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Quand’ero bambino rimasi affascinato da un gioco che trovavo nelle ormai utopiche sale giochi. Si chiama Metal slug, un titolo che oggi definirlo “storia” è riduttivo. Metal Slug aveva dalla sua un’incredibile affinità e divertimento che lo caratterizzava e lo metteva spanne sopra altri titoli. Non dimenticherò mai le intere paghette spese in quei cabinati. Mai. Oggi però il videogioco è diventato mainstream, quindi un Metal Slug è facilmente reperibile sulle piattaforme digital delivery delle console da noi possedute. Questo ha comportato anche l’arrivo di titoli simili che hanno provato a ricalcare il successo del capostipite, nonostante oggi ci siamo abituati a giochi più peculiari. Il mondo indie, come ribadito più volte, è in sopravvento, capace di mettere sul mercato migliaia di titoli in un anno o poco più e tra questi non mancano dei giochi fortemente ispirati ai classici del genere. Guns, Gore e Cannoli è l’esempio lampante di come si possa recuperare da Metal Slug un’idea di gioco valida e precisa, funzionale ancora oggi e divertente. Ma non è l’unico titolo a fare ciò, perché oggi parliamo di Rogue Stormers, titolo sviluppato dai ragazzi tedeschi di Black Forest Games che abbiamo imparato a conoscere con titoli come Giana Sister. È da ammettere che il lavoro dietro Giana Sister non è di una qualità molto valida, quindi c’è da chiedersi come saranno andate le cose con Rogue Stormers. Vediamole insieme!

Già dalle prime battute possiamo capire l’intenzione di Rogue Stormers. La trama vede la città metropolitana di Ravensdaletecnologicamente avanzata fino al punto che il petrolio è diventato un elemento fondamentale nella vita quotidiana. L’esaurimento del petrolio ha spinto la popolazione a cercare nuovi mezzi per alimentare la propria tecnologia, ed è qui che entra in gioco il Goop, una nuova fonte di energia. Il problema di questa fonte di energia, però, quella di essere instabile e corrotta, tanto da trasformare tutte le persone i maniaci e pazzi assassini, assetati di sangue. Il nostro obiettivo sarà semplicemente quello di fare piazza pulita di questi mostri e riportare la pace nella metropoli di Ravensdale. Come si legge, l’incipit narrativo è quanto di più semplice ci si potesse aspettare, ma grazie alle atmosfere e lo stile adottato per il gioco, il tutto sembra molto più piacevole da scoprire. La nostra avventura proseguirà per sette livelli creati proceduralmente dal gioco dove è anche possibile esplorarli da entrambi i lati. Trattasi di un gioco in 2D come Metal Slug, questo offre al giocatore di proseguire soltanto per due direzioni, sinistra o destra. Questa è una delle principali differenze dal capostipite che tutti conosciamo. La trama è quindi tutta qui: senza troppe pretese e senza un reale appiglio, perché Rogue Stormers cerca di fare maggiore affidamento sul gameplay, piuttosto che la storia.

Il gameplay, come accennato poc’anzi, è il motore principale della produzione, seppur anche sotto questo aspetto non brilla più di tanto. Ogni personaggio potrà salire di livello, acquisire esperienza e comprare perk, abilità e altre cose di svariato tipo che rendono il personaggio più forte. Alla morte, però, il livello viene perso e si ricomincerà dall’inizio, mentre per quanto riguarda le abilità e i perk, quelli rimangono stabilmente. Questo rende il gioco più longevo sotto certi punti di vista, ma in realtà è lecito pensare che il giocatore preferirà semplicemente giocare al titolo senza perdersi di troppo animo, anche perché l’ammontare dell’esperienza ha un sistema molto lento e che predilige una crescita più graduale. Questo è in fin dei conti un problema della produzione, perché in caso l’utente morisse più spesso di quello che dovrebbe, arriverà alle fasi finali senza aver potenziato abbastanza. Le missioni saranno create proceduralmente dall’algoritmo si gioco, mescolando una serie di strutture e renderle tali. Purtroppo, nonostante la questione procedurale, Rogue Stormers offre un level design veramente anonimo e molto simile tra i vari accoppiamenti.  Gli eroi da sbloccare sono circa quattro, che compreso il nostro diventano cinque in tutto. Forse un po’ troppo pochi se consideriamo che il sistema di combattimento non è così ottimizzato. Ognuno di loro avrà proprie tecniche, punti forti e punti deboli, ma in linea generale è molto probabile che i giocatori resteranno fedeli al primo personaggio giocabile. Le armi a disposizione sono tante e diversificate tra loro, inoltre si combineranno perfettamente con le abilità del personaggio, così da riuscire a fare strage di nemici senza troppi problemi.

Sul versante tecnico pure abbiamo qualche problema di troppo. Il gioco ha un frame-rate veramente invalidante per l’esperienza, dove in alcune zone diventa davvero difficile riuscire a giocare senza problemi. Fortunatamente non sempre capita ciò, anche se è più frequenti di quello che si pensi. Per tutto il resto, parliamo di un comparto grafico poco performante, con texture slavate e poco moderne: il gioco sembra quasi un titolo della prima Xbox. Il level design, come di cui sopra, soffre di accoppiamenti procedurali troppo simili tra loro, inoltre c’è una pochezza di sfondo davvero allarmante che rende tutta la produzione fin troppo anonima.

Rogue Stormers ci prova, ma come i precedenti Giana Sister non riesce a fare granché. L’algoritmo procedurale è poco utile alla causa, dove gli ambienti sembrano fin troppo simili tra loro. I cinque personaggi sono molto anonimi e l’esperienza da accumulare in un modo così lento non aiuta più di tanto a stimolare il giocatore. La cosa positiva è che alla morte soltanto il livello torna ad uno, mentre tutto il resto rimane così come l’avevamo lasciato. Il comparto tecnico soffre non poco di scarsa ottimizzazione, soprattutto per quanto concerne il frame-rate. Diciamo che in fin dei conti si tratta dell’ennesimo titolo appena sufficiente e che, nonostante voglia avvicinarsi a titoli come Guns, Gore e Cannoli o all’incredibile Metal Slug, in realtà Rogue Stormers rimane fermo su una propria pianta stabile che non è facilmente definibile. Peccato, perché il multiplayer con più giocatori risulta comunque interessante.

Voto: 6,5

Pro:
Divertente in compagnia
Abilità e Perk permangono anche dopo la morte

Contro:
Algoritmo procedurale poco raccomandabile
Tecnicamente da rivedere
Noioso dopo poco

A cura di Mirko Rusciano [ Twitter: @CosmoSeriously – Facebook: Mirko Wake ]