ToeJam-e-Earl-Back-in-the-Groove-recensione-review-nintendo-switch-games-paladins-nindies-indie

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un ritorno di numerose IP provenienti dal passato, più precisamente dagli anni’90, quelli che in campo videoludico erano segnati dalle battaglie fra lo SNES di Nintendo e il MEGA Drive (o Genesis) di SEGA.

Sonic, Wonder Boy, Street of Rage sono solo alcuni dei titoli sbarcati, o in arrivo, sulle nostre console, ultimo arrivo in linea cronologica è sicuramente ToeJam & Earl: Back in the Groove! che il prossimo primo marzo sbarcherà su Nintendo Switch (ma anche su console Xbox One e Windows PC) riportando sui nostri schermi le disavventure dei due Alieni Rapper che nel 1993 erano atterrati sulla console di SEGA.

Al timone di questo “remake” di ToeJam & Earl troviamo il team di Humanature Studios, che dopo una campagna Kickstarter non proprio fortunata è pronto a farci assaporare il groove funk/hip-hop dei primi anni novanta.

La trama di ToeJam & Earl: Back in the Groove! è abbastanza semplice e vede il simpatico duo di alieni, lo smilzo ToeJam ed il paffutello Earl a bordo di un’astronave (rubata) difronte al nostro pianeta, pronti ad impressionare e sedurre le loro affascinanti amiche, Latisha e Lewanda.

Proprio questo loro tentativo di conquista, Earl preme il pulsante sbagliato, che al posto di diffondere una musica dai forti bassi sul nostro pianeta, genera un vero e proprio caos, che trascinerà i nostri simpatici e strampalati eroi, tramite un buco nero, all’interno di una moltitudine di mondi (tutti generati in maniera procedurale) dove dovranno ritrovare le parti della propria astronave stando attenti a gli strani abitanti che li popolano.

Durante la fase di esplorazione dovremo, non solo raccogliere le parti del nostro prezioso mezzo volante, ma saremo impegnati anche a raccogliere dei regali, che ci forniscono svariati bonus, oppure del cibo, stando attenti a non inciampare in prodotti scaduti che al posto di fornirci, ci toglieranno energia tutto questo cercando di   evitare la moltitudine di creature che popolano l’area.  

Ad ostacolarci infatti troveremo svariati e bizzarri nemici, come dei fan accaniti pronti a tutto, dei poliziotti a bordo di Segway, dei cavernicoli con tanto di mazza di legno, uno yeti, dei fantasmi, operai con il martello pneumatico e tanti altri. Affianco ai nemici che vi ho indicato ci saranno poi personaggi che non ci toglieranno nessuna energia, ma che ci possono comunque ostacolare o esporre a dei pericoli, come ad esempio la danzatrice di hula, che ci costringerà a ballare esponendoci alla mercè dei nostri nemici.

Naturalmente nel livello non saremo soli, oltre alla possibilità di giocare in due, scegliendo fra due versioni differenti dei nostri protagonisti e con la possibilità di impersonare Latisha e Lewanda, troveremo anche numerosi “amici” pronti ad aiutarci.

Ci sarà un mago pronto a ripristinare la nostra salute in caso ne abbiamo bisogno, uno scienziato pazzo ci aiuterà invece a riparare i regali danneggiati che raccoglieremo nello stage, mentre una simpatica carota umana, ci farà salire di livello con delle “Promozioni”, ma solo una volta che avremo accumulato la corretta quantità di HP (che viene mostrata in un’apposita barra vicino a quella della salute).

Ma come sono strutturati i vari livelli? Bhe! Ogni livello può essere considerato come un piano di una grande torre, dove il giocatore, dopo aver raccolto quanto serve, supera trovando un nuovo ascensore che lo porterà al livello successivo.

Siamo difronte ad una mappa priva di barriere, che viene generata in maniera procedurale con diverse ambientazioni, da un semplice prato ad un deserto ad un campo innevato e così via.

La mappa non sarà completamente visibile nel radar posizionato in basso a destra (che possiamo nascondere in qualsiasi momento),  inizialmente vedremo solo la porzione dove arriva il nostro ascensore e per capire dove trovare la parte dell’astronave che ci interessa ed il secondo ascensore che ci porterà a livello superiore, dovremo per forza di cose esplorare in lungo ed in largo tutto lo stage, a meno che non troviamo un piccolo telefono rosso, un bonus che ci svela delle porzioni a caso della mappa.

