Unto the End – Recensione Nintendo Switch

Nel genere Avventura le abilità di un giocatore possono fare la differenza mentre si gioca, quindi più sono affinate e tanto più scorrevole procederà il continuo della storia principale.

Alcuni titoli trasformano questa meccanica nel loro perno base, offrendo una sfida che in pochi riusciranno a portare a termine.

Un esempio di questi titoli è Unto the End, il gioco di cui vi parlerò oggi.

2 Ton Studios che ha ideato e sviluppato questo titolo pubblicato da Big Sugar Games, propone un gioco con una storia davvero sorprendente districata in alcune meccaniche atipiche che lo rendono attraente anche agli occhi di quei gamers che di solito non giocano questa tipologia di giochi.

Unto the End è un titolo molto diverso dagli altri giochi appartenenti al genere. Si può decidere di evitare di combattere, perdere la propria spada, terminare le provviste o sanguinare fino alla morte, per questo stare calmi, concentrati e agire di conseguenza col giusto tempismo è una cosa fondamentale per sopravvivere e arrivare alla fine del proprio viaggio.

La storia che vuole raccontare Unto the End è quella di un guerriero norreno che lascia la propria casa e i suoi affetti per intraprendere un viaggio davvero insidioso nel quale rischierà la vita più e più volte non solo a causa dei nemici che dovrà affrontare ma anche a causa delle numerose trappole e minacce ambientali da cui dovrà guardarsi bene dallo sventare e schivare.

Il nostro protagonista non apprenderà nuove tecniche e non riceverà nuove armi durante il tragitto, perciò la prima cosa che il giocatore dovrà fare è quella di apprendere per bene come funziona il sistema di attacco e di difesa per uscire vincitore da ogni scontro, pena la morte o il dissanguamento (che se non viene curato porterà anch’esso alla morte).

Il gioco ci viene in aiuto insegnandoci tutto quello che c’è da sapere attraverso un esaustivo tutorial, a cui potremo accedere una volta che riposeremo le nostre stanche membra al falò attraverso un escamotage che ci riporterà alla memoria il tempo in cui nostra moglie (quella del protagonista non la nostra reale) ci farà da compagna di allenamento.

Quello che traspare fin dai primi minuti è che ogni colpo inferto e ricevuto può essere bloccato o finto per spingere l’avversario ad assumere una posizione di blocco rispetto all’altra e creare un’apertura per infliggergli danno. Infatti, potremo lanciare, o ricevere, un colpo alto o basso a cui dovremo rispondere con la corrispettiva parata, ed eventuale contrattacco.

Mentre saremo al falò potremo anche ricucire le nostre ferite, creare tonici con le erbe recuperate in giro per la mappa, riparare la nostra armatura o migliorarla utilizzando i vari oggetti che troveremo in giro o perquisendo i cadaveri dei nostri nemici o lungo il tragitto.

Inoltre grazie all’esplorazione, che gioca un ruolo fondamentale, riusciremo a trovare oggetti utili per il proseguo della storia oppure collezionabili. Unto the End però non è un titolo adatto a tutti, soprattutto per la sua linearità nel sistema di combattimento e la sua difficoltà fin dall’inizio che penalizza chi non si applica abbastanza e si distrae facilmente.

Un piccolo aiuto però ci viene dato tramite l’opzione Assistita, che rallenterà gli attacchi nemici dandoci il tempo di capire di quale tipo sarà e come usare la giusta contromisura per evitare di subire danni e infliggere la giusta punizione al nemico malcapitato di turno.

Dal punto di vista tecnico Unto the End si presenta con un comparto grafico davvero scuro e cupo, in cui nemmeno la fioca luce della nostra torcia può illuminare profondamente i cunicoli bui, totalmente realizzati in 2D, delle caverne che attraverseremo per la quasi totalità del gioco, la cui durata si aggira tra una e le tre ore.

Il comparto sonoro offre effetti ben realizzati che accompagnano le nostre avventure tra i ghiacci. Confermata la presenza della lingua italiana in forma unicamente scritta, che da qualche punto in più al titolo rendendolo un po’ più appetibile al pubblico difficile.

Unto the End è un titolo che può dare soddisfazione una volta portato a termine, ma che non può essere giocato e amato da tutti. Coloro che riusciranno a non resistere al richiamo di una sfida ben strutturata sapranno apprezzarlo nonostante la storia non proprio appetibile, il sistema di combattimento difficile da apprendere e la breve durata (che può aumentare se le nostre capacità non saranno davvero ottimali con il dovuto addestramento iniziale e grazie al fatto che vi sono 3 finali ed una modalità aggiuntiva sbloccabile).

Purtroppo, per quello che offre, non condivido il prezzo del titolo, costa € 19,99 scontato in questo periodo, e mi riservo di consigliarlo solo a coloro che sono alla ricerca di una sfida che possa mettere alla prova le proprie abilità.

Pro

  • Un’ottima sfida…
  • Un titolo diverso dagli altri
  • Un sistema di combattimento impegnativo
  • Effetti sonori ben realizzati
  • Grande soddisfazione se lo si porta a termine

Contro

  • … ma non per tutti
  • Molto punitivo

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
9.0
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!