Rock of Ages 3: Make & Break – Recensione Nintendo Switch

Se dovessi fare un sondaggio sulle materie scolastiche più noiose, probabilmente vincerebbe Storia. Non perché la materia non è interessante o poco avvincente, tutt’altro. Probabilmente, resa noiosa, perché gli insegnanti di questa materia, devono seguire dei metodi, per fare entrare nella testa dello studente, il nostro passato. Metodi, che magari anche loro ritengono “antichi”, ma non hanno il coraggio di osare, per rendere questa materia frizzante, che e ricca di contenuti.

La soluzione, è prendere in mano il controller e giocare a Rock of ages 3: Make & Break, edito dal publisher indipendente Modus Games e sviluppato da ACE Team e Giant Monkey Robot.

Il videogioco è disponibile dal 21 Luglio  per PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Per Stadia invece, si dovrà attendere fino al 14 agosto 2020. Io personalmente, ho provato la versione per la console ibrida della  grande N.

Il racconto di questo terzo capitolo della saga, non si discosta, come narrazione dal precedente, rimane un mix di storia, letteratura e arte. Scritta, con la solita stravaganza, una parodia della storia classica. La differenza è che non è più Atlante il protagonista, ma Ulisse e i suoi viaggi mitologici.

Il gioco inizia con una cut scene, dove Ulisse, insieme al suo esercito, attracca sull’isola di Polifemo. Affamati, iniziano a cercare cibo, e attratti dagli odori di cucina, entrano nella caverna del gigante con un occhio solo. Banchettano allegramente e in modo rilassato, senza curarsi di dove si trovano.

Nel frattempo, il ciclope rientra dal pascolo con le sue pecore, sorprendendo gli ignari viaggiatori. Ecco che si scatena l’ira del ciclope. Inizia a schiacciare e divorare tutti quelli che trova a “tiro” e chiude l’ingresso della caverna con un grande masso che riporta le sembianze facciali di Sisifo.

Approfittando di un sonno ristoratore di Polifemo, hanno una prima idea di legare le pecore tra di loro, fino a formare una grande sfera. Poi la fanno rotolare lungo un percorso che impatterà il masso all’ingresso della grotta ed aprire così l’uscita.

L’impatto sveglia il ciclope, che è momentaneamente reso cieco, perché una mensola gli ferisce l’unico occhio e approfittando di questa cecità, Ulisse e i suoi compagni riescono a uscire con un secondo stratagemma, tenendosi aggrappati al ventre delle pecore. In questo modo, Polifemo che sbarra l’uscita, al tatto sente solo il dorso lanoso delle pecore mentre il grippo esce dalla grotta in fila indiana.

Naturalmente, tutto è raccontato con ironia e in sintonia con la comicità poco convenzionale, in stile Monty Python.

Gameplay

Chi conosce il capitolo precedente forse non troverà nulla di nuovo soprattutto nel gameplay di Rock of ages III: Make & Break ma una novità in realtà è ben presente ed è anche celata nel titolo completo di questo particolare gioco. Perciò, mi rivolgo soprattutto a chi è a digiuno di questa serie.

Il gioco si presenta come una miscela di gioco di corse e tower defense. Lo scopo principale è quello di far rotolare un masso fino al traguardo, con diverse varianti sul tema, ma l’essenza del titolo in questione è questa.

Il giocatore deve usare lo stick analogico destro per controllare la telecamera, quindi la direzione della roccia e con il sinistro controllare la velocità. Questa combo di uso delle levette analogiche riporta alla mente, anche il genere twin stick Shooter.

La differenza è che in Rock of Ages III non si sparano fiumi di proiettili o meglio non facciamo fuoco noi direttamente. Sarà la IA che si occuperà di attivarsi con le varie animazioni di attacco al sopraggiungere della roccia avversaria.  Infine, si usa il tasto A del controller per saltare.

L’aspetto tower defense consiste invece nel piazzare lungo il percorso sistemi difensivi come: catapulte, mucche, leoni sospesi a mezz’aria, legati a palloncini, cannoni, giullari, mulini a vento, trampolini e tanti altri ostacoli più o meno bizzarri, in linea con l’irriverenza del titolo in questione. Questo per evitare che la roccia avversaria arrivi a destinazione prima di noi e cioè alle porte del castello che rappresenta il traguardo.

Le azioni che si possono ancora fare in realtà non sono ancora molte. Ad ogni modo, oltre a posizionare in diversi punti del tracciato le difese come si farebbe con i pezzi su una scacchiera, si possono ruotare. Ma attenzione, perché ogni difesa costa moneta virtuale e se si svuota il portafoglio, non sarà più possibile collocare altri sistemi difensivi.

Ma non c’è da disperarsi perché i ragazzi di ACE Team e Giant Monkey Robot, danno la possibilità di costruire delle basi che raccolgono valuta, che in maniera automatica andrà a incrementare il budget disponibile inizialmente. Non solo, durante il piazzamento delle difese, “droppano” sacchetti di monete che si possono raccogliere, dando la possibilità di avere magari una catapulta in più.

