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La collana SEGA AGES continua ad arricchire la libreria di giochi presenti su eShop Nintendo switch e il cuore degli appassionati di retrogaming batte sempre più forte, grazie all’atterraggio perfetto di SEGA AGES G-LOC Air Battle rilasciato il 30/04/2020.

Sempre sotto le sapienti mani degli sviluppatori M2, oggi si ha la possibilità di rigiocare comodamente a casa e a spasso, al simulatore di combattimento aereo, che negli anni 90, impressionò non poco, grazie anche al cabinato R360 (nome completo “Rotate 360°”) prodotto da Sega.

Il simulatore R360, aveva la capacità di ruotare di 360 gradi e in qualsiasi direzione su due assi, consentendo al giocatore di muoversi liberamente mentre il motore del cabinet imitava l’azione di gioco, inclusa la possibilità di girare completamente.

Naturalmente erano presenti una barra e una cintura di sicurezza a quattro punti utilizzate per tenere i giocatori seduti durante il movimento della macchina. È presente anche un pulsante di arresto di emergenza sia all’interno della macchina che sulla torre di servizio, nel caso l’esperienza fosse troppo forte.

Ma è il momento di indossare tuta, caschetto, da perfetto TOP-GUN e salire sul caccia.

G-LOC Air Battle è un gioco arcade di combattimento aereo. Il gioco comincia senza una storia, ma con un breve tutorial, che mostra come “lockare” gli aerei da abbattere, e i tasti per far fuoco. Inserisci la moneta,  la missione inizia.

Le missioni, sono basate su un numero assegnato di nemici da distruggere, che sono aerei, navi porta aeree e basi militari, entro un tempo limite iniziale di settanta secondi. Se non si raggiunge l’obiettivo entro lo scadere del tempo, la scritta game over, inesorabilmente apparirà sullo schermo.  Se invece si raggiunge, c’è l’assegnazione del bonus e l’estensione del tempo per la missione successiva.

L’aereo da guerra ha due bocche da fuoco. La prima spara missili a ricerca, che si lanciano con il tasto A o Y del pro controller, che una volta agganciato l’aereo nemico, lo abbatterà facendolo precipitare. Attenzione a non esagerare con i missili perchè non sono infiniti. Non c’è da preoccuparsi, perché superato il livello, il numero dei missile e lo stato di salute dell’aereo sono ripristinati.

La seconda invece è una mitragliatrice chiamata “Vulcan” che spara “quintalate” di proiettili e per far fuoco si usa il tasto B. Questa modalità di sparo non prevede lock automatici, ma si dovrà mirare stabilizzando l’aereo e puntare verso il nemico.

Per pilotare il caccia militare, si usa la croce direzionale oppure lo stick analogico sinistro. Destra e sinistra, per virare nelle rispettive direzioni, in giù e in su, rispettivamente per alzare o abbassare il “muso dell’aereo”.

Con i tasti frontali si attiva l’after burner, che consumerà carburante. Essere in volo con i serbatoi a secco non è consigliato. Anche quest’aspetto può portare al game over. Quindi, oltre al tempo, buttate un occhio all’indicatore sulla plancia strumenti.

Naturalmente il nemico non sta a guardare aspettando di essere abbattuto. Infatti, durante il combattimento, si uscirà dalla visuale in soggettiva e l’aereo è visualizzato in terza persona.

Questo perché, nello stesso momento, si potrà vedere il caccia alle nostre spalle che cercherà di abbatterci a sua volta. Questa visuale, permette di fare manovre elusive ed evitare l’attacco.

Anche nelle missioni dove i nemici sono navi e basi marine, sparano, ma con la differenza, che l’attacco avviene frontalmente, quindi la visuale dell’aereo non cambia, rimane in soggettiva (visuale abitacolo).

L’aspetto che mi ha lasciato l’amaro in bocca, è sicuramente il fatto che le missioni sono particolarmente brevi.

Sono presenti tre livelli di difficoltà facile, medio, difficile.

Nel primo livello, l’aereo è facile da pilotare perché rollio e virate sono limitate, ma a livello medio e difficile il caccia è libero da ogni limitazione e inizierà a girare come una “trottola”,  se non si è delicati con lo stick analogico sinistro. Lo stesso per agganciare i nemici, non sarà per niente facile. Quanto vorrei avere il control stick con le quattro ventose che si attaccano alla scrivania.

HUD di gioco presente in alto a sinistra dello schermo il livello di difficoltà scelto e sotto il numero della missione. Al centro il tempo residuo e a destra il numero di obiettivi da colpire.

