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Il 3 Settembre la casa di sviluppo indie Proletariat Inc, ha rilasciato per PC in esclusiva su Epic Games Store, Xbox One, Nintendo Switch e Playstation 4, SpellBreak, il nuovo battle royale free-to-play, incentrato sulla magia, con una forte componente RPG.

Premetto di essere tra quei videogiocatori, che il genere battle royale lo evita come se fosse qualcosa di terribile, perché le dinamiche non fanno per il mio stile di gioco e affrontare gli avversari.  Non nego però di averli provati di tanto in tanto.

All’inizio, di questa recensione, potevo scrivere ennesimo e non nuovo battle  royale, la scena video ludica ne è ricca, anche se sembra che esista solo un paio di titoli, perché tra i più giocati. Quando ho installato Spellbreak, sulla mia PS4, mi sono ritrovato a schermo, contenuti, che mi hanno davvero sorpreso.

Uno dei primi aspetti, che hanno catturato la mia attenzione, ancora prima del gameplay, delle dinamiche e delle regole, è stato sicuramente l’ambientazione fantasy e un altro aspetto è stato quello grafico. Questa combinazione, mi ha portato subito alla mente, il mondo incantato di Hyrule ed è bastato, per darmi quello stimolo di andare avanti.

E’ il momento di scendere sul campo di battaglia. Vero in parte.

Come da tradizione fantasy, un mago potente ha sempre un suo apprendista, ecco, noi siamo quel giovine che devono imparare le arti magiche.

Spellbreak, prima di farci entrare nel vivo dell’azione, ci obbliga a fare un tutorial di nove stage, non particolarmente lungo, per apprendere gradualmente i rudimenti del gioco e iniziare a destreggiarsi con le magie, rune, pergamene, pozioni, amuleti e relative combinazioni di questi elementi.  Ovviamente è la base, il resto s’imparerà giocando e ri-giocando.

All’inizio di ogni partita, si potrà scegliere la skin del guerriero mago e la classe, tra: ghiaccio, fuoco, aria, terra, veleno ed elettricità. Il lancio di queste magie, avviene attraverso il guanto, che convoglia l’elemento naturale, trasformandolo in attacco. E’ importante sapere che fatta la scelta iniziale, non si potrà più cambiare per tutta la durata della run.

“ODIO” e “AMORE”

Sulla carta d’identità di Spellbreak sono riportati a caratteri cubitali Battle Royale.

Dopo un breve tempo di attesa in zona neutra e dopo che, tutti i giocatori disponibili sono presenti, a video, si apre la mappa e indovinate un po’, si sceglie la zona su cui atterrare. Si può scegliere se rimanere uniti nel caso si sceglie la modalità team o atterrare su zone diverse, per poi ritrovarsi e guardarsi le spalle a vicenda, con i rischi che comporta stare da soli in squadra.

Dopo l’atterraggio, inizia la corsa ai loot e aprire più casse possibili, che si dividono in piccole, medie e grandi, cambia il numero degli oggetti contenuti al loro interno. Con il passare del tempo, l’area si restringerà sempre di più, fino a ritrovarsi a combattere in spazi ridotti ed eliminare tutti gli avversari.

Fino a questo punto, il gioco non si discosta dai più giocati battle royale in generale. Le dinamiche sono le stesse e qui niente di nuovo dal fronte. La componente, che ha attirato maggiormente la mia attenzione, è sicuramente l’aspetto RPG. Classi, abilità, rune, amuleti, armature, cinture, pergamene e chi più ne ha più ne metta.

Ci tengo a precisare che di seguito darò una panoramica di cosa ci aspetta, altrimenti diventerebbe una guida più che una recensione.

Screenshot Playstation 4

Ogni natura della magia, o attacco sferrato dal guanto, ha le sue caratteristiche. Può variare il raggio di azione, alcune sono ideali per scontri ravvicinati, altre colpiscono a medio-lungo raggio. Diverso anche il modo in cui si propaga l’attacco. Ad esempio, il fulmine cade dal cielo, quindi verticale, mentre l’attacco fuoco è orizzontale.

