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Il genere horror è tra quelli che preferisco sia per le produzioni cinematografiche, sia per quelle videoludiche. Soprattutto queste ultime, danno la possibilità di essere attivi e partecipare di prima persona agli eventi che si sviluppano.

Come vivere le atmosfere, esplorare location che solo a guardarle fa paura, fuggire dal pazzo assassino di turno o dalle creature infernali, nascondersi, lottare e infine uscirne indenni, risultando il salvatore, l’eroe della situazione.  Questo ovviamente nel mondo “virtuale”, in quello reale, beh sarei il primo a “farsela addosso”, altro che eroe.

Ora basta parlare de miei gusti in fatto di produzioni e vediamo questo videogioco.

Il videogioco che ho giocato per questa recensione è The Coma 2: Vicious Sisters è un titolo sviluppato dal piccolo studio indie coreano Devespresso Games e pubblicato da Headup Games.

Sarà disponibile il 19 Giugno per le console Nintendo switch su eShop Nintendo e Playstation 4. Per PC è già disponibile su Steam da gennaio di quest’anno. Per Xbox One invece, il rilascio è previsto più in la nel corso dell’anno.

Il gioco è un survival horror in 2D a scorrimento orizzontale, che nella sua semplicità è in grado di intrattenere grazie a diversi punti di forza.

La storia prosegue gli eventi lasciati in sospeso con il primo capitolo “The Coma: recut”, in cui il giovane Yougho riesce a sfuggire ai suoi incubi per poi finire in stato di coma su di un letto d’ospedale.

Mina Park, una studentessa del liceo “Sehwa” e amica di Yougho si risveglia da un incubo ricorrente e si ritrova a scuola, dove ormai è sera. Da lì a poco, osserverà un fenomeno astronomico straordinario e cioè si potrà vedere la luna che si tingerà d color rosso sangue.

Al passaggio di questo fenomeno, la scuola, luogo familiare e sicuro, si trasforma in un posto da incubo, da cui scappare via. I corridoi popolati prima da compagni di scuola, diventano dimora di corpi deformi e mutilati, che non renderanno facile la sua fuga.  Anche il distretto in cui si trova è cambiato in un posto da incubo.

Mina Park, si ritrova catapultata in un mondo parallelo, in una dimensione distorta, dove tutto e tutti sono diventati cattivi e assetati di sangue. Anche le persone, che prima erano amiche e su cui poteva contare, ora non lo sono più. La protagonista, dovrà trovare un modo per uscire dalla scuola, da questo incubo, ma soprattutto, trovare il modo di tornare al mondo che le appartiene.

Gameplay

Chi conosce il primo capitolo, saprà come muoversi in The Coma 2: Vicious Sisters, perché riporta in sostanza le stesse meccaniche. Per chi invece non lo conosce, può stare tranquillo e non serve conoscere per forza il prequel. Il gameplay è semplice e immediato.

Essendo il gioco 2D a scorrimento orizzontale, come accennato, per muovere il personaggio a destra e sinistra, si usa lo stick analogico sinistro. La croce direzionale in su serve per accedere a mappa, in giù per aprire lo zaino (l’inventario), a destra per accedere diario e a sinistra per usare il cellulare. Il tasto frontale R per vedere gli obiettivi e la lista di cose da fare. Il tasto frontale Zr è dedicato alla corsa.

Il pulsante  A per interagire con gli oggetti presenti nelle location come raccogliere, leggere e costruire ed entrare / uscire dalle porte salire scendere le scale e nascondersi. Il tasto Y accendere / spegnere gli items.

E’ presente in alto a sinistra dello schermo la barra della salute che scende se si subiscono attacchi dalle creature del “Coma”, ma ripristinabili, mangiando snack barrette, etc, che si possono comprare direttamente nei distributori automatici, (proprio quelli che sono installati a scuola appunto e negli uffici), con monete che si trovano in giro nascoste dentro oggetti esaminabili.

Non solo, se si viene feriti, la barra della salute continua piano a scendere e solo con l’uso di bende si potrà arrestare l’emorragia, quindi non perdere “vita”.

