The Inner World: The Last Wind Monk – Recensione

Uno dei generi che più ha attirato gli utenti ai videogiochi nei primi anni della loro immissione sul mercato è senza dubbio il punta e clicca. Proprio come il titolo di cui vi parlerò oggi. Ecco la mia personale esperienza con The Inner World: The Last Wind Monk.

Studio Fizbin, lo studio originario della Germania che si è occupato dello sviluppo e della creazione di questo titolo, ha realizzato un gioco riprendendo l’ambientazione fantastica, ma non troppo, del primo titolo (QUI la nostra recensione) inserendo nuovi rompicapo e la continua ricerca di oggetti mescolando il tutto per creare un’avventura punta e clicca di una volta per la felicità di molti videogiocatori che hanno iniziato la loro carriera videoludica proprio negli anni d’oro di questo genere.

Non appena inizieremo questa nuova avventura ci ritroveremo catapultati in un mondo fantastico chiamato Inner World, nome che deriva dal fatto che tutti gli abitanti residenti in questo mondo abitano all’interno del pianeta Asposian e non sulla superficie. Purtroppo però anche se c’è la presenza di vegetazione, non c’è abbastanza ossigeno per tutti, ma questo problema viene risolto tramite l’uso di alcune fessure che favoriscono il cambio dell’aria chiamate Pozzi del Vento gestiti dai nasi a flauto, una particolare popolazione chiamata così per la forma del loro naso che è un vero e proprio flauto, chiamati anche Monaci del Vento.

La pace che regnava in quelle terre venne interrotta da un losco figuro di nome Conroy che fingendo di proteggere il regno da alcune creature chiamate Basylian che pietrificavano chiunque capitava nelle loro vicinanze, ma che in realtà comandava egli stesso, prese il potere di Asposian ingannando tutti i suoi abitanti finché non venne sconfitto da un giovane eroe di nome Robert pensando che la pace sarebbe ritornata sovrana nella sua amata terra… ma così non fu.

Tutti i nasi a flauto vennero incolpati per la comparsa dei Basylian, nessuno escluso, e incarcerati senza poter compiere così il loro antico compito condannando così a morte certa tutta la popolazione. Toccherà quindi a Robert, di nuovo, salvare tutti cercando e trovando l’ultimo Monaco del Vento.

The Inner World: The Last Wind Monk è un’avventura grafica appartenente al genere punta e clicca che saprà accontentare qualunque tipo di videogiocatore lo voglia provare, sia quelli puristi amanti del genere a cui piace spremere le meningi per risolvere un enigma senza nessun tipo di aiuto sia gli utenti più moderni che di pazienza non ne hanno molta e che avranno a disposizione un valido sistema di indizi che darà loro un aiuto non troppo vistoso ma che li indirizzerà sulla giusta strada.

Per quanto riguarda il grado sfida che propone posso dirvi che non è così ostico come sembra. Oltre ai piccoli aiuti di cui ho già parlato sopra, verranno marcati i personaggi e gli oggetti con i quali potremo interagire dandoci una mano nel non attuare un operazione di ricerca cliccando compulsivamente il tasto adibito alla funzione di iterazione. C’è da dire che, se volete aumentare la difficoltà come ai bei vecchi tempi, potrete disattivare questi due aiuti tramite le apposite opzioni che troverete nei menù… ma a vostro rischio e pericolo, ovviamente, perché non tutti i puzzle proposti saranno di facile risoluzione.

A differenza del suo predecessore però, questa volta avremo tre personaggi giocabili con i quali dovremo compiere determinate azioni che solo uno in particolare potrà fare. Per esempio solo con il piccione Peck potremo prendere oggetti in posizioni sopraelevate.

Dal punto di vista tecnico The Inner World: The Last Wind Monk presenta una grafica molto semplice e fumettistica, ma che si sposa bene con il genere scelto dai ragazzi di Studio Fizbin. Le tonalità che ricordano gli acquarelli danno risalto ai personaggi e gli scenari in maniera quasi perfetta.

Il comparto sonoro risulta davvero orecchiabile e compie degnamente il proprio dovere di sottofondo non risultando mai noioso o troppo fastidioso. Da segnalare la mancanza della lingua italiana ma il titolo resta perfettamente godibile per le frasi non troppo difficili da tradurre.

The Inner World: The Last Wind Monk è un punta e clicca che prende spunto dai migliori titoli del passato, riproponendo rompicapo difficili e modalità di intuizione senza aiuti, basta disattivarli o attivarli nel menù delle opzioni, bilanciando quel grado sfida che saprà soddisfare appieno i “vecchi” amanti del genere e stuzzicare la curiosità dei più “giovani” che non hanno mai preso confidenza con un titolo appartenente a questo genere. Consiglio l’acquisto soprattutto a coloro che amano destreggiarsi tra puzzle e rompicapi da risolvere, ma è un titolo valido anche per chi vuole provare per la prima volta questo genere di giochi.

Pro
Un punta e clicca come ai vecchi tempi
Tre personaggi che si faranno amare a modo loro
Grafica e comparto audio che si mescolano bene tra loro

Contro
Enigmi non alla portata di tutti senza aiuti
La storia non offre colpi di scena

compworld smartphone, pc, tablet, vendita, assistenza, riparazione

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
Articolo precedenteSonic Forces: Speed Battle arriva su Android
Prossimo articoloRazer: Il nuovo Controller Pro Wolverine T.E. disponibile per Xbox One e PC
Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!