Tales from the Dragon Mountain: The Strix – Recensione Nintendo Switch

Esistono eredità scomode e pesanti, gravi quasi quanto il peso del mondo. Quando la vita di una giovane donna si scontra e confronta con il proprio destino tutto può accadere… 

Tales from the Dragon Mountain: The Strix è stato creato originariamente per PC dallo sviluppatore croato Cateia Games, team esperto nelle avventure grafiche punta e clicca mentre il porting per Nintendo Switch è stato curato e pubblicato da Ocean Media Games.

La protagonista della nostra storia è una giovane donna di nome Mina Lockheart. In seguito ad un sogno premonitore la ragazza torna nella vecchia tenuta di famiglia temendo di trovarla distrutta e in fiamme, invece si trova coinvolta in un’avventura epica, dove lei è l’unica arma del bene contro il signore oscuro Strix (cugino di Palpatine di Star Wars, quella dei signori oscuri è una grande famiglia, NDR).

Appena arrivata nella vecchia casa di famiglia Mina inizia a indagare, scoprendo ben presto che sua Nonna era una potente maga, unico ostacolo al ritorno del malvagio Strix.

Attraverso una serie di indizi e minigiochi tipici dello stile punta e clicca a cui appartiene il gioco, la giovane donna capirà ben presto che il retaggio di sua Nonna le appartiene e il futuro della Montagna e dei suoi abitanti dipendono da lei.

Fortunatamente non saremo soli in questa avventura e alcuni personaggi entreranno gradualmente in scena per aiutarci, degno di nota è in particolare Malik, vecchio amico della Nonna Kate e scienziato con ampia conoscenza del nemico (è verde e basso, ma suvvia non abbiate pregiudizi su di lui).

L’avventura si svolge in 6 capitoli, per una durata variabile. Io ho impiegato circa 3 ore per una run, ma un obiettivo del gioco suggerisce la possibilità di completare il titolo in un’ora.

Durante questi capitoli visiteremo più scenari, ricevendo spesso missioni da PNG per ottenere poi indizi o aiuti. Nei vari scenari sono presenti enigmi, mini-giochi e momenti di ricerca oggetti utili.

Nonostante la possibilità di confrontarsi con un buon numero di minigiochi, il titolo risulta più corto della media del suo genere. Questa scarsa durata può essere imputata ai pochissimi oggetti da trovare nelle fasi di ricerca (a volte solo 2).

Purtroppo il Porting non brilla. Il titolo è giocabile con: Joy-Con destro, pad pro e touch screen (solo modalità portatile).

I comandi risultano spesso poco precisi e lenti, in particolare con il Joy-Con. La selezione degli oggetti avviene con lo scorrimento su schermo di una freccia (simil-mouse del PC) che manca spesso di precisione e velocità. Inoltre ho trovato difficoltà nei cambi di scena, trovandomi spesso costretto a premere più volte il comando apposito per spostarmi.

Spesso si sente la mancanza di tasti per scorrere velocemente i menù e nei mini-giochi si avverte la parziale inadeguatezza di questo sistema di controllo.

Totalmente opposto è il feedback del touchscreen, questo risulta quasi perfetto, pecca solo del difetto nel cambio scena riscontrato anche con il Joy-Con destro.

La Localizzazione in lingua italiana è presente e ben curata. Tutti i dialoghi sono sottotitolati in modo eccelso, mentre l’audio inglese ha una buona resa con tonalità di voce varie e adatte ai singoli personaggi.

Le musiche sono poco varie e non riescono mai a lasciare il segno, risultando nel complesso piatte.

La Grafica è probabilmente la nota più negativa di tutto il gioco. Diciamolo chiaramente, da un titolo del genere Punta e Clicca non si pretendono miracoli, ma a fronte di paesaggi ben curati e di livello sufficiente, troviamo modelli di personaggi obsoleti.

Il gioco ha i suoi anni e il porting non l’ha svecchiato. Ad appesantire il tutto contribuiscono anche le grafiche apposite nel caso di obiettivi sbloccati; in questo caso usciranno a video finestre tagliate e non visibili nella loro interezza con indicato il traguardo da noi raggiunto.

Durante la mia prova ho giocato circa 4 ore, provando il titolo sia in modalità mobile che fissa di Nintendo Switch. Purtroppo quelli che erano i presupposti di un gioco con trama interessante, non si sono confermati tali.

Mi sono trovato in una avventura abbastanza piatta e con pochi stimoli, forse vittima dell’anzianità stessa del gioco originale. Il Porting purtroppo non ha dato freschezza al gioco, ma la cosa che mi ha forse dato più problemi è il continuo blocco dei pulsanti presente quando si vuole cambiare area di gioco; è vero dopo un pò si sblocca e va, ma sul momento è fastidioso.

Tutto sommato, visto anche il prezzo di lancio di 9,99€, il titolo di Ocean Media e Cateia può comunque avere un proprio pubblico tra i divoratori di Punta e Clicca.

Finiti altri titoli interessanti dello stesso sviluppatore e in attesa di qualcosa di nuovo, l’avventura di Mina può avere la sua chance. La presenza di aiuti e livello di difficoltà variabile rendono il gioco completabile da qualsiasi tipo di giocatore.

Naturalmente se avete già arretrati di questo genere o adocchiato qualcosa in promozione, vi consiglio di aspettare qualche sconto per comprare Tales from the Dragon Mountain: The Strix.

Pro

  • Localizzazione perfetta (solo sottotitoli)
  • Comandi Touch-Screen precisi e rapidi

Contro

  • Grafica obsoleta
  • Musiche “piatte”
  • Poco longevo
  • Trama poco interessante
RASSEGNA PANORAMICA
Grafica
5.0
Gameplay
5.0
Sonoro
5.0
Trama
6.0
Porting
4.0
Longevità
4.0
Localizzazione
9.0
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Staccato il ciuccio dalla bocca ho preso un pad in mano per non mollarlo più, non son un Pro Gamer, cerco l'essenza del gioco.