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Le avventure ambientate in un mondo fantasy sono sempre le più gettonate, soprattutto quelle complesse e ben strutturate in cui la lore e il mondo di gioco riescono ad appassionarti così tanto da conquistarti del tutto.

Ma non sono tutte così complesse e altamente strutturate. Alcune propongono un’avventura di media durata ma che ugualmente saprà conquistarvi, come nel caso di The Forbidden Arts. Ecco la mia personale esperienza.

Stingbot Games, lo studio originario della California che si è occupato della realizzazione e dello sviluppo del titolo, è riuscito a produrre un gioco sapendo alternare una storia altamente interessante con una grafica che appassiona i puristi della vecchia scuola anche senza cubetti a 8-bit.

Non appena inizieremo la nostra partita a The Forbidden Arts scopriremo subito la storia e la missione in cui stiamo per tuffarci: Phoenix, il nostro giovane protagonista, verrà scelto per compiere un viaggio lungo e insidioso, tramite il quale dovrà risvegliare un antico potere sopito dentro di lui, attraverso le cinque terre che compongo il regno di gioco chiamato Chora, governato da potenti maghi e abili druidi.

Prima di avventurarci per queste nuove terre, uno dei druidi più anziani insegna al giovane ragazzo dai biondi capelli l’arte magica della piromanzia, così da aumentare le sue chance di successo nel portare a compimento la sua missione.

In ognuno degli altri quattro regni faremo la conoscenza del suo guardiano il cui compito era quello di mantenere l’equilibrio nel suo territorio, cosa ormai impossibilitata per colpa del malvagio druido Voltaire che ostacola tutti e quattro i guardiani portando i loro regni nel caos più totale.

Il Consiglio Magico già una volta riuscì a scacciare questa pericolosa minaccia ma, purtroppo, il male e la sua magia nera sono ritornati intenzionati a vendicarsi senza nessuna remore. Per permettere al nostro impavido eroe di riuscire nella sua missione ci alterneremo in due sezioni: il mondo esterno, visitabile in lungo e in largo, generato con la formula open world e in cui potremo muoverci da un luogo all’altro e in cui potremo collezionare alcuni cubi dorati, i collezionabili di questo gioco, per poi intraprendere uno dei livelli dungeon del luogo iniziando uno dei livelli che dovremo affrontare.

Nei livelli la grafica cambierà del tutto: il 3D lascia spazio a un ambiente 2D a scorrimento orizzontale in cui dovremo affrontare numerosi pericoli, nemici furbi ed enigmi ambientali da risolvere che ci bloccheranno il cammino.

Inoltre, avremo a che fare anche con alcuni personaggi non giocanti (i classici PNG) che potranno chiedere il nostro aiuto in alcune missioni non troppo difficili da portare a termine che potranno spaziare dal recuperare un oggetto particolare all’eliminare un mostro o un ostacolo insormontabile per il nostro amico non giocante, e che ci permetteranno di guadagnare qualche oggetto particolarmente utile alla nostra avventura, senza dimenticarci dei cubi dorati che qui saranno dieci.

Potremo contare soprattutto su tre abilità principali di Phoenix, ovvero il doppio salto, che ci darà anche il tempo di tenerci appoggiati al muro per qualche secondo prima di scivolare, aggrapparci ai margini dei ponti o delle piattaforme e scalare in prossimità di scale e piante rampicanti con le quali potremo raggiungere nuove aree.

Il sistema di combattimento lascia un po’ a desiderare per chi si aspettava qualcosa di più coinvolgente. Ci ritroveremo ad affrontare i nostri nemici premendo energicamente il tasto di attacco finché non cadrà esausto sotto i colpi della nostra lama o della nostra magia, anche se potremo agilmente scansare i nostri avversari grazie a un agile salto del nostro protagonista.

Dal punto di vista tecnico The Forbidden Arts si presenta con un comparto grafico degno di nota, pulito e ben strutturato… tranne per Phoenix, che in più occasioni risultava essere sproporzionato rispetto al resto degli elementi presenti su sfondo.

Sia l’openworld in 3D che le sessioni dei livelli e dei villaggi in 2D a scorrimento risultano gradevoli alla vista, colorati e per niente spoglie. La colonna sonora si sposa bene con il resto del titolo, riuscendo bene nel suo compito e accompagnando il giocatore in una fantastica avventura da cui non si scollerà facilmente. Inclusa la presenza dei dialoghi in italiano tramite l’uso della forma scritta.

The Forbidden Arts è un titolo che saprà stuzzicare anche i gusti più esigenti, ma non è adatto a tutti. Per chi è alla ricerca di un’avventura complessa, dovrà cambiare i propri piani e dirigere le sue finanze altrove.

Per chi invece vuole un titolo non troppo difficile ma che riesca a saziare la sua voglia di fantasy e magia allora consiglio caldamente di approfondire la propria decisione e acquistarlo senza remore, soprattutto per il rapporto qualità-prezzo, il prezzo è di € 13.18, che risulta molto accattivante.

Il nostro voto: 7.3

Pros

Pro
  • Storia valida
  • Alternanza di grafica ben strutturata
  • Cinque mondi diversi da visitare

Cons

Contro
  • Non adatto a tutti
  • Può essere ripetitivo
  • Qualche bug da correggere
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.3
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!