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Non è mai facile parlare di giochi del genere. Non voglio farvi spoiler e attenti a voi se per caso avete già saltato tutto per vedere il voto e cosa ne penso, perché in determinati casi – come questo – è giusto che io faccia la mia dovuta considerazione.

Voglio salutare innanzitutto gli sviluppatori tedeschi Headup Games, per aver provato a portare sul mercato un tipo di titolo che di solito vediamo arrivare dal Paese del Sol Levante (Giappone per i meno avvezzi). Si tratta di un classico Bullet Hell Shooter/Danmaku, in breve uno sparatutto a scorrimento verticale dallo stampo classico. Con una visuale in 2D molto particolare (poi ci arriveremo), il nostro obiettivo è quello di riuscire a sopravvivere ad una serie infinita di nemici e colpi nemici. Ma andiamo con ordine.

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Non vi aspettate chissà qualche storia o trama, perché innanzitutto in questo genere di giochi è pressoché insensato creare una trama particolare, visto che l’attenzione si svolge sul gameplay. Ancor di più in questo caso, perché Solar Shifter EX è di una banalità disarmante: l’universo è in pericolo, gli alieni vogliono distruggere la galassia e il sistema solare. Per evitare qualsivoglia catastrofe ci vuole l’aiuto di un eroe, che ovviamente noi impersoneremo, dove con la propria navicella avrà modo di distruggerne migliaia – se non milioni – per evitare la distruzione dell’universo così come lo conosciamo.

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Nulla di sorprendente, ma come dicevo sopra, è inutile soffermarsi troppo sulla profondità di una trama che c’è giusto come contentino. Non c’è dubbio che una leggera enfasi sulla scrittura avrebbe giovato un pochetto, perché così com’è si dimostra essere una di quelle bozze scritte tra un caffè e l’altro. Satira a parte, l’impegno profuso è il minimo sindacabile, anche se non ci si aspettava chissà quale grandiosità. Perché, signori miei, quando si tratta di un gioco facente parte di tale categoria, noi vogliamo il gameplay divertente, frenetico e soddisfacente. Il giocatore vuole la classica “cafonata” per divertirsi – passatemi il termine.

Il problema di Solar Shifter EX, però, è proprio alla base. Il gioco non è divertente, ma è un miscuglio di approssimazione elevato alla massima potenza. Immagino un po’ gli sviluppatori prendere una pentola, buttarci tutte le loro idee dentro e mescolare bene per qualche minuto, il risultato che viene fuori è il gioco che stiamo trattando: davvero confusionario. Tra i principali difetti abbiamo la poca varietà, un comparto tecnico davvero poco ottimizzato e pochi contenuti. Andando nel dettaglio, vediamo che veramente c’è tanta approssimazione e questo dispiace, perché a volte ha il sapore di una presa in giro per il giocatore fan di questo genere.

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Partiamo dal problema della poca varietà. Durante la nostra corsa alla salvezza del sistema solare, utilizzeremo sempre la stessa navicella, tranne per pochi casi dove la cambieremo (per un singolo livello) con una diversa e che fa da passaggio tra un livello e l’altro. I pianeti, le strutture galattiche o l’universo stesso che visitiamo, sono sempre identici tra loro. Se sulla questione universo è passabile, non si può dire altrimenti per i pianeti: spogli, con texture di bassa risoluzione e tutti uguali tra loro. Lo scorrimento verticale, quindi, non offre nemmeno chissà quali paesaggi o comunque strutture ben definite.

Ancora, i pochi contenuti. In breve per giocare a Solar Shifter EX basterà premere due tasti, quello del movimento e il trigger per sparare. L’unica buonissima idea e che si mette tra le novità del genere è il teletrasporto. Possiamo utilizzare gli assi cartesiani per spostarci tra Nord, Sud, Ovest ed Est ad ogni movimento della levetta destra. Questa mi è sembrata una gran bella aggiunta, ma che purtroppo è unica in tutto il gioco.

Per il resto, basterà semplicemente sparare continuamente e cercare di non morire. Sulla questione, c’è da dire che abbiamo di fronte un titolo che non sfrutta la velocità e i riflessi per evitare ogni colpo dei nemici, ma bensì le classiche zone prefissate che sono libere dagli attacchi. Mi spiego meglio: sullo schermo, tra la coreografia dei colpi delle navicelle avversarie, ci sono diversi punti in cui questi non vi colpiranno mai. Basterà quindi trovare il punto, fermarsi e sparare continuamente.

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Sul comparto tecnico, pure abbiamo molte cose che non vanno. Nel 2016, nonostante non sia il primo, è inaccettabile vedere giochi con un comparto tecnico così altalenante. Passi pure il livello grafico davvero sottotono, ma il problema è il frame-rate, lasciato sbloccato da parte degli sviluppatori con 60fps e cali fino a 20fps o anche più. Inoltre, anche se questa potrebbe essere una cosa diversamente soggettiva, il caos scatenato dai colpi nemici, assieme alla musica esageratamente alta del gioco, assieme a questi vistosi cambi di fluidità, il mal di testa è dietro l’angolo. Ho più volte dovuto mettere in pausa per rilassare un attimo gli occhi, ma questo potrebbe essere un problema personale più che del gioco. La questione che mi stupisce è che solo con questo titolo mi capita. Una specie di motion sickness, mettiamola così.

Quindi cos’abbiamo di buono in questo titolo? Poco, veramente poco. Il caos generato, soprattutto nei livelli più avanzati, non è calcolato in modo preciso, ma bensì strano e che rende molto difficoltoso il gioco. La longevità è scarsa, con appena due ore circa per completare il gioco, al massimo tre per chi è meno abile. Durante l’avventura non ci sono power-up, nuove armi o altre navicelle differenziate tra loro. L’unica cosa che possiamo fare è potenziare l’arma principale e l’arma secondaria (ma che sparano con lo stesso tasto, rendendo unica l’arma a disposizione).

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Inoltre, non ci sono classifiche online, un contatore combo, una barra di power-up e altre chicche del genere. Headup Games voleva dimostrare che anche i tedeschi potevano dire la loro su questi tipi di shoot ‘em up, ma al momento invece hanno dimostrato l’esatto contrario, ovvero una mancata capacità di approcciarsi ad uno stile prettamente giapponese.

Mi sento quindi di consigliare agli sviluppatori di rivedere un attimo le loro idee e riprovare con un secondo titolo che può rendere al meglio la qualità di quello che hanno nella testa, perché sono sicuro che il loro concept era ovviamente meglio del risultato finale. Magari a causa di vari problemi, i fondi o  altre cose, questo non ci è dato saperlo ma è impossibile dare un voto sufficiente a questo titolo, nonostante di mio sia una persona sempre benevola in certe situazioni. Ci sentiamo, quindi, di sconsigliare l’acquisto a chiunque non sia particolarmente appassionato del genere, mentre per i fan o i nostalgici degli anni ’80, il consiglio è quello di guardarsi bene intorno o, ancora meglio, provare il gioco in maniera del tutto gratuita.

Voto: 5

Pro: il teletrasporto

Contro: tutto il resto

Ringrazio Mirko Rusciano per il supporto tecnico

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