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The Outer Worlds è arrivato su Nintendo Switch in data 05/06/2020, andando così ad affiancarsi alle versioni già uscite per Pc, Xbox One e PS4.

Il gioco sviluppato da Obsidian Entertainment e pubblicato da Private Division ha vinto numerosi premi, tra i quali: Best original Game ai Game Critics Awards 2019, Best RPG ai Titanium Awards 2019 e ha ottenuto numerose candidature per l’ottima trama.

A maggiore testimonianza del proprio successo le vendite hanno superato i 2 milioni di copie e le recensioni della stampa internazionale sono state ottime. Io stesso ho giocato la versione Xbox One X in precedenza e la ritengo degna di un 9.

Naturalmente i lettori di questa recensione hanno un dubbio: un gioco dalla grafica così spinta (su One X si arriva al 4K) e con un gameplay ricco di sessioni sparatutto può uscire su Nintendo Switch senza troppi compromessi tecnici?

La mia risposta è forse, ma vedremo più avanti perchè. Prima di approfondire questo tema ci tengo a spiegarvi cos’è The Outer Worlds e quali sono i suoi principali pregi e difetti.

Pronti per colonizzare un altro sistema solare?

Obsidian Entertainment, famosa a livello mondiale per giochi del calibro di Star Wars: Kotor II e Fallout: New Vegas, ha sviluppato The Outer Worlds pensandolo come un viaggio spaziale in un futuro distopico.

Il gioco è un Action RPG, caratterizzato da numerose scelte etiche in grado di cambiare completamente la nostra storia, andando così oltre al semplice dubbio sul giusto o sbagliato.

La nostra avventura inizia a bordo della nave spaziale Speranza.Ci troviamo ibernati, alla deriva nello spazio e uno scienziato pazzo accorre in nostro soccorso per liberarci dalla nostra prigione di ghiaccio.

Dopo un breve tutorial ci verrà spiegato che ci troviamo sul Sistema di Alcione, ai margini della galassia. La Speranza e la Pioniera, due navi gemelle, sono state mandate dalla Terra per colonizzare nuovi pianeti. Mentre il viaggio della Pioniera andò a buon fine, la Speranza finì per essere abbandonata dalla classe dirigente di Alcione e dimenticata da tutti, tranne che dal Dottor Phineas Welles (lo scienziato pazzo di cui vi ho parlato prima).

Il presente di Terra 2 e di tutto Alcione è a rischio, le risorse sono limitate e l’unica speranza siamo noi. La nostra missione sarà aiutare Phineas a liberare dal ghiaccio gli altri ospiti della Speranza (gli unici in grado di salvare il Sistema di Alcione), ma non sarà facile, bisognerà trovare un composto in grado di non ucciderli nella fase di scongelamento. Ovviamente l’unica dose in possesso del Dottore è stata usata per salvare noi.

Scelte etiche determinanti.

Nella vita non esistono solo bianco e solo nero, molte scelte sono frutto del nostro carattere e delle nostre ambizioni. The Outer Worlds dipinge bene queste sfaccettature dettate dalla morale e lo fa cercando di coinvolgere il Gamer in ogni decisione.

Gli insediamenti del sistema Alcione hanno un’economia basata su un capitalismo estremo. Le persone vivono e muoiono in completa balìa delle decisioni del Consiglio delle Megacorporazioni di Alcione. Quasi tutti gli abitanti sono proprietà aziendale, ma questo sistema in qualche modo sembra permettergli di sopravvivere alla dura vita di frontiera.

Il nostro alter-ego virtuale giocherà al di fuori di questi schemi, diventando una pericolosa variabile impazzita per il Sistema.

Le possibilità a nostra disposizione sono veramente tante e ci troveremo sommersi da dialoghi sottotitolati in un italiano ineccepibile. Potremo decidere la sorte di villaggi, pianeti e dell’intero Sistema di Alcione.

Uno stile futuristico in salsa anni ‘30.

Una cosa che mi ha appassionato e fatto amare il lavoro di Obsidian Entertainment è lo stile di questa epopea spaziale. Le musiche e i cartelloni pubblicitari, riferiti sempre alle Megacorporazioni, sanno di un passato ormai remoto, eppure siamo nel futuro e nello spazio. Tutto questo crea un effetto armonioso e gradevole nonostante il forte contrasto, portandoci in una dimensione irreale da libro di fantascienza.

Il sistema di sviluppo, armi e compagni.

Un’avventura spaziale come si deve non va vissuta da soli! Durante il nostro viaggio incontreremo vari potenziali alleati e alcuni potranno unirsi a noi come personaggi non giocabili. Molto divertente sarà interagire con la nostra squadra e creare Team variegati, infatti con noi in missione potremo avere solo due alleati alla volta e questi interagiranno tra loro in modo profondo.

Sia noi che i compagni potremo crescere di livello durante l’avventura attraverso l’aumento di esperienza e l’assegnazione di punti abilità. Grazie a questi upgrade potremo trasportare più peso, essere letali in combattimento e, perchè no, diventare abili hacker e ottimi bugiardi.

Le armi sono altamente letali e spettacolari; avremo armi da fuoco in grado di trivellare i nemici a qualsiasi distanza o armi da mischia, ideali per evitare gli assembramenti (Conte, te la dedico). In aggiunta all’arsenale standard esistono rarissime armi scientifiche, divertenti da scovare e con effetti speciali tutti da scoprire.

