Ride 4 – Un inno al mondo del motociclismo – Recensione Xbox One

La moto. Una creatura che ha sicuramente il suo fascino, per un appassionato ma anche per chi non ne capisce niente. Bisogna darle del lei, perché intimorisce, perché è più pericolosa di un auto, ma se trattata e usata nella giusta maniera vi ricambia con sensazioni uniche, come la libertà che si avverte una volta in sella, connessi col mondo attorno a noi, in un ballo continuo tra il pilota e la sua moto, danzanti tra le curve.

Questa connessione uomo-macchina è il fulcro dell’esperienza reale, ma è tutt’altro che semplice riprodurla e riportarla all’interno di un videogioco.

Ma se questo passo riesce, allora avrete tra le mani il gioco motociclistico definitivo. E quest’anno Milestone è riuscita nell’impresa con il suo progetto più ambizioso, il quarto capitolo della serie Ride.

Allacciate il casco, e scopriamolo insieme.

Ride 4 è un inno al mondo del motociclismo, e ogni appassionato non può farselo scappare, questo è certo, e ci tengo a puntualizzarlo subito.

Specialmente con questo quarto capitolo il team milanese è riuscito a dare quel look più serio ispirato ai titoli Polyphony Digital, e forse con questa quarta iterazione del titolo si può smettere di etichettare Ride come la brutta copia dell’indimenticato Tourist Trophy di Kazunori Yamauchi anche se, come mi aspettavo, manca una certa attenzione ai dettagli e sono presenti difetti più o meno evidenti qua e là, ma rimane comunque innegabile la sua bontà, a partire dal nuovo sistema di guida, che mi ha fatto letteralmente innamorare.

Per farvi capire come sia migliorato il modello fisico del gioco, partiamo da quelli che sono stati gli ultimi due giochi dedicati alla guida in pista, Ride 3 e MotoGp 20. Nel primo era evidente un’impronta più votata all’arcade, con moto molto più semplici da gestire in ogni situazione, ma allo stesso tempo capaci di reazioni un po’ bizzarre soprattutto nelle perdite di aderenza poco telefonate nella fase di ingresso curva o in piena accelerazione.

Sul titolo dedicato al Motomondiale il passo avanti è stato subito evidente, con un peso e un’inerzia più avvertibile e una frenata totalmente diversa dai precedenti capitoli, a volte fin troppo esagerata e tediosa da governare a puntino.

In Ride 4 è stato raggiunto lo stato dell’arte in fatto di guida motociclistica virtuale. Ogni moto ha il suo carattere, il suo peso, la sua inerzia, ed è piuttosto evidente saltando da una sella all’altra. Le piccole cilindrate sono diventate finalmente divertenti, non sono più iper reattive e lentissime, bensì mostrano una spiccata agilità senza mai dimenticare le forze che entrano in gioco guidando una moto, unite ad un motore che non va subito al limitatore dopo pochi metri, ma ha una progressione molto più verosimile.

Le moto di grossa cilindrata migliorano ancor più, grazie ad un sistema fisico che comunica limpidamente quello che succede sotto alle ruote. Adesso è possibile entrare in curva “con i freni in mano” sapendo che non si chiuderà l’anteriore finché non avvertiremo sul pad che la gomma sta dando forfait. Allo stesso modo, in uscita di curva, migliora la gestione del gas, con un ottima taratura del grilletto in relazione all’apertura della manopola dell’acceleratore.

Tutto questo dà una mano anche nelle situazioni di asfalto bagnato e pioggia, insieme ad un rinnovato sistema di simulazione per gli pneumatici, sviluppato con l’aiuto di Bridgestone. Infatti una volta montate le gomme racing, prima di ogni competizione potremo scegliere la mescola più adatta alle condizioni di gara e al tracciato, con evidenti effetti sul feeling di guida e sulla performance della gomma una volta in gara.