C’è anche la barra della”stamina”, posizionata sotto quella della salute, che si esaurisce quando si corre, ma anche lei ripristinabile in due modi fondamentalmente, smettendo di correre o bevendo acqua da acquistare sempre dai distributori.

Inoltre, essendo il mondo di “Coma” buio e pieno di orrori, Mina avrà con sé uno zippo (accendino) magico inesauribile e che illuminerà i luoghi da esplorare. Però, questa illuminazione la renderà visibile alle creature del male che si aggirano per il liceo.

Gli oggetti contenuti nello zaino, e l’equipaggiamento, sono sempre visibili rispettivamente in basso a sinistra e in basso a destra dello schermo.

Il nostro alter ego digitale potrà difendersi solo scappando, nascondersi sotto i banchi o dentro gli armadietti per esempio, usare delle fialette o di alcuni oggetti che si possono costruire, è presente la componente crafting nel gioco, seppur minimale ma c’è.  Se però il nascondiglio fallisce perché magari l’assassino è vicino, la morte arriva inesorabile.

Per portarsi dietro gli oggetti descritti sopra è disponibili un numero limitato di slot, che all’inizio dell’ avventura sono solo quattro, successivamente qualcuno di più. Quest’aspetto, costringe il giocatore a scegliere sempre cosa è meglio avere con sé e cosa no.

Come per ogni avventura horror che si rispetti, per avanzare è necessario risolvere quest, non complicatissimi basta stare attenti ai dialoghi che danno indicazioni su come e dove trovare oggetti utili, come ad esempio tessere o badge magnetici, per aprire determinate porte, che diversamente sono inaccessibili.

Come si può intuire da quanto scritto sopra, le meccaniche di gioco sono funzionali sì, ma non mi hanno entusiasmato molto e secondo me non sono i veri punti di forza di questo titolo.

Sarà per la sua natura 2D e dal modo in cui è rappresentato. Si passa il tempo a scorazzare avanti e indietro per i corridoi, andando dal punto A al punto B passando per il punto C. Questo, per dare una sensazione di esplorazione, ma è solo un’illusione.

E’ un susseguirsi di entrare la prima volta in una stanza apparentemente vuota, per poi ritornarci perché si è scatenato un evento, etc.

A rendere più interessante queste “vasche”, è stato l’inserire da parte degli sviluppatori dei personaggi, abomini della natura di “Coma”, che non ci penseranno due volte a far del male a Mina a ogni suo passaggio.

Quello che per me invece, rappresenta dei punti di forza in Coma 2, sono la narrazione e sicuramente l’ottima rappresentazione visiva, di cui non ho ancora parlato, ma che farò tra poco. I ragazzi di Devespresso Games sono riusciti a trasmettere, grazie alla storia alle immagini e ai suoni, quella sensazione di ansia, di paura di essere scoperti dalla “Vicius sister” e compagnia bella, che tiene il giocatore in tensione per tutto il tempo.

I coreani, per il genere horror, tendono a concentrarsi sulla sofferenza e l’angoscia di personaggi per far capire lo stato d’animo di quel momento, piuttosto che concentrarsi sul “sangue e sbudellamenti vari”, scene esplicite, che comunque e sempre generano disgusto e orrore a chiunque.

E’ forse facile quindi con scene del genere far “ paura” ma risulta più difficile quando si va oltre all’aspetto puramente “splatter” e si va a cercare la vera paura che ogni individuo ha dentro di se.

In “The Coma 2”, sono presenti tutti gli elementi che possono disturbare la quiete della persona.  Dalla location principale, la scuola. Se per noi occidentali la scuola è comunque, è sempre “ un posto di cui aver paura”.

Per i coreani rappresenta invece, una priorità per le famiglie, come il successo in materia d’istruzione, che è necessaria per migliorare la propria posizione socio-economica nella società che vive in Korea del sud.

Trasformando la scuola, questo posto sicuro e amico, in un luogo da cui scappare e come per noi occidentali, rappresentare una casa e trasformarla in un luogo da incubo dal quale è meglio fuggire.

Anche l’interazione con i personaggi è molto valida in questo titolo. Quest’aspetto, incute una certa ansia, perché non si sa mai fino a che punto fidarsi, soprattutto da facce amiche.