Tutto l’equipaggiamento può essere trovato in gioco. Attraverso l’uso di banchi da lavoro si può adattare il livello dell’arma a quello del giocatore e dotarla di effetti d’attacco speciali (ad esempio carica elettrica).

Non è tutto oro quel che orbita nello Spazio…

Elencate le principali caratteristiche in grado di fare di The Outer Worlds un titolo da giocare assolutamente ci tengo a spiegarvi i principali difetti del gioco.

Partiamo da un presupposto: esistono criticità  proprie di tutte le versioni del gioco e alcune sono figlie della conversione per Switch.

Dei difetti già propri e conosciuti del titolo il più importante è senza dubbio la scarsa longevità. Quando si gioca ad un Action RPG ci si aspetta una Campagna mastodontica, dalla trama principale lunga e ben articolata. The Outer Wolrds in questo frangente risulta breve, quasi come un FPS, ma prova a compensare con la rigiocabilità e le numerose storie secondarie.

Inoltre sarà possibile notare alcuni bug, non gravissimi, ma nemmeno trascurabili. Tra questi, ad esempio, mi è capitato di attaccare un nemico chiuso dietro a sbarre invalicabili e trovare i miei alleati oltre le sbarre con lui, oppure, in via del tutto straordinaria qualche cadavere nemico potrebbe sparire, negandoci così la possibilità di depredarlo.

Parlando invece di difetti specifici della versione per Nintendo Switch quello che risalta più di tutti è la grafica. Chiaramente io sono il primo a non ritenere questa componente fondamentale per la riuscita di un gioco, ma in alcuni casi un livello grafico non adeguato può creare problemi.

Il porting del titolo Private Division-Obsidian Entertainment soffre non tanto di ovvi tagli a piante, erba e altri elementi scenici, quanto di cali di frame rate fastidiosi nelle fasi sparatutto.

Capita spesso di trovarsi in difficoltà nel mirare i nemici visto che il gioco non si mantiene stabile e a volte può sopraggiungere anche un pò di nausea. Il mio consiglio per aggirare questa situazione è quello di usare l’abilità per rallentare il tempo propria del personaggio, lo so è un palliativo, ma spesso mi ha levato dai guai. Le limitazioni di quest’ultima incarnazione di The Outer Worlds sono per lo più queste.

La grafica a 1080P in dock station e 720P in modalità portatile sembra funzionare decisamente meglio nella seconda modalità.

Ho toccato con mano questa situazione provando il gioco in entrambe le modalità per circa 10 ore (l’avevo già finito su One, secondarie comprese in 35 ore). Ho giocato su Tv a 49’’ a circa 2 metri di distanza e con pad pro, naturalmente ho goduto degli indubbi benefici di questo pad per un FPS, ma ho sofferto veramente molto i cali di frame.

Poi ho giocato in versione portatile e la stabilità dell’immagine sembrava decisamente migliore, anche se non perfetta, però si è sentita un pò di difficoltà nell’orientare la mira in modo rapido per colpa  della grandezza di Switch e della distanza dei tasti.

Un Porting riuscito per metà, forse anche poco più… The Outer Worlds è arrivato su Nintendo Switch con qualche compromesso, ma c’era da aspettarselo.

Il nostro viaggio ha inizio in una nave spaziale alla deriva nello spazio. Liberati da una condizione di ibernazione, ci troveremo ad essere la variabile impazzita nel Sistema di Alcione. In questo sistema colonizzato dall’umanità è presente un forte economia capitalistica e noi saremo La variabile impazzita con l’obiettivo di… fare un pò quello che ci pare. In fondo essere lontano dalla Terra, nello spazio, e rompere le scatole a qualcuno è il sogno di tutti. Saremo liberi di salvare o condannare i coloni, ma anche di diventare complici o decretare la fine di questo Sistema imperfetto.

I pregi principali del titolo tra i quali: l’ottima trama, il reparto sonoro, il doppiaggio perfetto e le scelte morali in grado di diramare la trama non si sono assolutamente perse nel porting.

Diverso il discorso per quanto riguarda la grafica; i tagli per portare The Outer Worlds su Switch sono evidenti, ma non sono nemmeno la cosa più grave. Il vero punto critico del gioco è causato dai cali del frame rate in grado di far odiare le fasi sparatutto della nostra avventura. Da sottolineare inoltre come la longevità non sia al top per il genere.

Personalmente ritengo questo gioco un’esperienza da provare su altri sistemi e non su questa console, ma se possedete solo Switch non vi pentirete dell’acquisto. Nonostante i difetti, i pregi sono talmente tanti da non potervi far scappare The Outer Worlds.

The Outer Worlds

Pro

  • Trama coinvolgente
  • Scelte morali multiple, non limitate al giusto e sbagliato
  • Stile anni ‘30 catapultato nel futuro
  • Dialoghi appassionanti e coinvolgenti

Contro

  • Grafica impoverita rispetto alle versioni PC, Ps4 e Xbox One
  • Cali di frame rate pesanti, in particolare nelle sessioni sparatutto
  • Breve per essere un GDR d’azione
Se possedete solo Switch non vi pentirete dell’acquisto