Non si ha a disposizione un solo guanto. Durante la partita, si troverà nelle casse o disseminate sulla mappa, magari se un giocatore è stato “esiliato” (sconfitto), il secondo guanto magico.

In questo caso, si può sostituire tutte le volte che si vuole, provando e trovando la combinazione che è più congeniale e più efficace, con la scelta fatta a inizio partita. I tasti frontali R1 e R2, si usano per lanciare le magie del guanto destro e per il guanto sinistro si usano i tasti frontali L1 e L2.

Non sono altro che attacco principale e “attacco stregoneria”, che combinati con sapienza, può risultare molto potente. La stregoneria consuma mana e per poterla riutilizzare, si deve attendere del tempo affinché si ricarichi.

Tutte le classi hanno quattro livelli di abilità e tre talenti, che si possono modificare solo dal raggiungimento del livello previsto.

Le rune, servono per equipaggiarsi di scatto volo, invisibilità, balzo e così via. Sono utilizzabili uno per volta, e si possono scambiare con altre abilità, che si trovano durante la partita. Consumano mana e anche loro hanno i livelli come gli attacchi, sempre da comune a leggendario.

Le pergamene, per essere attivate vanno lette per potenziare il talento in game e non fanno altro che aumentare le statistiche di partenza del talento. Leggere, richiede qualche secondo di attesa, e se durante un attacco, beh, si rimanda la lettura in un altro momento.

Screenshot Xbox One X

Per continuare a dare una panoramica sugli equipaggiamenti, ci sono cinture e stivali, dove le prime servono per ottenere l’armatura, che all’inizio del match, non abbiamo ed è sottoforma di barra di energia. Gli stivali servono è per camminare più velocemente.

Infine, ma non perché le ho raccontate tutte, ci sono gli oggetti tascabili, che non sono altro che pozioni per ripristinare la barra dell’armatura e la barra della salute. Nota bene, si ha solo a disposizione quattro slot e per ogni pozione e se ne possono accumulare due per slot. Per scorrerli si usa la croce direzionale destra e sinistra.

Tutti gli equipaggiamenti, come scritto, hanno un range che va da comune a leggendario, oltre che avere il tip leggibile, sono riconoscibili a colpo d’occhio, perché contornate di colori specifici per ognuna. Bianco corrisponde a non comune, verde a comune, blu a raro, viola corrisponde a leggendario e così via.

A fine match, verrà assegnato un punteggio al mago che salirà di livello (exp) e crescere di abilità e talenti, visti prima.

Ci sono ancora un paio di cose da dire sul gameplay di Spellbreak.

Si può lievitare in aria per un breve periodo di tempo e con i dovuti potenziamenti, come le rune, si possono raggiungere altezze, che permettono fughe verticali importanti, o posizionarsi su vette a una certa altitudine, per scrutare l’orizzonte come delle sentinelle, in modo da allertare il team nel caso si vedano maghi antagonisti in avvicinamento.

Altro aspetto degno di nota, secondo me è che quando si gioca in team e uno dei compagni, che cade in battaglia, si trasforma in una sfera di energia, “droppando” i potenziamenti presi durante la partita, ed è libera di fluttuare.  Questo stato dura diversi secondi, dando la possibilità al compagno di squadra di rianimare lo sfortunato, oppure all’avversario di esiliare definitivamente il componente del team e farlo uscire dalla battaglia.

Attenzione però, perché questa azione richiede più tempo rispetto a quando si legge una pergamena, sia per esiliare, che per rianimare. Anche in questo modo si è esposti agli attacchi, che spesso si tramutano in fughe per salvare la pellaccia, lasciando ahimè il compagno a triste destino.

La mappa ha dimensioni generose, che permette di disperdersi e non trovarsi spesso in aree affollate di maghi agguerriti. Ma si sa che questo è relativo, soprattutto nelle fasi iniziali del gioco. Ci sono zone desertiche, foreste, villaggi semi-distrutti e castelli abbandonati.

