TT Isle of Man Ride on The Edge 2 recensione review giochi xbox series x 4k hdr games paladins

Questi primi mesi dell’anno sono un periodo ghiotto per gli amanti dei motori su due ruote. Dopo l’uscita di Monster Energy Supercross 3, e in attesa del prossimo MotoGp, oggi ci godiamo TT Isle of Man – Ride on the Edge 2, ossia il secondo capitolo dedicato alla famosa competizione omonima, sviluppato nuovamente da Kylotonn Games e pubblicato da Bigben.

Purtroppo questo periodo verrà ricordato anche per la presenza del Covid-19, il coronavirus che sta creando parecchi problemi in tutto il mondo, tanto da cancellare molte competizioni sportive, tra i quali anche l’edizione 2020 del Tourist Trophy.

Noi appassionati possiamo consolarci con questo titolo, andiamo quindi a scoprirlo insieme.

Partiamo dagli elementi base per poi addentrarci più nello specifico, dove ci sono gli elementi più interessanti e per me importanti. Innanzitutto parliamo di un sequel, quindi tutti coloro che hanno saputo apprezzare il primo titolo della serie possono tranquillamente fermarsi qui, perché mai come in questo caso un nuovo capitolo segna un passo avanti così evidente rispetto al passato, sotto tutti i punti di vista.

Quindi se avete amato il titolo originale nonostante gli evidenti difetti sparsi qua e là, potete dormire sonni tranquilli.

Il rinnovo rispetto al passato è tangibile in ogni aspetto, un cambiamento non solo estetico, ma anche di qualità. Già pochi minuti dopo aver avviato il gioco saltano subito all’occhio menù più curati e accattivanti, in linea con i canoni grafici attuali.

Trattandosi di un gioco su licenza non aspettatevi colpi di scena nelle modalità, ma piuttosto “il solito” che siamo abituati a vedere nel genere racing.

Gara singola e prove a tempo, con tanto di classifiche online, sono immancabili, così come è presente un comparto multigiocatore fino a 8 giocatori, in modo da poter sfidare amici o altri piloti in giro per il mondo.

Cuore della produzione è la modalità carriera, che risulta più profonda e rinnovata rispetto al passato, prendendo spunto da un altro titolo marchiato Kylotonn, vale a dire WRC 8.

Gli spunti presi dal gioco rallystico rendono la carriera più interessante e profonda, oltre a lasciare più libertà di scelta al giocatore.

Una volta creato il nostro pilota virtuale (senza alcun tipo di editor) avremo di fronte a noi un calendario fitto di gare. Ovviamente non potremo prendere parte alla gara regina fin da subito, ma dovremo guadagnarci un posto sulla griglia di partenza dell’evento.

Avremo più modi di arrivare al nostro obiettivo, dipenderà soltanto da noi che percorso scegliere. I modi per ottenere un invito sono 3, il primo dei quali chiede di partecipare e vincere un campionato minore, il Junior TT, correndo sulle strade irlandesi e facendosi le ossa competizione dopo competizione.

Altrimenti avremo a disposizione alcuni eventi all’interno dei quali verremo valutati sulla nostra prestazione, che se sarà all’altezza ci regalerà una “firma”, ossia una specie di attestato di merito per aver girato in maniera veloce su un tracciato. Al raggiungimento di 6 firme avremo la possibilità di partecipare al mitico TT sull’isola di Man.

Infine potremo guadagnare reputazione scegliendo le competizioni che più ci aggradano, fino a quando raggiungeremo un livello tale da ricevere un invito per la classe regina.

Prima ho parlato di libertà data al giocatore, che non si basa solo su quanto appena detto, ma anche sul fatto che dovremo effettivamente scegliere di volta in volta cosa fare, infatti non potremo seguire un percorso prestabilito dall’inizio alla fine.

Spesso alcuni eventi si accavallano nel calendario della stagione, quindi starà a noi decidere se provare a prendere una firma su un tracciato, saltando ad esempio una tappa del campionato Junior TT.

Ma non è detto che il giocatore riesca nell’impresa, e a quel punto non solo non avrete la firma, ma vi ritroverete anche con uno zero in campionato che peserà a fine stagione nel conteggio dei punti in classifica.

In ogni caso, ogni evento che completerete vi garantirà del denaro, con cui potrete comprare nuove moto (oltre a quella che vi fornirà il team con cui firmerete il contratto) e potenziamenti. Oltre al denaro otterremo dei vantaggi, attivabili prima di ogni gara così da avere qualche piccola agevolazione una volta in gara, come un minor tempo di apparizione dopo una caduta, una minor usura degli pneumatici etc.

Oltre a tutto questo, c’è la possibilità di girare liberamente per il territorio irlandese in una modalità free roam (presente anche al di fuori della carriera), dove potrete aumentare la confidenza con le vostre moto e con la dinamica di guida del gioco, senza dimenticare che sparse per la mappa ci sono numerose sfide da portare a termine, che danno la possibilità di portare a casa premi in denaro, potenziamenti per le moto e livree nuove.

Mettiamo un attimo da parte i contenuti, e addentriamoci nella tecnica del gioco, partendo dal lato puramente estetico.

Il passo avanti rispetto al predecessore è decisamente importante, specie per quanto riguarda la Mountain Curse dell’isola di Man. Per lo sviluppo del primo capitolo i fondi a disposizione non erano moltissimi, ma in questo secondo capitolo le tecnologie utilizzate sono di un altro livello, e la fedeltà nella riproduzione del tracciato di 61 km è davvero ben fatta, non solo nelle forme ma anche in tutto quello inserito intorno alle strade su cui si corre.

