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Esisteva un tempo in cui Londra non era ancora caduta e l’uomo vi prosperava, ma quel tempo ormai non c’è più. Pipistrelli e oscurità avvolgono ormai Fallen London, la base di partenza del nostro viaggio. Il Mare ci chiama, ci vuole ed offre a noi i suoi racconti, le sue risorse e i suoi misteri.

Rilasciato il 23/04/2020 su Nintendo Switch dal Publisher Digerati e il giorno seguente su Xbox One, Sunless Sea rappresenta il secondo lavoro dello studio di sviluppo indie londinese Failbetter Games.

L’arrivo sulla console ibrida giapponese segue un ottimo riscontro di pubblico e critica della versione Pc uscita nel 2015 e vede la collaborazione con Nephilim Game Studio per la creazione dei porti.

Il team di sviluppo è riuscito a creare un’immensa perla narrativa, tanto essere in nomination per diversi premi e vincendone alcuni proprio per questa sua caratteristica. Siamo di fronte ad un gioco di sopravvivenza, con battaglie in tempo reale e una forte componente narrativa d’ispirazione gotico-vittoriana.

La nostra avventura ha inizio dal porto di Fallen London, versione distopica e steampunk della capitale inglese.

Appena iniziato il gioco, prima di prendere il mare, decideremo chi siamo e il nostro obiettivo. Potremmo essere un poeta in cerca della vita eterna o un veterano di guerra che vuole una vecchiaia serena, uomo o donna con origini nobili o popolane. Scelto il nostro passato, tra queste e altre classi, saremo pronti a scrivere il nostro futuro.

D’ora in poi saremo Il Capitano e comanderemo la nostra nave attraverso il Mare, l’incerto regno…

L’avventura del capitano e del suo equipaggio è basata su un’esplorazione lenta e pericolosa di un vasto oscuro oceano. Il gioco è diviso in due parti fondamentali e complementari, quella della navigazione e quella della lettura.

La navigazione presenta elementi RPG per quanto concerne lo sviluppo della nave o del sottomarino, vista la presenza del DLC Zumbariner che allarga la nostra esperienza al fondale oceanico. Saremo in grado di sviluppare la nostra nave man mano che acquisiremo denaro da spendere nei vari porti e potremo così dar vita a battaglie navali sempre più complesse e con premi migliori.

Nel viaggiare e combattere bisognerà tenere conto di questi fattori:

  • Carburante, consumabile e in grado di dare boost alla velocità (potrebbe provocare esplosioni);
  • Hull (scafo), troppi danni e si finisce in fondo al mare;
  • Cibo, finito potrebbero nascere ribellioni nel nostro equipaggio, mangiare qualche Mozzo di troppo può essere una soluzione (confermo è presente il cannibalismo);
  • Terrore, troppo tempo in mare al buio fa tremare i più impavidi;
  • Ufficiali, i migliori di loro possono tirarci fuori dalle peggiori situazioni;
  • Qualità della nave e suoi potenziamenti, si potranno comprare navi e potenziamenti in grado di fare la differenza tra vita e morte.

La parte letteraria del gioco è determinante per lo svolgimento della trama e per ottenere risorse. Inoltre occupa la maggior parte del tempo in Sunless Sea: Zubmariner Edition.

Ci tengo a fare una piccola precisazione: la nostra avventura tra i mari è alquanto complicata ed è frutto di un gioco non convenzionale. Per esplorare a fondo l’immensità del mare o delle sue profondità dovrete: conoscere bene l’inglese (non è localizzato in altre lingue) e amare le avventure testuali vecchia scuola, e quindi leggere molto. Senza queste conoscenze e caratteristiche questo gioco non fa per voi, ma se partirete per questo viaggio troverete un gioco maturo e ben curato in grado di regalare tantissime ore di gioco.

Il Mare, il divoratore di navi!

La nostra navigazione sarà estremamente pericolosa e il gioco non esita a mostrarsi difficile. Ogni zona e ogni scoperta può costare caro e solo dopo più partite scoprirete dove trovare risorse e amici. La morte è amica del mare, ma non è clemente con voi.

In pieno stile Roguelike morire vi farà perdere tutti i progressi, tranne una piccola eredità da lasciare al prossimo capitano.

