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Negli ultimi anni il mercato dei titoli indipendenti, soprattutto su console, ha visto un’enorme crescita, questo grazie alla diffusione di tool di sviluppo economici e sempre più facili da utilizzare, oltre che da una sempre più ampia fetta di giocatori che ricerca nuove esperienze, che presentino un gameplay unico e fresco, insomma quello che il più della volte i titoli Tripla A non riescono ad offrire.

La console che sicuramente sta usufruendo di più di tutte di questo momento di crescita è sicuramente Nintendo Switch, che fin dai suoi primi mesi di vita ha visto arrivare numerose conversioni di titoli indipendenti presenti su PC (alcuni anche in esclusiva) che sembra ritrovino nuova vita grazie alle particolari caratteristiche della console ibrida di Nintendo.

Uno di questi giochi è senza dubbio Sheltered, il gioco sviluppato dal team di Unicube e prodotto e distribuito da Team 17, è un gestionale apocalittico in pixel art che si è rivelato fin da subito e malgrado qualche difetto, perfetto per la console ibrida.

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In Sheltered interpreterete una un gruppo di persone, una famiglia, che dopo un lungo girovagare per una terra desolata scopre un rifugio sotterraneo, un vault che si presenta completamente funzionante ed in grado di sostenere la vita di chi lo abita.

Questo è quindi l’incipit iniziale della nostra avventura all’interno del mondo pixelloso di Sheltered, il nostro compito sarà dunque quello di far sopravvivere la nostra famiglia, adempiendo sia alle esigenze dei singoli elementi che quelle del gruppo.

Dovremo nutrire, far dormire e curare i componenti della nostra famiglia e nel mentre sistemare il rifugio, curando quanto è già presente ed ampliandolo con nuovi ed utili elementi, naturalmente dovremo anche raccogliere oggetti esplorando le zone della mappa intorno al nostro rifugio.

La prima operazione da compiere una volta avviato il gioco, oltre a scegliere in quale delle due modalità giocare (una guidata ed una meno) sarà quella di creare questa “Famiglia”.

Grazie ad un editor dovremo comporre il nostro gruppo, che sarà composto sempre da quattro elementi, due adulti (anche dello stesso sesso) e due bambini. L’editor oltre alla possibilità di assegnare un nome ad ogni elemento del gruppo, ci permette di variarne l’aspetto, potremo quindi variare la corporatura, la pettinatura, il colore della pelle, gli abiti eccetera.

Inoltre per ogni componente potremo assegnare delle abilità particolari, che li renderanno più propensi e più bravi in determinate attività, ad esempio degli elementi del gruppo saranno più bravi nel riparare le cose, altri saranno invece saranno più adatti all’esplorazione o ad esercitare il proprio carisma su gli altri.

Al pari delle abilità saranno determinanti anche gli aspetti del carattere, se ad esempio un elemento del gruppo sarà etichettato come “dormiglione” impiegherà molto più tempo per riposarsi e recuperare energie, mentre se imposteremo un elemento come “coraggioso” questo affronterà molto meglio le situazioni di pericolo.

Quindi creare un gruppo non è una cosa da fare senza senso, ma andrebbe ponderata cercando di avere una famiglia con varie caratteristiche utili. Se questo non ci interessa e vogliamo “perdere” meno tempo nella creazione possiamo decidere di far fare tutto alla CPU in maniera casuale, gestendo poi quello che arriva.

Una volta selezionato tutto arriveremo al rifugio, che sarà stranamente deserto, qui avremo a disposizione lo stretto necessario per far sopravvivere il nostro gruppo di superstiti, dovremo attivare la corrente, predisporre le scorte di acqua e cibo, attivare la radio e così via, insomma dovremo creare e mantenere tutto per la sopravvivenza del gruppo e rispondere alle loro esigenze primarie, come appunto respirare, bere e mangiare.