Sarà molto importante anche lo stile adottato in pista, dato che una guida pulita preserva maggiormente lo pneumatico, che eviterà così di surriscaldarsi e soprattutto vi garantirà un consumo più omogeno (tangibile anche visivamente sulla superficie della gomma), permettendovi di avere ancora qualche carta da giocare nelle fasi finali di gara.

La gestione della gomma è una bella novità, che insieme al consumo di benzina rende le gare molto più avvincenti, non tanto quelle veloci, che solitamente hanno cinque giri, ma nelle endurance, dove una buona strategia di rientro ai box potrebbe fare la differenza tra vittoria e sconfitta.

Le gare di durata sono una delle tante novità per la serie, che va a braccetto con il nuovo sistema di meteo dinamico e ciclo giorno-notte, che vi restituiranno momenti di gara davvero libidinosi.

Tutto questo è possibile grazie all’ormai ampia conoscenza dell’Unreal Engine 4 da parte di Milestone, che con questo quarto capitolo ha cercato di tirarne fuori il massimo, evidente soprattutto nell’illuminazione generale, che compie un gran passo in avanti rispetto a tutti gli altri titoli della casa milanese.

Grande cura anche nei modelli delle moto e delle piste, che sono stati completamente rifatti in ogni millimetro grazie alla fotogrammetria, e che mostrano una qualità che lascia davvero a bocca aperta. Le moto presenti in gioco sono perfettamente scolpite in ogni dettaglio, ma il salto più importante l’ho visto nei tracciati, ora molto più fedeli alla realtà, non solo nel contorno ma anche nelle dimensioni e nelle variazioni altimetriche.

Tutto molto bello, peccato che ogni tanto siano presenti cali di frame rate piuttosto evidenti, anche con la modalità che favorisce la fluidità di gioco. Se invece opterete per la risoluzione, anche su Xbox One X i 30 fps non appaiono mai realmente fluidi, e i cali di frame rate sono ancora più fastidiosi.

Il rovescio della medaglia di tutto questo lavoro monumentale sta nel numero inferiore di contenuti rispetto al capitolo precedente.

Le moto sono “solo” 176 (ma arriveranno altri 65 modelli con i DLC) contro le 307 moto raggiunte da Ride 3 alla fine del suo cammino. Non sono certo poche, ma dispiace vedere che un sacco di modelli mancano all’appello (specialmente glorie del passato), per non parlare di alcune case costruttrici che spesso non arrivano nemmeno a 5 modelli differenti, come Aprilia e BMW, solo per citarne un paio.

Lo stesso discorso vale per il roaster di tracciati, che se da un lato si arricchisce con qualche nuovo esponente (Philips Island e Interlagos ad esempio), allo stesso tempo vede la mancanza di tanti altri circuiti storici della serie, non solo su licenza ma anche originali.

Un vero peccato, perché con un piccolo sforzo in più sarebbe stato davvero completo e perfetto, invece così ci ritroveremo a pagare un Season Pass che molto probabilmente conterrà moto che avevamo già apprezzato nel titolo precedente, non raggiungendo comunque i numeri del predecessore.

Un vero peccato proprio in virtù della bontà della guida messa a punto da Milestone, estremamente coinvolgente e divertente, e come sempre scalabile per adattarsi ad ogni tipo di giocatore.

Notevole passo avanti anche con l’intelligenza artificiale, denominata A.N.N.A, che mostra un comportamento più che buono, a volte un po’ sopra le righe, ma in linea generale capace di dare tanto filo da torcere anche a me, che l’ho giocato (e lo sto giocando) alla difficoltà massima senza nessun tipo di aiuto alla guida.

Finalmente è finita l’era di galoppate solitarie di fronte al gruppo, ora le gare bisogna guadagnarsele, e per ottenere i trofei che contano bisogna darsi davvero da fare, anche una volta che avrete potenziato totalmente la vostra bella.