Ho trovato sotto tono i dialoghi, spesso superficiali e banali Utili solo per trovare le parole chiavi, che danno indicazioni per risolvere le quest. Non danno profondità al racconto, non aiutano a capire molto la situazione.

Un peccato, perché la storia di questo gioco potrebbe essere sviluppata molto di più. Un piccolo valore aggiunto è la presenza di collezionabili, come appunti, note e letture, che compensano appunto le carenze dei dialoghi.

Il comparto tecnico è  senza infamia e senza lode. Il gioco gira bene su Nintendo Switch, sia in modalità TV che in modalità handheld. Nessun calo di frame, in fondo non richiede in generale chissà quali risorse hardware.

Longevità

Se considero la longevità come durata dell’avventura, in generale posso dire che sei / sette ore per finire il gioco non sono poi molte.

Ma se considero che le scene a fumetti cambiano in base al comportamento del giocatore e considero anche che il nuovo elemento chiave del gameplay, questo potrebbe rendere necessario giocare il gioco più volte per vedere tutti i contenuti e sbloccare tutti i finali disponibili, allora l’opinione sulla longevità e durata, cambia radicalmente.

Grafica

Devo dire che questa volta non ci sono elementi diversi da analizzare graficamente parlando. Questo perché The Coma 2 in realtà è un manga ricco d’illustrazioni e disegni fatti a mano con il minimo di animazioni. Se queste ultime lasciano il tempo che trovano, gli ottimi disegni, compensano tutto.

Lo stile proposto dal gioco è interamente 2D e tutta la grafica è disegnata a mano come detto poc’anzi. Sono tutti disegni Manhwa (manga coreani) realizzate dallo stile unico di Minho Kim, che aggiungono ancora più profondità alla storia. Su Nintendo Switch la visualizzazione risulta essere pulita e ben definita. Buona anche la gestione delle luci.

Sonoro

Anche il sonoro gioca un ruolo fondamentale. Nulla di stratosferico risultando ripetitivo a volte, ma riesce unito alle immagini a trasmettere l’angoscia e la paura. Come il rumore di tacchi che echeggia lungo i corridoi del liceo, non danno tregua al giocatore, sapendo naturalmente a chi appartengono.  Addirittura le scene silenziose o con un rumore ridotto ai minimi termini da un senso d’inquietudine.

Localizzazione

The Coma 2: Vicious Sisters ha il suo punto di forza nel racconto e nei disegni. I dialoghi sono deboli, come detto qualche riga più in alto, ma servono per trovare indizi e risolvere quest, per andare avanti nell’avventura. Sono presenti diverse lingue, manca la localizzazione italiana. Questo potrebbe influire sulla scelta di giocare oppure no, al gioco sviluppato da Devespresso Games.

Conclusioni

The Coma 2: Vicious Sisters, si impone bene tra i generi horror. Riesce a trasmettere quel senso di angoscia e di tensione, che non tutti i titoli di questo filone riescono a dare.  La forza dei disegni insieme al sonoro, fanno si,  che il senso di inquietudine è sempre presente.

Predominante è la cultura Koreana, che io per primo non riesco a cogliere fino in fondo e quindi permettermi di avere più paura. E’ un titolo prettamente indicato agli amanti del genere,  per essere apprezzato  fino in fondo.

Al netto dei gusti personali è apprezzabile il lavoro del team Devespresso Games formato solo  da quattro persone. Hanno fatto centro. Con solo  i disegni  ed i suoni riescono a tenere sotto tensione e angosciare il giocatore, senza ricorrere a scene o animazioni che per certi versi è forse più facile spaventare.  Addirittura, non mancano neppure  i  classici moment di jump scare.  Veramente bravi.

Pro

  • Storia
  • Disegni realizzati a mano
  • Riesce a generare tensione e paura
  • Sonoro aiuta a auntare la paura
  • Longevità

Contro

  • Localizzazione italiana assente
  • Gameplay non proprio adrenalinico
  • Animazioni al limite del legnoso
  • Dialoghi deboli
Devespresso Games ha fatto centro
RASSEGNA PANORAMICA
Storia
9
GamePlay
7.5
Grafica
9
Sonoro
8
Comparto tecnico
7
Longevità
8
Paura
8
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