Rock of ages III: Make & Break è ben assortito come offerta di sfide e modalità.

Dopo aver riso con le cut-scene di Ulisse e il ciclope e superato anche il tutorial, ci ritroviamo a navigare su una mappa e come vuole l’iconografia classica il mare ai confini del mondo si riversa in infiniti precipizi.

In sostanza, con l’imbarcazione di Ulisse si percorre una timeline, un viaggio attraverso dei periodi storici A.C. e disseminate lungo la mappa si trovano le isole di fermata per affrontare le varie sfide. Per accedere e scendere in pista, bisogna possedere il numero di stelline indicato e si può scegliere liberamente dove attraccare, l’importante è soddisfare questo requisito.

Ogni isola ha diverse prove da affrontare come il time attack o riuscire ad abbattere la porta della roccaforte prima dell’avversario e schiacciare al suo interno il sovrano come Giulio Cesare, la regina Elisabetta, Guglielmo tell Montezuma e altri. Questa sfida in particolare si svolge in due parti.

Nella prima si ha del tempo a disposizione per sistemare lungo il percorso gli strumenti di difesa per rallentare / ostacolare la corsa dell’avversario o distruggere il suo pietrone.

Nella seconda, scaduto il tempo, si può rotolare giù e cercare di arrivare per primi e possibilmente interi, per sfondare il portone principale, perché il sentiero è disseminato allo stesso modo di strumenti “spacca” roccia.

Più si arriva veloci, più l’impatto causerà maggiori danni. In alcune sessioni è necessario ripetere due o tre volte il tracciato perché la porta ha una sua resistenza con tanto di barra di “salute” e per essere abbattuta del tutto sarà necessario colpirla più volte.

In un altro tipo di gara dobbiamo totalizzare più punti possibili. Si devono rompere lungo la discesa dei bersagli e arrivati in fondo al percorso, si deve fare buca nel moltiplicatore, proprio come giocando a Skeeball.

Questo gioco dà una certa liberazione, una valvola di sfogo per lo stress accumulato durante la giornata, perché è possibile rompere diversi elementi presenti lungo la pista, come case, mura, colonne e le trappole collocate dall’avversario e, dulcis in fundo, schiacciare la folla che assiste a queste gare anomale. Rompere la scenografia di contorno rallenta il rotolamento della pietra e compromette la gara ma può dare delle piccole soddisfazioni.

Naturalmente, prima di andare a distruggere tutto ciò che ci si para davanti, si deve scegliere con quale roccia farlo e ognuna ha i suoi parametri e il proprio materiale. I parametri sono forza di distruzione, velocità, manovrabilità, peso, etc. Anche i materiali e le forme sono diverse. Ci sono rocce infuocate, rocce con anima di sabbia, di forma cubica o a forma di formaggio svizzero. In totale 20 massi diversi tra cui scegliere, una volta sbloccati.

Ci sono anche delle gare con Tombolo Dondolo (l’Uovo protagonista di una famosa canzoncina infantile) in cui si prende il suo controllo. Anche qui troviamo gare a tempo, oppure gare in cui arrivare prima degli avversari. Ogni botta che prende è a rischio rottura, soprattutto durante i salti o cadute dall’alto.  Si hanno tre vite disponibili durante la gara. In fondo è un uovo, la sua fragilità la trovo legittima.

La difficoltà è varia. Una volta presa confidenza con i comandi di gioco e i vari tracciati, si può sfrecciare a tutta velocità e spazzare tutto ciò che s’incontra. Però alcuni livelli sono veri e propri “trial & error”. Se non fosse perché è necessario racimolare le stelline per sboccare le altre isole, i vari elementi di difesa e personaggi, alcuni livelli li avrei saltati a piè pari.

L’ho accennato prima parlando del titolo di Ace team, che cela la novità più croccante di questo terzo capitolo e mi riferisco a “make” (costruire). È stato implementato l’editor dei livelli, quindi spazio alla creatività e alla fantasia.

Ogni livello realizzato può essere giocato con ogni modalità presente. Altro aspetto da non sottovalutare è che i livelli realizzati sono cross play. Quindi, qualsiasi versione si abbia del gioco, si possono provare anche i livelli realizzati sulle altre piattaforme. È un editor potente ma allo stesso tempo facile e intuitivo, dove si può costruire un livello divertente in pochi minuti.  Sarebbe più comodo il mouse ma fatta un poco di pratica anche usare il controller non è male.

Non c’è limite alla creatività, si possono inserire gi elementi di contorno visti nella modalità storia, deciderne la lunghezza, l’altitudine, la tortuosità del percorso. L’importante è mettere lo start e la fine del tracciato. Se invece si è pigri come me si possono comunque usare comunque i livelli realizzati da altri gamer.

In definitiva a parte l’aspetto tower defense, il gioco è sbilanciato sul competitivo. Anche se bizzarro, ha tutte le caratteristiche di un racing game ed è normale farsi prendere dalla sfida o staccare il tempo più basso. La classifica dei tempi è in bella vista su un tabellone online.

