Star Wars: Republic Commando – Recensione PlayStation 4

La Squadra Delta ritorna dopo sedici anni di assenza, vediamo come se la cava oggi Star War: Republic Commando

Rivedere in azione Star Wars Republic Commando è stato per me un vero e proprio tuffo nel passato, la versione per la prima Xbox dell’originale datato 2005 la ho praticamente consumata.

Il titolo di Lucas Arts per i tempi era veramente un guizzo di novità perchè ci faceva vivere il mondo creato da George Lucas da una prospettiva totalmente diversa da quella a cui eravamo abituati.

Quindi niente Jedi o Sith, ma soldati d’elitè di una squadra d’assalto di soldati Cloni, che dovevano affrontare numerose missioni per la galassia.

La parte atipica del gioco risiedeva non solo nei protagonisti, ma anche nella tipologia di produzione, si passava dai classici tie in con spade laser da manovrare in un’action in terza persona a vedere tutto dall’elmo tecnologico di un Clone in spin-off in salsa FPS è ambientato all’inizio di uno dei periodi più importanti dell’universo di guerre stellari ovvero la Guerra dei Cloni.

Un periodo che i fan dell’epopea creata da George Lucas conoscono bene sia grazie ai film della seconda trilogia che, soprattutto, per la splendida serie animata Star Wars: Clone Wars, ma sempre poco approfondito.

Nella versione “remastered” del gioco Lucas Arts a cura del team Aspyr Media, che noi abbiamo giocato nella versione PlayStation 4, avremo a disposizione solo al componente single player (niente multiplayer purtroppo) dove dovremmo affrontare, nei panni del clone Delta 38 (del leader della Delta Squad) e dei suoi compagni Scorch, Fixer e Sette numerose missioni, devo dire molto lineari, ambientate sui pianeti di Geonosis, da dove ha inizio la guerra dei cloni, su Kashyyyk ovvero il paese natale degli Wookiee ed a bordo di uno dei più grandi incrociatori spaziali dell’impero l’Acclamator.

Ognuna di queste fasi, come è facile intuire, ci porta ad affrontare diverse situazioni e numerosi nemici famosi della saga, come ad esempio i mercenari Trandoshan o gli insettoidi volanti di Geonosis, questo ci permetti esplorare meglio e vivere in prima persona gli eventi che hanno dato il via alla Guerra dai Cloni e hanno portato poi la trama principale dell’universo creato da George Lucas a Episodio III la Vendetta dei Sith.

Come ho accennato all’inizio rigiocarlo oggi fa un certo effetto, anche perché il lavoro svolto da Aspyr Media sul titolo non lo porta ad essere un vero e proprio remake (o remastered pesante del gioco), ma si tratta più tosto di una sorta di “soft porting” con piccoli aggiustamenti che gli danno un’aspetto tecnico non proprio al meglio per gli standard moderni. Questo non toglie che Star Warrs Republic Commando presenti ancora oggi degli elementi di gameplay che lo possano rendere divertente e godibile.

Nonostante la struttura dei vari livelli sia abbastanza lineare, le diverse situazioni e nemici presenti spingono il giocatore a puntare molto di più sulla gestione strategica della squadra, che al combattimento diretto. Per poter uscire vivi da un combattimento dovremo sfruttare ogni singolo elemento della squadra delta, impartendo loro dei semplici comandi attraverso la croce direzionale del pad.

Possiamo indicare di liberare l’area, cercare e distruggere, di raggrupparsi in formazione oppure di annullare la precedente manovra. A questo va oi aggiunto la possibilità di interagire oppure osservare un’elemento dello stage e quello di utilizzare le peculiari abilita dei vari soldati: Fixer è un vero esperto con i vari terminali, Scorch è l’esperto di esplosivi mentre Sette è il personaggio ideale per fornire supporto di copertura.

Man mano che procediamo nella nostra avventura scopriremo quanto tutti questi elementi siano fondamentali e riescano a dare maggiore spessore al gameplay costringendoci a pensare bene le nostre mosse, anche soprattutto per evitare che i membri della Delta Squad periscano uno dopo l’altro.

A controbilanciare l’ottimo lavoro svolto sull’ I.A. dei nostri compagni, che ci aiuteranno autonomamente anche nel caso siamo feriti, c’è la pessima gestione di quella nemica che non si mostra sempre al meglio evidenziando quanto i nemici tendano più ad un’approccio impavido è irruento, che si basa tutto sulla forza dettata dai numeri di unità disposte sul campo di battaglia, piuttosto che su una strategia di attacco più ragionata. Insomma un’elemento che fa perdere un po’ di mordente al gioco e che segna decisamente un bel solco con le produzioni moderne.

I componenti della squadra Delta avranno a disposizione un buon arsenale a cui accedere, niente di spettacolare come si usa ora negli FPS, ma comunque una buona e valida scelte di armi classiche dell’universo di Star Wars.

Si inizia dall’immancabile pistola Blaster, che sarà la nostra arma primaria, e con il fucile Blaster, per poi proseguire con la balestra Wookiee fino ai più sofisticati e letali fucili da cecchino o a particelle, insomma tante varietà di fuoco, che però rimane ancorata alle vecchie sensazioni dettate dal titolo originale.

Dal punto di vista prettamente tecnico il gioco curato da Aspyr Media risulta parecchio datato e non dissimile dal titolo originale.

Nonostante si riesca a mantenere una buona fluidità per tutto il tempo di gioco (circa 12 ore per completare la campagna) i modelli e le mappe sono pressoché gli stessi visti nell’originale di 16 anni fa, con giusto qualche piccolo ritocco per giustificare il porting HD e l’aggiunta di un’inedita e molto comoda funzione di salvataggio tramite il touchpad del DualShock 4.

Pro

  • Un ottimo FPS che arriva dal passato
  • Ottima gestione della squadra
  • IA del team ottima e reattiva

Contro

  • Aggiornamento grafico minimo
  • Mancanza di un’esperienza Multiplayer

Autore

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto Finale
7,5
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Semplicemente un appassionato di videogames... :D