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Parliamoci chiaro, su Nintendo Switch i titoli racing si contano su una mano, e tra quelli presenti non tutti meritano adeguata attenzione, è normale quindi che ogni novità del genere mi renda piuttosto contento. Rise: Race The Future inizialmente doveva uscire per tutte le piattaforme conosciute, ma alla fine approdò solo su Steam.

Fortunatamente dopo qualche anno è arrivato anche su console, non una qualunque, ma proprio quella Nintendo, trovando terreno fertile visto lo scarso numero di titoli racing. Scopriamo quindi se siamo di fronte ad un titolo che gli amanti del genere dovrebbero tenere in considerazione, oppure no.

Il team francese di VD-Dev non è nuovo nel mondo Nintendo, alcuni di voi infatti potrebbero ricordarsi di V-Rally uscito sul primo Game Boy oppure V-Rally 3 su Game Boy Advance. Rise arriva quindi sull’ultima console della grande N, portando un racing game che potremo definire un misto tra il già citato V-Rally e Ridge Racer, mostrando chiaramente un approccio arcade, ma con uno stile di guida che tiene comunque conto della fisica.

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All’inizio bisogna proprio capire lo stile di guida, perché se pensate, come ho fatto io, di affrontare le curve con derapate infinite, allora siete sulla cattiva strada. Le sbandate ci sono ma non sono eccessive, e per affrontare le curve nel migliore dei modi bisogna anche frenare al momento giusto per evitare di incappare nel sottosterzo, specialmente sui tracciati che presentano fasi sterrate, dove l’effetto è ancora più percepibile.

Inoltre le nostre vetture possono correre anche sull’acqua. Si avete letto bene. Il gioco è ambientato in un futuro non troppo lontano dove una nuova tecnologia applicata alle ruote delle vetture permette di far fluttuare le auto sulla superficie dell’acqua.

In queste sezioni il comportamento del mezzo cambia ulteriormente, quindi sarà di vitale importanza seguire delle giuste traiettorie con l’adeguata velocità. I mezzi a nostra disposizione, disegnati da Anthony Jannarelly, sono in totale 10, ognuno dotato di 3 livree da corsa personalizzabili, e statistiche differenti, anche se una volta in pista non risultano così evidenti.

In ogni titolo racing arcade che si rispetti è sempre presente una qualche forma di turbo che possa aumentare le prestazioni per un breve intervallo di tempo, e Rise non fa eccezione, anzi, propone tre “stili di ricarica” del boost, che vanno a modificare anche l’approccio alla gara.

Potremo ricaricare il turbo mantenendo una velocità superiore ai 125 km/h, oppure scegliere una ricarica basata sull’uso della derapata, o infine potremo decidere di avere 3 cariche di turbo ad ogni giro della gara.

Idea interessante che cambia radicalmente l’approccio alla gara, e spesso una tipologia di ricarica potrebbe essere ben più indicata di un’altra in base alle caratteristiche del tracciato che andremo ad affrontare.

Le modalità di gioco presenti in gioco sono tre, ossia time attack, in cui potremo migliorare i nostri tempi su ogni tracciati, che si sbloccheranno mano mano che affronteremo la modalità campionato, composta da 8 tornei per un totale di 64 gare, e infine la modalità sfide, dove gareggeremo su ogni percorso disponibile con l’obiettivo di portare a termine gli obiettivi proposti, come mantenere una certa posizione, realizzare un determinato tempo sul giro etc.

Inoltre tramite la modalità sfide potremo sbloccare nuovi veicoli. I 64 tracciati citati sono situati in 4 ambientazioni differenti, caratterizzate da un proprio elemento come neve, foresta e deserto. In pratica ogni location dispone di 8 tracciati e della loro versione al contrario. Quindi abbiamo il nostro bel da fare per completare e sbloccare tutto quanto, potendo contare anche su un’ IA piuttosto consistente, settabile su diversi livelli di difficoltà.

Quello che manca, e non è poco, è una modalità multigiocatore, sia online che offline. Non c’è nemmeno traccia di classifiche online con i tempi su ogni circuito. Inizialmente non ci si pensa troppo, ma dopo aver spolpato per bene il titolo un po’ di sana competizione con gli altri giocatori non guasterebbe affatto, così come la possibilità di sfidare qualche amico in locale (mancanza ancor più pesante date le caratteristiche di Nintendo Switch).

Per quanto riguarda il lato puramente estetico del gioco, non si può che fare un plauso al team francese, che ha ottimizzato il gioco così da girare in maniera perfetta su Switch. Il frame rate è pressoché sempre stabile, salvo qualche rara occasione dove si avverte qualche calo ma davvero irrisorio.

I colori sono vividi e le vetture in gioco sono un piacere da guardare, non troppo futuristiche e piuttosto verosimili (alcune molto vicine alla vettura prodotta da Jannarelly, la Design-1), con chiari rimandi a leggende del passato come Lancia Delta e Stratos.

Nelle sezioni acquatiche potremo apprezzare anche gocce su schermo e spruzzi che considerando la potenza della piccola console Nintendo, dimostrano ancora una volta la riuscita ottimizzazione del titolo.

Rise: Race The Future è un gioco ben fatto, certamente non rivoluzionario e non così originale, ma fa quello che deve, ossia divertire e avere abbastanza contenuti da tenervi incollati allo schermo per un bel po’ di tempo.

Molto bello da vedere e per di più offerto ad un prezzo tutto sommato basso in relazione alla qualità e alla quantità di roba messa sul piatto.

La totale assenza di un comparto multigiocatore è una mancanza piuttosto grave, ma bisogna farsene una ragione.

Come consolazione sappiate che il team ha in mente di espandere il titolo con ulteriori tracciati e vetture (gratis o a pagamento non è dato saperlo), e assicurano che arriverà anche per altre console. Quindi va tenuto in considerazione si o no? Assolutamente si, non vi deluderà.

Il nostro voto: 8.0

thumbs-up-icon
Pro
  • Esteticamente bello e curato
  • I contenuti ci sono
  • Modello di guida arcade, ma non troppo
  • Framerate solido
  • Gameplay divertente
thumbs-down-icon
Contro
  • Totale mancanza di multiplayer
  • Colonna sonora migliorabile
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.0
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Product and graphic designer. Amateur photographer, freeride and downhill rider, cars and bikes lover. • PFB Design