Screenshot Nintendo Switch

Il lancio di Spellbreak, è in una fase embrionale, che muta rapidamente ed è in continuo aggiornamento. La prima volta, a parte tutorial e allenamento era disponibile solo il battle royale a squadre, dopo qualche giorno si è sbloccata la modalità in single player, con tempestiva notifica ufficiale degli sviluppatori.

Tempo dopo, ho visto “spuntare” fuori un tab, che riporta una voce “capitoli” al momento spento però. Almeno, non lo avevo notato subito. Da qui, mi sono chiesto se mai uscirà una Story mode e detto sinceramente, il potenziale non gli manca. A oggi, è ancora bloccata un’altra modalità di gioco chiamata “gruppo”.

Tecnicamente è ben realizzato, i movimenti sono fluidi e non ho riscontrato cali di frame, anche nelle azioni più concitate. Qualche lag è presente, ma devo considerare, che mentre giocavo, stavo anche trasmettendo in streaming, quindi la rete era sotto stress. Giocarci senza sovraccaricare la connessione, tutto filava più liscio.

C’è alla possibilità di regolare la sensibilità del controller, permettendo di trovare il giusto equilibrio per quel che riguarda la mira e la reattività in generale dei comandi impartiti.

Lo stile grafico in cell shading è piacevole alla vista e rende ancora pù cartoonesco e fatato il gioco. Non è ricco di dettagli, anzi per certi versi è spoglio. Le Hollow Lands con le sue rovine antiche, mi hanno trasportato in un mondo fantasioso e magico, popolato chiaramente solo da maghi, sin dal passato. Le tracce lasciate, case e manieri semi distrutti, fanno intuire, che si sono state battaglie epiche.

Location incantata, con panorami a perdita d’occhio, che porta a essere esplorati, con il tempo e la calma dovuta. Dimenticavo, siamo in battaglia e non c’è tempo per l’esplorazione.

Ben riusciti anche gli effetti grafici delle magie, in particolare il ghiaccio. Quando si usa quest’attacco, si congelano lingue di terra, dove salendoci sopra, si può scivolare e muoversi più velocemente, come farebbe Karolina Kostner, con i suoi pattini da ghiaccio. Poco dopo si scioglie e anche se è un poco grezzo il passaggio da stato solido a liquido, il risultato finale è sorprendente.

Le skin dei personaggi sono abbastanza anonime a parte il maestro di chiavi, che sembra essere uscito dai “cavalieri dello zodiaco”.

Sulla colonna sonora non c’è molto da dire, perché in game, non ci sono musiche, ma solo effetti sonori di movimenti, salti e attacchi magici. La musica di stampo epico c’è solo durante la discesa e nel menu iniziale.

E’ localizzato in italiano, quindi nessun problema a leggere le descrizioni di tutti gli items presenti, potenziamenti, magie e tanto altro.

Il livello di apprendimento non è immediato e per diventare un mago potente richiede molte partite. Offre il fianco a sperimentare e provare gli attacchi e le molte combo che si possono fare. Per diventare dei super maghi devastanti, serve combinare altri elementi come rune, pergamene, etc.

Non so dire se Spellbreak, entrerà tra i battle royale più giocati, questo dipenderà dalla community. Però io la darei una possibilità, va provato e giocato e per la prima volta un battle royale ha destato il mio interesse.

La grafica, il contesto, gli aspetti RPG, questo potrà avvicinare tutti i giocatori, sia quelli navigati per questo genere, sia giocatori, che mai prima d’ora non si sono mai cimentati in un battle royale. Sono curioso di sapere quali altre novità aggiungeranno. Da seguire.

FREE-TO-PLAY, CROSS-PLAY, CROSS-SAVE

Spellbreak, si può scaricare tranquillamente, senza spendere un centesimo e provalo di persona.

La prima cosa che si deve fare dopo l’installazione è creare un account, inserendo e-mail e password. Questo genererà un ID tag, che serve per essere trovati dagli amici (o nemici, dipende…) e poter giocare insieme. Non preoccupatevi se i vostri compagni di controller o mouse e tastiera, sono su piattaforme diverse. Il gioco di Proletariat Inc. oltre a essere free-to-play è anche cross-play e cross-save.

