E’ sempre un piacere tornare alla Microsoft House, terra di scoperta e sorprese, anche se questa volta parliamo di una nostra “vecchia” conoscenza, si fa per dire.

La signorina Lara Croft sta invecchiando benissimo in questa nuova veste che come una fenice l’ha fatta ritornare alle origini del suo mito per riscriverlo e metterlo in reboot.

Siamo infatti arrivati al terzo capitolo del nuovo corso di Tomb Raider ovvero Shadow of the Tomb Raider che questa volta vede la protagonista affrontare quella che è una vera e propria ecatombe dovuta a un’apocalisse Maya incombente sull’umanità.

Gli sviuppatori ci parlano di come SOTTR sia l’ideale conclusione di un percorso di Lara attraverso una vera e propria trilogia.

Un doppio filo oscuro, non solo nella trama, ma anche nello stile di gioco. Più cinico, più stealth, più maturo. Una sporcata al gameplay tradizionale che non verrà certo dimenticato, ma arricchito di dinamiche interessanti. Non si vuole certo calcare il terreno degli RPG, ma sbloccare le skill più attinenti ai propri gusti durante il naturale fluire degli eventi.

Una molto interessante riguarda la possibilità di sbloccare dei perk che serviranno in combattimento a intimorire i propri nemici, oppure approfittare dell’ambiente per agire indisturbati e camuffati nel fogliame. Anche i movimenti sono stati arricchiti dalla corsa laterale su pareti verticali, che apre a nuove dinamiche di soluzione degli enigmi, che come sempre popolano le tombe sparse lungo il gioco.

Atmosfera di festa per il ritorno di un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, ma ogni volta ci piace sempre più.

La prima sensazione, pad alla mano e cuffie in testa è di trovarsi a che fare con caratteristiche rodate e voglia di procedere su binari ben stabiliti, del resto squadra che vince non si cambia.
Gli eventi quicktime tra una situazione e l’altra, specie nelle prime fasi, hanno contribuito a rendere più piacevole l’immersione nel gioco.
Dobbiamo sempre ricordarci che si tratta di un titolo che ambisce ad allargare la base di utenza verso un genere che può essere per molti giocatori una nuova esperienza.

Ogni volta che approccio Tomb Raider amo lasciarmi coinvolgere dall’ambientazione e lasciare che il gusto della scoperta e dell’esplorazione la faccia da padrone, ed è così che mezz’ora di gioco è volata tranquillamente, nonostante un paio di punti ostici mi abbiano costretto a ritentare una situazione più volte.

Le cosplayer di Lara Croft pronte a contendersi le postazioni di gioco!

Il comparto audio visivo regala sempre buone soddisfazioni, lasciando il fotorealismo ad altre situazioni, prediligendo un compromesso più che soddisfacente in funzione del gameplay. C’è ancora spazio per qualche ritocco finale per i giochi di luce e alcune inquadrature che mi hanno spinto a muovermi istintivamente sulla sedia. Dettagli da limare.

Non serve darci pillole di spoiler, ma vi basti sapere che anche questa volta il lavoro finale risulterà azzeccatissimo, per un personaggio ormai plasmato ad arte dagli sviluppatori ad uso e consumo dei gamer affezionati e dei nuovi arrivati, che vorranno scoprire tutta la trilogia.

Lascio la Microsoft house convinto di parecchie cose, su tutte una: Successo = tanto cosplay in azione!