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Di titoli in cui pilotiamo aerei, che non siano simulatori, non ce ne sono molti in commercio soprattutto che riprendano i valori della vecchia scuola espressi in bit.

Dopo qualche anno dalla sua prima uscita torna in una nuova veste con alcune migliore un titolo che ha riscosso un buon successo con la “prima uscita” e che lo riconfermerà di nuovo adesso. Ecco la mia personale esperienza con Strike Suit Zero: Director’s Cut.

Born Ready Games, lo studio che si occupa della realizzazione e dello sviluppo del titolo, ha portato sulla console ibrida di casa Nintendo una versione migliorata del suo ultimo titolo con cui propone non solo un gameplay della vecchia scuola realizzato come si deve ma anche nuovi contenuti che lo differenziano dalla sua versione precedente.

Non appena inizieremo la nostra avventura in Strike Suit Zero: Director’s Cut, potremo notare le diverse modalità di intrattenimento del titolo, prima tra tutte la modalità Storia chiamata La Campagna Originale: nell’anno 2299 una colonia di navi aveva il compito di trovare nuovi pianeti da colonizzare per espandere il dominio del pianeta Terra, ma senza successo.

Un segnale misterioso però ci dirà come poter attraversare i confini più remoti della galassia per trovare nuovi mondi e così costruiremo una navicella speciale capace di trasformarsi in un’armatura all’occorrenza con la quale riusciremo a trovare nuovi pianeti e ad espandere il nostro dominio nell’universo.

Un giorno però un segnale sconosciuto mandato da un relitto composto da una tecnologia ignota ci attira su una delle nostre colonie che, in cambio dell’indipendenza, lascerà investigare la squadra di ricerca senza problemi ma, purtroppo, capito entrambi il potenziale scientifico, l’accordo salta e inizia una guerra per il possesso delle macerie.

La prima missione ci fornirà tutti i dettagli sui comandi da utilizzare per svolgere ognuna delle 17 missioni che compongono la storia principale per effettuare le manovre evasive e il semplice movimento della nostra astronave, imparare a fare fuoco con le tre armi a disposizione, ovvero mitragliette, cannoni al plasma e i missili che dovremo utilizzare durante le nostre missioni per difenderci e sconfiggere le navi nemiche.

Strike Suit Zero, in questa versione Director’s Cut, non presenta nessuna differenza sostanziale dalla sua versione precedentemente uscita sia nel bene che nel male: le battaglie sono stupende da vivere sul campo sia a livello visivo che a livello di gameplay e la curva di difficoltà del titolo aumenta con l’avanzar del gioco.

Ciò implica che se non si riesce a stare attenti potrebbe diventare anche un incubo ai livelli più avanzati, senza tener conto dei tre livelli di difficoltà da impostare prima di iniziare la nostra avventura ovvero i classici Facile, Medio e Difficile, nonostante potremo potenziare il nostro velivolo con i vari perk e potenziamenti che potremo ottenere durante la nostra avventura e considerando anche che non sono stati certo parsimoniosi con i punti di salvataggio aggravando ancor di più la difficoltà di gioco.

Però il punto forte del gioco resta la trasformazione in armatura, che può avvenire solo dopo aver guadagnato un tot di flusso, con la quale verranno amplificate le nostre abilità facilitandoci il compito di abbattere le navette nemiche che verranno per metterci fuori uso, il tutto sarà utilizzabile solo per qualche secondo mentre si svuoterà la nostra barra che potrà poi essere riempita solo una volta che riprenderemo la nostra forma di navicella.

Oltre alla modalità principale avremo a disposizione una campagna secondaria chiamata Eroi della Flotta composta da 5 missioni in totale in cui potremo rivivere i momenti più importanti svolti dagli eroi della nostra flotta.

Dal punto di vista tecnico Strike Suit Zero: Director’s Cut si presenta con una grafica ben strutturata e che piacerà soprattutto a tutti gli amanti del genere. I giochi di luce e ombre sono molto curati e i modelli delle navi e delle armature, ben tre, rendono bene su qualsiasi sfondo ci ritroveremo a combattere per la nostra causa.

Anche se il frame rate è un po’ ballerino in alcune occasioni, il gioco rende bene in qualsiasi modalità vogliate giocarci, accompagnati da un comparto sonoro abbastanza orecchiabile.

Da segnalare la presenza dei sottotitoli in italiano che accompagnano il doppiaggio in lingua originale.

Strike Suit Zero: Director’s Cut è un titolo che saprà appassionare chiunque lo giochi promettendo, e mantenendo, ore di divertimento sia in sessioni lunghe che in quelle mordi e fuggi.

Al costo di € 19,99 saprà ben ripagare con un gameplay sopraffino e una grafica ben curata, ma attenti… dovrete far ricorso a tutta la vostra pazienza e bravura in alcuni momenti risultando abbastanza ostico anche ai veterani del genere.

Il nostro voto: 7.5

thumbs-up-icon
Pro
  • Controlli funzionali
  • Appagante come pochi
  • Graficamente ben fatto

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Contro
  • Può risultare troppo difficile
  • Framerate ballerino
  • Multiplayer assente

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!