Non è una novità assoluta, ma il cross-save, lo trovo molto interessante, per giochi online con progressione di livelli. Permette di mantenere i progressi raggiunti, anche se si gioca su una qualsiasi altra console o pc. E’ sufficiente loggarsi con id tag generato la prima volta e continuare laddove si aveva interrotto.

Badate bene però, per abilitare questa funzione, dopo aver installato il gioco su una console diversa, alla domanda che apparirà a schermo: “ è la prima volta che giocate”, bisogna selezionare NO.  In questo modo, sarà possibile loggarsi con l’account creato inizialmente e continuare con tutti i progressi raggiunti.

Ho giocato il titolo su PS4 PRO, Xbox One X e Nintendo Switch. Il cross save ha funzionato bene, riconoscendo i miei progressi di gioco. Per le prime due console, non ho notato grosse differenze in termini grafici e di prestazioni, anche i tempi di attesa per i caricamenti è la medesima.

Una cosa che invece ho trovato noioso è stato che per la versione dell’ammiraglia Microsoft, il gioco tende a “crashare”, se rimane in stand-by per qualche tempo, vedendomi costretto a tornare sulla dashboard, chiudere il gioco e riavviarlo. Per fortuna non è capitato durante le partite.

La console ibrida di Nintendo, è quella che ha sofferto di più sia graficamente che in tempi di caricamento. Presente il “fenomeno” pop nella rigenerazione grafica e la risoluzione, precipita verso il basso, in modo imbarazzante.

I tempi di caricamento inizio gioco, sono più lunghi  e spesso mi ritrovavo già a cadere, senza avere la possibilità di scegliere l’area s cui atterrare. Un ritardo l’ ho riscontrato anche durante il caricamento delle texture. In game invece devo dire che si è comportata bene. Input lag praticamente assenti.

Sono cose minimali, che non influenzano la scelta della piattaforma con cui giocarlo. Ricordo che in continuo aggiornamento, ed è chiaramente scritto che è un pre-release. Sono aperti a sentire la community per migliorarlo e accettano di segnalazioni per qualsiasi tipo di problema che viene riscontrato.

Proverò anche la versione per PC, che non sono riuscito a provare, nel momento in cui ho scritto questa  recensione.

In conclusione,

Speelbreak è un battle royale iin terza persona, in piena regola, che desta molta curiosità anche tra quei videogiocatori, che come me non amano il genere alla follia.  Ma se per un attimo lo estrapolo da questo contesto e vista la forte propensione agli elementi RPG, lo vedrei meglio collocato in un action-rpg e perché no, coop-online, proprio come Dauntless, per fare un esempio.

Il voto finale è derivato dal fatto che non è una release finale. Tanti gli aggiustamenti che non tarderanno ad arrivare, ne sono certo.

Il titolo di Proletariat, mi diverte molto giocarlo in team e non serve esclusivamente essere fenomeni della mira, lasciando aperta la porta a tutti i giocatori di tutti i livelli. Dipende soprattutto da come si riescono a combinare le classi, trovando l’alchimia giusta per il proprio modo di giocare.

Dipendesse da me una possibilità, la darei per entrare tra i titoli più giocati, ma io non sono la community e in questo caso, saranno proprio loro a decidere le sorti di questo gioco. Comunque sia, è un buon gioco è divertente, accessibile a tutti e stuzzica la curiosità, anche a coloro che fino ad oggi non hanno di buon occhio i battle royale.

Pro

  • Divertente
  • Ambientazione fantasy
  • Meccaniche RPG
  • In continuo sviluppo e aggiornamento

Contro

  • Grafica poco dettagliata
  • Non ottimizzato per le rispettive console
  • Skin personaggi anonimi

 

RASSEGNA PANORAMICA
Voto complessivo
8.0
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Videogames, console, PC, musica, mtb e moto, passioni che hanno scandito la mia vita fino a oggi.