Se per  respirare è necessario solamente mantenere in buono stato e funzionante il filtro dell’aria già disponibile nel vault, per il resto delle esigenze dovremo invece darci più da fare, dovremo quindi impegnarci a sistemare ampliare e soprattutto tenere in buono stato i contenitori dell’acqua filtrata, andare alla ricerca del cibo e così via.

Ma non è solo questo, come accennavo prima sarà necessario adempiere anche alle esigenze del singolo, quindi dovremo far dormire ogni personaggio quando sarà stanco o farlo andare in bagno quando sarà richiesto, insomma dovremo sempre tenere tutti e tutto sotto controllo.

Naturalmente questo è solo una porzione del gameplay dietro a Sheltered, il team di sviluppo offre al giocatore anche la possibilità di far crescere il rifugio, aggiungendo nuovi spazi ed apportare delle migliorie a quelli già presenti.

Per fare questo sarà essenziale avere a disposizione tutti i materiali, perché naturalmente nulla si crea dal nulla. Ad esempio per costruire un WC da sostituire al “secchio per i rifiuti” di cui saremo dotati inizialmente sarà necessario avere a disposizione il giusto quantitativo di legno, chiodi e pezzi di metallo, che dovremo recuperare grazie all’ottimo sistema di crafting al di fuori del rifugio.

L’esplorazione all’interno del gioco è molto semplice, dobbiamo recarci con uno dei personaggi alla postazione radio, aprire la mappa (che varia in maniera procedurale ogni volta) scegliere il percorso da far intraprendere ad uno degli elementi della famiglia e partire per il mondo esterno.

Il resto sarà tutto “guidato” dal gioco, saranno infatti i nostri familiari virtuali a chiamarci e chiederci il da farsi, di fronte ad un’edificio, come la chiesa o una farmacia o se troveranno una persona. Malgrado l’esplorazione appaia ben strutturata ed ottimamente amalgamata alla formula di gioco, in realtà questo elemento si dimostra debole ed in alcuni momenti davvero frustrante.

Questo perché il recupero degli oggetti è casuale e del tutto legato alla fortuna o per meglio dire all’intelligenza artificiale del gioco. Quindi prima di recuperare quell’oggetto utile a espandere il nostro rifugio, oppure a garantirle la sopravvivenza, dovremo effettuare molte spedizioni e nell’attesa dei risultati, o prima di poter far partire una nuova spedizione, dovremo passare diverso tempo alla sola gestione del rifugio e dei suoi abitanti, insomma una formula che rallenta di molto il ritmo di gioco.

Anche la gestione dei combattimenti a turni risulta poco chiara nel suo funzionamento ed un po’ macchinoso, quindi è preferibile evitarli, sempre che non siamo obbligati. Lo stesso discorso vale per quanto riguarda l’inserimento di nuove persone nella nostra famiglia, questo perché a parte la totale assenza di interazione fra i personaggi, può portare innumerevoli scompigli all’equilibrio del gruppo.

A livello tecnico la versione per Nintendo Switch non si discosta più di tanto da quella per PC, ad eccezione della risoluzione, con un’utilizzo più che discreto della pixel art, soprattutto per quanto riguarda gli oggetti ed alcuni dettagli del rifugio. Una nota a favore del titolo di Unicube e Team 17 il completo supporto alla lingua italiana nei menu e nei testi.

Sheltered è un gioco post-apocalittico di sopravvivenza e gestione delle risorse con delle caratteristiche interessanti che i fan del genere survival aprezzeranno parecchio. La portabilità di Switch è poi un plus per il titolo rendendolo di facile fruizione in qualsiasi momento e permettendo così di gestire al meglio la vita della famiglia virtuale. Unico neo del gioco è sicuramente il bilanciamento delle varie sfaccettature del gameplay come la ricerca delle risorse che alla lunga potrebbe portare a frustazione.

Il nostro voto: 7.5

Pros

Pro
  • Buona cura sulla parte gestionale
  • Totalmente in Italiano
  • Buon sistema di crafting

Cons

Contro
  • La ricerca di risorse andrebbe perfezionata
  • Così come il combattimento

 

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
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Semplicemente un appassionato di videogames... :D