Ci sono case, negozi, villette, cartelli stradali, pubblico, insomma nulla è lasciato al caso. Buona qualità anche in tutte le altre piste presenti in gioco, non solo a livello di layout (ma con Kylotonn si va sul sicuro, vista la bontà dei tracciati in tutti i loro titoli) ma anche di impatto grafico, sebbene risultino più banali e meno particolareggiate.

Come nel gioco originale potremo percorrere ogni pista in tre fasi distinte della giornata, quindi al mattino, mezzogiorno e tardo pomeriggio, in ogni caso rigorosamente con asfalto asciutto, visto che il Tourist Trophy non si corre in caso di pioggia data la sua già alta pericolosità in condizioni normali.

Ora del giorno e condizioni non variano, ma in ogni caso la resa atmosferica risulta comunque più dinamica grazie ad un effettistica migliorata, come la nebbia del primo mattino in alcune aree della pista o i raggi del sole negli occhi durante la golden hour serale.

Importante passo avanti anche nella guida, che era sicuramente il tallone di Achille del predecessore.

La nuova fisica del mezzo finalmente permette di divertirsi davvero, sebbene TT2 non sia un gioco semplice. Le animazioni del pilota sono ben realizzate e permettono di avere anche un feedback visivo accurato di cosa stiamo facendo fare alla moto, anch’essa più sincera nelle risposte e decisamente più piantata a terra rispetto al passato.

Infatti nel primo capitolo bastava davvero pochissimo per perdere il controllo, specialmente in frenata, situazione in cui la moto tendeva come a roteare su se stessa con conseguente perdita di aderenza all’anteriore che portava a inevitabili cadute.

Adesso si riesce a guidare quasi con spensieratezza, e ognuno di voi potrà trovare la sua dimensione grazie alle numerose opzioni disponibili per la personalizzazione degli aiuti di guida come abs, controllo della trazione ma anche antimpennamento, e gli stessi comandi possono essere modificati, non solo nella mappatura, ma anche nella risposta (personalmente ho settato la mappatura comandi come quelli che utilizzo su Ride, e ho regolato la sensibilità della levetta che comanda lo sterzo su 0, per avere un controllo più accurato e fluido, dato che il valore di default rende la guida troppo scattosa a mio parere).

Le moto si riescono a guidare con il coltello tra i denti (anche se non c’è ancora quel livello di fluidità e precisione che si trova in Ride) ma per andare davvero forte una volta in pista serve comunque un po’ di pratica ed esperienza, dato che il margine di errore è davvero bassissimo se non nullo.

Chi ha giocato a Ride sa che spesso si può sfruttare dei marciapiedi come cordoli, bene qui un marciapiede è un marciapiede vero e proprio, e fa esattamente quello che farebbe anche nella realtà. Lo stesso succede con i muretti, che si possono appena sfiorare, ma non un millimetro in più, altrimenti assaggerete l’asfalto senza battere ciglio. Serve conoscenza del mezzo, e tanta precisione.

Una volta messi assieme questi due elementi allora il godimento sarà davvero elevato, e garantisce delle belle sensazioni.

In alcune gare avrete a che fare anche con avversari governati dall’IA, che risulta piuttosto basilare e non troppo consistente. Giocando fin da subito con tutti i settaggi al massimo della difficoltà come al mio solito, non ho avuto particolari problemi a salire sul gradino più alto del podio, e spesso con il vantaggio accumulato mi sono potuto permettere anche una o due cadute, mantenendo comunque la leadership della corsa.

A tutto questo bisogna aggiungere un comparto audio per niente male, con campionature dei motori migliorate e ben caratterizzate tra un modello e l’altro, anche se salendo di giri e ingranando una marcia dopo l’altra il canto del motore è un po’ banale.

Spettacolari invece il suono di tutti gli effetti di contorno, come il rumore delle pedane che sfregano sull’asfalto nelle pieghe più al limite, e l’incredibile suono del vento alle alte velocità che restituisce un senso di immersione pazzesco, specialmente in prima persona.

La visuale dal casco o dal cupolino sono utilizzabili tranquillamente, anche se richiedono un pizzico di precisione in più, ma non presenta tremolii o movimenti improvvisi, risultando ben sfruttabile. Le visuali esterne invece sono due, una da vicino e una da lontano, che una volta in movimento comunque si allontanano molto dalla posizione iniziale, e non mi hanno convinto fino in fondo.

Inoltre nonostante abbia impostato la camera esterna da vicino come default, ogni volta che resetto la moto a seguito di una caduta, o all’inizio di ogni gara, mi ritrovo sempre con la visuale da lontano. Non so se sia un bug del momento o meno (in ogni caso facilmente fixabile in futuro), ma sicuramente è un aspetto che non rovina l’esperienza, sebbene annoia un po’.

Quindi tirando le somme non posso che ritenermi soddisfatto del lavoro svolto dai ragazzi di Kylotonn Games, che oggi ci propongono un titolo che è maturato molto e segna un netto passo avanti rispetto al predecessore.

La licenza del Tourist Trophy limita indubbiamente i contenuti in gioco, ma nonostante questo gli sviluppatori hanno saputo ovviare al problema inserendo altri tracciati originali su cui correre.

Finalmente la guida è divertente e godibile per tutti i giocatori, anche se non raggiunge ancora le vette toccate da altri titoli del settore. Se amate il motociclismo e soprattutto il mondo delle gare stradali, potete farci tranquillamente un pensierino.

Pro

  • Guida decisamente migliorata
  • Isola di Man riprodotta benissmo
  • Senso di velocità incredibile

Contro

  • Le visuali andrebbero rifinite
  • IA da migliorare
  • Replay banali
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5
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Product and graphic designer. Amateur photographer, freeride and downhill rider, cars and bikes lover. • PFB Design