La modalità Carriera rimane il fulcro del gioco, ed è stata leggermente ritoccata nella struttura, anche se all’atto pratico rimane un susseguirsi di eventi senza un particolare filo conduttore. Rimane una certa libertà di approccio alle varie gare presenti, anche se all’inizio dovremo scegliere con quale campionato iniziare la nostra ascesa nel mondo del motociclismo.

Le leghe regionali iniziali sono tre, europea, asiatica e americana, e una volta completato uno di questi tre rami, avremo accesso alla lega mondiale e alla sua grande quantità di eventi, divisi per categoria Stock, Superbike, Endurance, insieme ad eventi ad invito, esibizioni e attività pilota in cui potremo diventare tester ufficiali delle varie marche presenti in gioco.

All’inizio di ogni lega dovremo prendere parte ad alcune prove che ci rilasceranno la patente necessaria a competere in tutti i campionati della lega, chiara ispirazione ai titoli Polyphony Digital che ho trovato azzeccatissima e con il giusto tasso di sfida, anche se nei Time Attack i limiti del tracciato sono un po’ troppo severi, e se oltrepassati portano al fallimento della prova con relativo restart col pilota automatico. Procedura decisamente lenta e noiosa data la facilità con cui si può incappare nella penalità.

Tralasciando la carriera, potremo divertirci negli eventi personalizzati, impostando a piacimento gare singole, endurance oppure prove a tempo, con classifiche globali ma anche locali.

Immancabile anche il multigiocatore, che quest’anno si appoggia a server dedicati, e permette di creare una lobby pubblica o privata, oppure si può scegliere tra una comoda lista di lobby create dagli utenti. Peccato che non abbiano fatto ritorno gli eventi giornalieri, settimanali e mensili, che oltre ad essere divertenti e competitivi, sarebbero stati anche un ottimo incentivo per coinvolgere ancor più i giocatori.

Gli amanti delle personalizzazioni avranno pane per i loro denti quando saranno lontani dalle piste, dato che oltre all’ormai classico editor di livree, è stato aggiunto anche l’editor per i caschi, per le tute e per la toppa da applicare sul fondoschiena, oltre alla possibilità di ricreare adesivi personalizzati proprio come succede in Forza Motorsport.

Una volta terminata la vostra creatura potrete ovviamente caricarla online per condividerla con il resto della community. Per il momento non si trovano ancora livree di altissima qualità, ma col passare del tempo sono sicuro che gli artisti più talentuosi sapranno sicuramente deliziarci con prodotti di ottima fattura.

Alla luce di quanto detto finora, non posso che premiare il lavoro svolto da Milestone. Ride 4 è il quarto capitolo della serie che appare però come un vero e proprio reboot dato che moto, circuiti e animazioni sono state rifatte da zero, con una qualità davvero alta.

Chiaramente il numero di contenuti è inferiore al passato e mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, così come non ho apprezzato le incertezze a livello grafico, dovute più che altro ad una probabile scarsa ottimizzazione, ma che potranno essere migliorate con un eventuale aggiornamento futuro, che vorrei vedere già sulle console attuali (troppo facile migliorare il titolo con le prestazioni che metterà in campo Xbox Series X, per quanto il gioco si aggiornerà automaticamente alla nuova generazione con Xbox Smart Delivery).

La nuova fisica di guida è da cinque stelle, il meteo dinamico e il progresso temporale fanno la loro comparsa in grande stile nel franchise, la photomode è ulteriormente migliorata così come le inquadrature dei replay, che adesso sono una gioia da guardare.

Insomma, l’inverno sta arrivando, la moto riposa tranquilla in garage, ma se non potete fare a meno di curve e controcurve, fatevi un regalo e placate la vostra voglia di moto con Ride 4.

Pro

  • Moto e tracciati completamente rifatti…
  • Il nuovo modello di guida e IA
  • Photomode e replay migliorati

Contro

  • …ma ci sono tante assenza, che si pagheranno con i dlc
  • Qualche calo di troppo nel frame rate
  • I time attack della carriera possono diventare frustranti per colpa delle penalità