L’aspetto grafico è particolare. Di sicuro colpisce il mix d’immagini reali di sculture come se fossero ritagliate dai libri di storia dell’arte e disegni digitali dei più classici, uniti dalla tecnica stop motion, ai movimenti dei protagonisti, realizzati appositamente sgraziati e scoordinati, rende tutto surreale.  Fosse un film o un’altra produzione questo, penalizzerebbe e non poco il prodotto. Ma in questo contesto è perfetto ed è in linea con la comicità non sense che contraddistingue Rock of ages.

I disegni dei percorsi non spiccano di particolarità, rimangono sul classico, come visto già in altri titoli racing con i kart ad esempio.  Chi ha parlato di Super Mario…? Molto ben realizzate le ambientazioni e gli elementi di contorno. Li ho trovati molto curati e ben dettagliati. Si può “rotolare” tra i ghiacci, sulle montagne, paesaggi vulcanici, campestri, villaggi, città feudali e tanti altri.

Comparto tecnico

Nonostante sia il motore Unreal engine 4 a spingere il gioco, non è tutto bello e divertente quello che si vede sulla mia Nintendo switch. Diversi i bug, i glitch presenti nel titolo.

Si notano i cali di frame nei momenti più concitati.  Capita che la IA si incastra durante le cadute, rendendo facile la vittoria. Anche i colori sono opachi. Per non farmi mancare nulla, mi sono capitati diversi crash del gioco, vedendomi costretto a riavviarlo.

Soffre anche in modalità dock. Soprattutto, problema abbastanza grave per una console portatile, sono la dimensione dei caratteri che sono così piccoli che tutto è illeggibile, anche se è in lingua italiana. Sempre in questa modalità non è il massimo per l’editor dei livelli. Nonostante sia presente la funzione zoom del livello non l’ho trovato molto pratico in generale. Poco male.

Buoni invece i controlli, risponde bene agli impulsi che riceve, restituendo una certa fluidità nei movimenti.

Audio

I temi musicali classici, riproposti in chiave rock, sono la ciliegina sulla torta, accompagnando molto bene l’azione di gioco e sono ben realizzati. Gli effetti sonori della parlata dei personaggi, durante le cut scene, non sono altro che dei mugugni e versi incomprensibili. Aspetto marginale, perché per fortuna le immagini parlano da sole, facendo comunque figurare cosa sta capitando.  Buoni anche gli sfx, quando si distruggono gli elementi a schermo.

Multiplayer

Se pensate che finisca qua, vi sbagliate. Se non ne avete abbastanza, oltre alla modalità storia o alla modalità “make” ci sono anche la coop locale due giocatori in split screen oppure online quattro giocatori.

Longevità

Di per sé, può essere un titolo longevo. Sono diverse le sfide e anche divertenti. Il fatto di introdurre la modalità editor livelli e con il fatto che si possono scaricare dalla rete i livelli realizzati dalla community gratuitamente, rende Rock of Ages enorme, lungo, praticamente, “tende all’infinito”. La rigiocabiità è data da quanto si amano tutti gli aspetti di questo gioco. Il senso dell’humor, lo stile, l’ambientazione, le musiche, il contesto, può non piacere a tutti. Se si entra perfettamente in sintonia, allora è un gioco molto longevo. Se invece, non si torva un senso a tutto questo, la porta della noia e ripetitività è dietro l’angolo.

Localizzazione

È tradotto in italiano. Anche se non c’è una storia profonda, dei dialoghi fondamentali per il prosieguo della storia, apprezzo sempre il lavoro di introdurre la lingua del paese di distribuzione, come il nostro.

In conclusione

Rock of ages III: Make & Break è un buon titolo da giocare da soli, in split o in multiplayer onlineAccende lo spirito competitivo, risveglia la perfidia che c’è in ognuno di noi, rischiando di rovinare amicizie consolidate da qualche tempo.

Il porting su Nintendo Switch non è riuscito alla perfezione, ma comunque il gioco fa quello che deve fare. Intrattiene e regala momenti di spensieratezza. Lo stile grafico è surreale, buffo e divertente. Anche chi non apprezza il tipo, di comicità, che ormai marchio di fabbrica, qualche risata esce fuori.

Chi già possiede il capitolo precedente conoscerà già alla perfezione il gameplay e potrà dedicarsi anche alle novità che vanno oltre alla giocabilità (personaggi, storia e soprattutto la sezione editor di livelli) per avere una maggiore soddisfazione nel giocare con questo titolo.

Ma come dico sempre, è una questione di gusti.

Pro

  • Comicità non convenzionale
  • Stile grafico
  • Tante sfide diverse
  • Editor di livelli potente e immediato
  • Controlli
  • Sfide online e in coop
  • Localizzazione italiana

Contro

  • Porting non proprio perfetto
  • Crash del gioco
  • Alla lunga può essere ripetitivo
  • Caratteri e interfaccia minuscoli in modalità handheld
  • Editor livelli poco pratico in modalità handheld