Ben fatta la strumentazione di bordo, a sinistra è indicato il livello del carburante, a fianco una mini -mappa che indica la presenza dei nemici, evidenziati con dei pallini rossi e al centro il numero dei missili a disposizione. Sotto, è mostrato in modo alternato il lock e lo stato dei danni dell’aereo. A destra del display, si trova il tachimetro e a fianco la linea dell’orizzonte per controllare l’assetto del caccia.

Badate bene che non è solo grafica, perché è tutto funzionante. Questo sta a indicare per me l’attenzione ai dettagli, già allora. Potevano che so limitarsi a disegnare la plancia con gli strumenti, meraviglioso direi.

Ormai siamo abituati (bene) alle pubblicazioni di SEGA AGES e M2 le differenze rispetto al titolo originale si trovano nel menu delle opzioni, perché comunque il gioco è inalterato rispetto all’originale e devo dire che è veramente ricco di opzioni.

Ma prima di parlare del contenuto del menu, troviamo come sempre anche la modalità Ages,  che offre la stessa modalità di come giocato in arcade, ma si ha a disposizione solo un credito. Inoltre, il’aereo è più veloce,  i missili a disposizione aumentano e i nemici sono più “arrabbiati”.

Tornando invece al menu principale, premendo il tasto X del controller, si entra nel setting del gioco e le voci sono:

  • Scelta difficoltà: si ha il range di valori da uno a quattro da facile a difficile;
  • Numero di crediti per coin: 1,3,5,7,9;
  • Scelta della versione: si può optare per la versione classica chiamata JPN Version. oppure la nuova versione USA version;
  • Configurazione tasti controller, inversione degli assi, autofire per il Vulcan, auto centraggio, HD rumble.
  • Impostazioni video: Vintage, sedile in movimento, cockpit, full screen e fit.
  • Effetti display: il settaggio dipende dalle scelte fatte con le impostazioni video, alcune non modificabili altre sì, dipende dalle “combo” delle due impostazioni. In pratica, si potrà avere, tra le altre, una visualizzazione effetto TV tubo catodico o CRT (per fortuna c’è anche il tasto off per tutti gli effetti);
  • Scelta sfondi/wallpaper;
  • Scelta audio: diversi temi musicali da scegliere durante il gameplay. Se si clicca sul brano, si può ascoltare il brano.

Per un buon arcade soprattutto degli anni ’90, non mancano le classifiche con tanto d’inserimento delle tre lettere.  A differenza da allora, ora il ranking è online.

GRAFICA

Le location non sono proprio ricche di elementi, ma gli scenari sono vari. Si vola su un oceano blu, sopra le nuvole, in mezzo ai canyon, zone montagnose e su distese erbose e altri.

Ci sono anche voli al crepuscolo e notturni. Si possono apprezzare effetti come rottura del cockpit, il fumo se l’aereo a subito danni, alert rossi pulsanti. Anche i caccia sono ben riprodotti con tanti particolari, come i flap che si muovono.

La risoluzione non è alta ovviamente e oggi, lo stile grafico si definirebbe pixel art.

Il comparto sonoro accompagna bene il volo e i combattimenti, senza pretese, così come gli effetti audio della strumentazione. Tutto considerato sono buoni.

Il porting sulla console ibrida giapponese è riuscito perfettamente senza nessun particolare problema.

Conclusioni

Naturalmente sto considerando il gioco così come fu realizzato e non avrebbe senso paragonarlo ai titoli di oggi. Questo genere di porting oltre che far battere il cuore agli amanti del retrogaming come ho scritto all’inizio, permette anche alle nuove leve di capire quanto lavoro si faceva già allora e perché no, raccontare la storia dei giochi di allora e apprezzarlo così com’è.

Certamente anche l’occhio vuole la sua parte,  ma questo titolo in particolare,  mostra tutto nel suo gameplay, che nonostante tutto, si difende abbastanza bene, regalando frenesia e una certa velocità di azione.

Non amo particolarmente i simulatori di volo in genere, neanche quelli di oggi. Ma giocando a un classico come G-LOC Air Battle, dove è uno shooter travestito da simulatore, mi diverte molto, non è eccessivamente lungo ed è l’ideale per partite mordi e fuggi. Anche in modalità handheld.

Pro

  • Porting
  • Frenetico e rico di azione
  • Strumentazione di bordo funzionante

Contro

  • Livelli corti
  • Controlli non proprio perfetti