Fortunatamente, per aiutare un approccio esplorativo, sono stati predisposti due metodi di salvataggio: il primo consiste in autosave ed è consigliato per vivere il gioco come pensato dagli sviluppatori, il secondo permette di creare salvataggi e ricaricare se le scelte fatte sono andate male. Personalmente ho apprezzato questa opzione e consiglio di sfruttarla mentre si imparano le dinamiche del gioco.

Cercasi porto sicuro, le mie stanche membra meritano riposo…

I porti sono il luogo d’arrivo di ogni viaggio e raccontano storie, offrono risorse e riparo, ma anche pericolo. A Londra aspettano il nostro rapporto e informazioni. Ogni missione può darci qualcosa da scambiare o una fonte di guadagno. Tutta l’interazione nei porti è basata sull’avventura testuale. Componenti come fortuna, determinazione e conoscenze apprese fanno la differenza tra la perdita o la vincita di preziose risorse.

Stringere amicizia e imparare dove si trovano le risorse è fondamentale per raggiungere l’obiettivo del nostro capitano, ma la casualità rende le partite sempre differenti almeno per quanto riguarda i risultati delle nostre scelte.

La buona scrittura ispirata a Lovecraft è ben accompagnata da musiche d’atmosfera e comparto tecnico di buon livello.

Il nostalgico mondo marino di Sunless Sea risulta ben animato e curato nei dettagli. La visuale dall’alto mostra scorci di civiltà industriali decadenti, luoghi esotici ghiacciati o infuocati. Durante la navigazione troveremo nebbia, relitti, navi, animali e mostri ben realizzati, ma forse eccessivamente minimalisti. Ogni tanto nei movimenti si nota qualche piccolo lag, soprattutto durante l’avvicinamento alle isole.

La colonna sonora sa di Mare, Irlanda, mistero e malinconia. Questa musica crea pathos e avvolge la nostra nave permettendoci quasi di poter sentire gli odori di quelle terre lontane. Ben fatti e curati anche i rumori delle battaglie e della macchina da scrivere del diario di bordo.

La mia prova è stata effettuata su console Nintendo Switch sfruttando, come mio solito, la modalità portatile e quella tv. L’avventura risulta godibile in entrambe i casi, i testi sono scritti in dimensioni leggibili, ma la natura della console diversa a quella del PC renderebbe necessario una sorta di promemoria in Game. Tantissime informazioni vengono apprese durante l’avventura, e mentre su PC basta affiancare un documento di testo per tenere appunti, su console potremo essere costretti a tenere block-notes e penna al nostro fianco o ricorrere allo smartphone.

Al di là di queste annotazioni personali, mi son trovato davanti ad un titolo maturo, non per tutti, ma ben fatto e in grado di offrire emozioni. La struttura del gioco è intensa, brillante e viva nonostante il suo clima di decadenza e morte. Il reparto tecnico si mostra sempre all’altezza con pochi difetti tangibili e la versione per Nintendo Switch risulta ben curata. Purtroppo pesa sul gameplay la mancata localizzazione (eccetto per le persone bravissime con l’inglese) e l’eccessiva confusione nei menù. Ottima la scelta di pubblicare il gioco già comprensivo di espansione Zubmariner (la Z non è un errore, ma una scelta stilistica sempre presente nel gioco).

Ci tengo molto a ringraziare per questa recensione la mia compagna Paola, sempre pronta a correggere i miei errori e nostra cugina Mantoessa, scrittrice di talento e autrice delle frasi sul Mare presenti in questa review.
Potete trovare i suoi racconti qui: https://efpfanfic.net/viewuser.php?uid=541466


Pro

  • Ambientazione ben curata
  • Musiche che sanno di mare
  • Gran lavoro di scrittura
  • Buon porting

Contro

  • Solo in lingua inglese
  • Menu confusionari
  • Qualche problema di lag

RASSEGNA PANORAMICA
Grafica
9.0
Gameplay
7.5
Musiche
10.0
Narrazione
10.0
Longevità
9.0
Porting
8.0
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Staccato il ciuccio dalla bocca ho preso un pad in mano per non mollarlo più, non son un Pro Gamer, cerco l'essenza del gioco.