Una macchina può essere intelligente? Può una macchina pensare? Il test di Turing comporta una situazione definibile paradossale, e badate bene che non sto parlando del gioco. 

Nel libro Computing Machinery and Intelligence, Alan Turing vi si chiedeva le domande di cui sopra. Il “gioco dell’imitazione” è servito all’informatico per definire un aspetto importante dei valori di una macchina. Mettiamo caso che ci siano tre persone, di cui A è un uomo, B una donna e C un esaminatore esterno che ha contatti con gli altri due soltanto da una telescrivente. Non sentendo una voce o altro, come fa l’esaminatore a capire quale dei due è l’uomo e quale la donna? Dovrebbe verificarlo attraverso il pensiero.

L’uomo mentirebbe sul proprio sesso per confondere l’esaminatore, mentre la donna lo aiuterebbe. In tal caso, specificare che “sono sincera, non sto mentendo”, non farebbe altro che confondere ancor di più il povero membro esterno. A tal punto, Turing si chiedeva se l’utilizzo di una macchina al posto dell’uomo avrebbe cambiato qualcosa. Se qualora l’esaminatore sarebbe stato ugualmente in difficoltà, dove una macchina è in grado di ingannare un uomo circa la sua identità, il proprio essere una macchina o un uomo, evidentemente è un buon emulante dell’essere umano, quindi a sua volta è egualmente intelligente.” (testo di Mirko Rusciano).

Quattro anni fa usciva “The Turing Test” (Bulkhead Interactive) su Steam, Xbox e Playstation. Si è scritto già tanto per le precedenti versioni e qui su Games Paladins a suo tempo Mirko Rusciano disse la sua per la versione Xbox (https://paladins.it/the-turing-test-recensione/) Bene, cos’ha di diverso la versione Nintendo Switch da quelle già edite sulle altre piattaforme? Ve lo scrivo tra poco.

The Turing Test è un puzzle game che prende spunto da quel capolavoro sempre attuale che porta il nome di Portal (uscito nel 2007 il seguito venne rilasciato nel 2011) se non conoscete questo gioiello di esperienza, dire che è un gioco è un insulto, allora andate a recuperarlo subito! Giocatelo, spolpatelo, finitelo e poi prendete in mano The Turing Test.

Perché dico ciò? Perché questo titolo, nonostante voglia discostarsi dall’avventura edita da Valve, purtroppo ci riesce a metà. Stanze con design simile. L’IA (dal nome T.O.M.) che con la sua voce fuori campo dialoga con la protagonista del gioco (Ava Turing), ricorda le meccaniche e l’utilizzo che ne fece Valve con GlaDos (l’IA che per tutta la durata di Portal, dialoga con la protagonista).

La protagonista, Ava Turing, è un ingegnere dell’International Space Agency (ISA) vi farà vivere una storia che punta sull’introspezione e sulla moralità, mentre scoprite i misteri nascosti nella stazione spaziale Europa.

La storia che piano piano prende forma stanza dopo stanza, l’uso del fucile (altro punto in comune con Portal) tutti questi elementi, frame dopo frame, mi hanno inevitabilmente portato alla mente il capostipite del genere puzzle game in prima persona che ho citato qualche riga più sopra.

Detto questo, The Turing test, grazie ad un gameplay leggermente diverso, ad una storia convincente a delle musiche sci-fi azzeccate che immergono il giocatore nella storia, riesce a dire la sua ed a ritagliarsi, seppur piccolo, uno spazio nella libreria degli amanti del genere “puzzle game”.

70 stanze da affrontare più 5 bonus (queste ultime faranno ulteriore chiarezza su ciò che è accaduto all’interno di Europa) compongono l’avventura che, ahimè, è molto semplice d’affrontare.

Spesso ci si trova davanti a stanze che sembrano dei riempitivi. Questo purtroppo non è molto positivo perché sembrano davvero messe lì per allungare il gioco.

Il livello di difficoltà è mal bilanciato. Si passa da puzzle banali ad alcuni un attimo più complicati. Il livello di sfida è pressoché basso al punto che sembra di affrontare un tutorial infinito.

Fortuna che T.O.M., la protagonista e gli altri personaggi godono di un ottima interpretazione da parte degli attori che interpretano a meraviglia il copione e con le loro voci donano pathos ad una storia già di per se interessante. Tutto questo, così come altri piccoli elementi, accendono la curiosità nel giocatore e lo spingono a continuare stanza dopo stanza per portare a termine la vicenda e risolvere il mistero che si cela dietro ad essa.

The Turing Test si completa, se non vi soffermate troppo a vedere i dettagli delle stanze, in 8 ore scarse. La rigiocabilità, anche grazie ad una chiave di lettura diversa, è sicuramente obbligatoria, quindi possiamo considerare almeno quindici le ore medie di gioco.

Ma questo Turing Test versione Nintendo Switch che cos’ha in più?”

Escluso l’esordio su una console portatile (e quindi il poterselo giocare ovunque voi vogliate ) l’introduzione dei sottotitoli in italiano (fuori sincrono tra l’altro), il peso in gb che da 8,92 (versione Xbox) scende a 2,8, la versione per Switch non ha nulla in più di quella già edita per le altre piattaforme.

Niente uso del touch, niente stanze in più, materiale bonus o altro. Niente correzione piccole imprecisioni già presenti. ah, tra l’altro non è tradotto del tutto, in una stanza troverete delle carte che sono rimaste in lingua originale (inglese)… Quindi, troverete lo stesso identico gioco che uscito 4 anni orsono.

In conclusione è un titolo da prendere? Ni!

Punto forte l’esordio su una console portatile e quindi test di Turing ovunque voi siate. Per fortuna il gioco non porta a noia, l’impatto narrativo è sublime e ben raccontato, ma certi puzzle sono molto semplici.

Il fatto di essere giocabile in mobilità e l’aggiunta dei sottotitoli in italiano ci fanno mantenere il voto dato nella precedente recensione che altrimenti sarebbe sceso un po’ per l’occasione mancata da parte degli sviluppatori di sistemare alcuni difetti del gioco che sono rimasti tali e quali in questo porting. Sarebbe anche stata gradita l’integrazione di qualcosa di touch per rinforzare il coinvolgimento del giocatore.

Chi ama questo genere di giochi dovrebbe prendere in considerazione l’acquisto del titolo che invece non è molto consigliato a chi non conosce o apprezza il genere.

Pro

  • Grazie a Switch potrete giocarlo ovunque
  • Musiche
  • Recitazione
  • Atmosfera
  • Testi a video in italiano
  • Storia

Contro

  • Difficoltà bassa
  • Piccoli bug in-game
  • Sottotitoli fuori sincrono