l’hardware giapponese, ma di certo non mi aspettavo di giocare un titolo che ha diversi limiti tanto da farlo apparire come un prodotto di due generazioni fa.

(gameplay di Remothered: Tormented Fathers grazie al canale Youtube di Contra Network)

Se però il comparto tecnico è apparso inizialmente “sottotono”, come potete osservare voi stessi dal filmato qui in alto, presentando un livello di dettaglio a dir poco imbarazzante, la seconda run post patch sembra aver rimediato in qualche modo, la differenza fra filmati e sezioni in-game è ancora abbastanza netta, anche se non come prima, alcune parti dello scenario sembrano apparire ora più definite e visibili eliminando un po’ quell’effetto gioco Playstation 2 di cui vi parlavo all’inizio.

I cali di dettaglio sono ancora evidenti, appena avrete impugnato i vostri Joy-Con e preso i comandi di Rosemary noterete subito quanto sia marcata la differenza di dettaglio fra i fondali e i PG, che appaiono ancora sfocati e sgranati (meno della prima run).

Lo stesso problema si presenta per gli oggetti sparsi per la mappa (utili al proseguo del gioco) che non appaiono subito visibili andando così a creare qualche problemino sulle dinamiche di gameplay.

Anche il sistema di illuminazione sembra aver subito qualche revisione, sia per quanto riguarda gli ambienti esterni che quelli interni, la scena su schermo risulta meno pasticciata e confusionaria della prima run, ma è comunque molto lontana da quanto visto nelle altre versioni è questo contribuisce a smorzare parecchio l’atmosfera cupa proposta dal gioco.

La versione Switch di Remothered: Tormented Fathers stranamente non sfrutta in nessun modo le peculiarità della console ibrida di Nintendo, quindi niente HD Rumble e soprattutto il Touch, che a mio avviso avrebbe contribuito parecchio ad aumentare l’esperienza di gioco.

L’unico vero vantaggio della versione Switch rimane la modalità portatile, che contribuisce anche ad affievolire alcuni difetti grafici del gioco grazie alla risoluzione e le dimensioni del piccolo schermo della console giapponese.

In conclusione possiamo dire che Remothered: Tormented Fathers è un titolo con una trama ed un sistema di gioco davvero valido, soprattutto se siete amanti del genere stealth con una declinazione da survival horror.

Il comparto tecnico è la pecca principale, soffre di diversi difetti, nonostante una recente revisione tramite patch, il titolo di Stormind Games non è ancora al meglio.

Nonostante questo l’avventura di Rosemary Reed è davvero ben scritta e capace di coinvolgere il giocatore, quindi se siete alla ricerca di una storia interessante da godere soprattutto in mobilità, il titolo del team catanese potrebbe essere una buona soluzione, a patto che chiudiate l’occhio sui piccoli difetti grafici. Vi informo inoltre che da pochi giorni è disponibile anche la versione fisica.

Il nostro voto: 6.5

Pro

  • Trama ben scritta
  • Buon ritmo di gioco
  • Gameplay Stealh
  • Splendido Sound Design

Contro

  • Conversione al limite
  • Graficamente indietro
  • Nessuna feature della console utilizzata
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.5
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Semplicemente un appassionato di videogames... :D