Il livello sarà poi arricchito di ostacoli naturali, abbinati all’ambientazione, quindi oltre ai vari nemici citati in precedenza, dovremo stare particolarmente attenti a tornado che attraversano la mappa oppure a pozze d’acqua con all’interno degli squali, ma anche ostacoli “meno” invasivi ma altrettanto pericolosi, come la sabbia o la neve che ci rallenteranno esponendoci cosi ai possibili attacchi dei nemici.

Insomma parliamo di tanta varietà di situazioni che, soprattutto ad un livello di difficoltà elevato, potrebbero causare la nostra sconfitta o la nostra discesa al livello inferiore, ma che molte volte possiamo superare senza grosse difficoltà.

Il titolo di HumanNature Studios è abbastanza semplice da padroneggiare, non è richiesta molta pratica per capire tasti da utilizzare e le varie mosse a nostra disposizione, ma vi consiglio comunque di iniziare la vostra avventura affrontando gli stage tutorial, che presentano un livello di difficoltà basso e ci mostrano nel dettaglio tutte le vari sfumature del gameplay e le particolarità dei livelli.

Il nostro personaggio non ha a disposizione armi o altro, se non qualche extra ottenuto dai regali, quindi ogni qualvolta che ci troviamo nelle vicinanze di un nemico o inseguito da quest’ultimo, l’unica nostra opportunità è quella di fuggire e sfruttare lo stage a nostro vantaggio, nascondendoci in mezzo ai girasoli o tuffandoci in acqua (anche se qui non abbiamo molto tempo prima di affogare) in modo da seminare i vari nemici, naturalmente tutto questo evitando gli ostacoli naturali e gli altri nemici di cui vi ho parlato poche righe fa e soprattutto cercando di non cadere al di fuori dei bordi dello stage.

Graficamente ci troviamo difronte ad un restauro in stile cartoon anni ‘90 del titolo originale con i livelli e gli stage completamente ridisegnati con uno stile che ricalca i cartoni animati di cartoon network, come Mucca e Pollo ad esempio, ma mixati allo stile urban degli anni novanta fatto di tratti “fat” e ricchi di colori.

Certo non siamo difronte allo splendido stile utilizzato Monster Boy and the cursed Kingdom, ma diciamo che malgrado la povertà di elementi presenti nello stage (cosa voluta per mantenere lo stile del titolo originale) il gioco si è dimostrato abbastanza piacevole e fluido, unico neo secondo me sta nei movimenti troppo lenti dei personaggi principali, ma comunque nulla di davvero proibitivo o che vada ad intaccare l’esperienza di gioco.

Il comparto sonoro risulta piacevole e come si può capire dal look dei personaggi si basa sul sound hip-hop anni ’90, che naturalmente ben si amalgama con l’atmosfera generale del gioco.

I dialoghi sono invece tutti in lingua inglese ma sottotitolati in italiano, compreso il breve filmato iniziale, così come sono completamente nella nostra lingua il resto dei menu e l’interfaccia di gioco.

ToeJam & Earl: Back in the Groove! è un titolo interessante adatto a tutti i tipi di giocatori e che ben si addice al gaming portatile che offre la console di Nintendo.

Il gioco di HumaNature Studios nonostante il restiling grafico mantiene intatte le atmosfere dell’originale così come la sua parte humor che forse ai giorni nostri non è così apprezzabile come lo era nel 93 quando usci sul MEGA Drive.

Se cercate un titolo divertente con dei personaggi bizzarri e che offre anche la sempre apprezzata possibilità di giocare con un’amico , il ritorno di ToeJAm e di Earl potrebbe fare al caso vostro.

Il nostro voto: 7.0

thumbs-up-icon
Pro
  • Personaggi divertenti
  • Tanti livelli da esplorare
  • Possibilità di giocare in due
thumbs-down-icon
Contro
  • Lentezza dei movimenti
  • Alcune azioni sono confusionarie
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.0
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Semplicemente un appassionato di videogames... :D