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Dopo aver lavorato a Slender: The Arrival, i ragazzi di Blue Isle Studios hanno voluto mettere tutto in gioco per dare vita a Valley, un titolo relativamente fuori dall’ordinario che offre qualche meccanica interessante. Ciò che preme di questi sviluppatori è l’ambizione, la voglia di poter lasciare un segno inequivocabile nel mondo dei giochi indie, seppur in maniera marginale. È il messaggio del gioco che sento di dover applaudire, quel messaggio poetico sulla bellezza della natura e la spregevolezza dell’uomo comune. Sembra ovvio che il mondo è vita, ma in realtà difficilmente ci si rende conto di quanto l’essere umano stia soffocando la natura meravigliosa delle cose. Sono messaggi diretti alla propria morale, al proprio essere. Molti potrebbero non notarli e questo è un peccato: senza accorgercene stiamo limitando sempre di più un mondo dalle bellezze uniche. Di questo ne parleremo poco più in basso.

In Valley la storia è più marginale rispetto ad altri titoli, o ancora meglio, risulta essere un espediente che ci aiuta a riflettere su ciò che siamo realmente. Le battute non sono tantissime, anzi, infatti a primo acchito sarà complesso districarsi nei dialoghi confusionari. L’esploratore che impersoneremo partirà per un viaggio alla ricerca di “qualcosa di leggendario”, qualcosa che probabilmente non esiste nemmeno o forse è sotto i propri occhi senza accorgersene. Arrivato alla valle, qualcosa non torna; non siamo stati di certo i primi a cercare questo “lifeseed”, la fonte energetica leggendaria di cui sopra. Armati di curiosità e anche timore, ci accingiamo ad esplorare la valle, scoprendo subito alcuni file audio del gruppo di scienziati arrivato prima di noi che, tra le altre cose, hanno pure lasciato dei ricordini super tecnologici da poter sfruttare. L’esoscheletro è infatti il primo gingillo che troveremo lungo il cammino e grazie a questo possiamo introdurci nelle prime meccaniche di gioco.

Man mano che proseguiremo, tra i suoni naturali della valle, possiamo ascoltare i messaggi audio degli scienziati palesemente nazisti che volevano trovare la fonte energetica per scopi oltremodo spregevoli. Questo ci aiuterà a scoprire sempre di più i vari personaggi citati, approfondendo i motivi della loro ricerca. Non di certo un espediente narrativo calzante, nemmeno tanto originale in effetti, eppure riesce a tenere viva quella curiosità di scoprire ulteriori artefatti e che fine hanno fatto gli scienziati. Lo stesso nostro personaggio sarà un punto interrogativo, anche se ogni tanto ascolteremo i suoi pensieri che compaiono su schermo. Questi pensieri compariranno come messaggi in sovraimpressione e ci saranno utili per renderci quanto più vicini all’esploratore, anche se non bisogna aspettarsi qualche particolare o profonda caratterizzazione.

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Passando alla Valle, la protagonista indiscussa di questo titolo, possiamo ben vedere la forza di Blue Isle Studios nel voler mostrare un luogo pacifico e splendido dell’entroterra, lontano (non così tanto) dalle malignità umane che vivono più sulla costa o nelle città. Nelle prime fasi di gameplay, appena usciti dalla caverna e messi i piedi sull’erba umida, di fronte troviamo uno scorcio mozzafiato, un panorama poetico e anche leggermente vanitoso: il primo colpo d’occhio con la valle vi lascerà a bocca aperta. Proseguendo possiamo vedere come gli sviluppatori abbiano voluto enfatizzare la vita, la natura autonoma e meravigliosa che l’essere umano distrugge. Questo prevalentemente a causa dell’esoscheletro che sfruttiamo; gli scienziati hanno reso l’aggeggio come un mezzo sicuro e privo di pericoli. Non si potrà morire usando l’esoscheletro, perché arrivati alla “morte” questo recupera energia vitale dall’ambiente circostante. Nel HUD abbiamo infatti una fogliolina che ci permette di tenere sotto controllo la salute della valle, sia perché alla morte prenderemo energia vitale da essa, sia perché abbiamo la scelta autonoma di recuperare forza e vitalità proprio dalla natura. Questo accinge al messaggio ambientalistico di cui parlavamo ad inizio stesura.

Non nascondo che la stessa morale iniziava a colpirmi con un senso di colpa alla volta, ma come lo Ying e lo Yang, possiamo anche dare vita alla valle e a tutto l’ambiente che ci circonda. Un albero ormai spento, privo di vitalità, possiamo renderlo nuovamente vegeto, con foglie di un verde brillante e con radici forti e resistenti. Lo stesso con gli animali, i poveri cervi che spesso sono morti a causa di qualche passo falso, ora hanno recuperato la vita e possono scorrazzare per le distese di prati. Si tratta di una meccanica interessante, forse la più bella e originale di tutto il gioco. Per il restante fattore gameplay, Valley posa le basi su un genere più platforming e con qualche sporadica sequenza di combattimento. Con l’esoscheletro potremmo correre come i forsennati, fare salti e doppi salti in modo veramente dinamico, tanto da essere piacevolmente adrenalinico. Il gioco infatti sarà prevalentemente costruito per dare al giocatore la possibilità di scorrazzare in giro a gran velocità, facendo salti epici e arrivando i punti alti senza troppo problemi per scendere di gran botta sul suolo.

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Il sistema di combattimento è invece meno ottimizzato, anche perché di nemici se ne incontrano davvero pochi. Potremmo utilizzare l’esoscheletro per lanciare delle tipiche onde di energia elettrica, ma non è di certo l’unica arma a disposizione del giocatore. In breve potremmo togliere vitalità ai nemici per trasferirla a noi, in modo da renderli sempre meno offensivi. Purtroppo su questo aspetto si palesa come una mossa quasi forzata degli sviluppatori per dare al gioco anche un’enfasi prediletta al combattimento. Peccato che queste tediose sezioni, in realtà, vanno a spezzare quel ritmo di esplorazione e curiosità che il gioco riesce a dare. Considerando inoltre la “trama” piuttosto piatta, di certo non hanno fatto bene al gameplay di gioco. Lo stesso si può dire quando il gioco ci metterà di fronte a delle azioni decisamente più lente di altre, mostrando subito il problema alla base: noia. Quando sarete di fronte a delle sezioni più lente, anche a causa di comandi non propriamente perfetti, vi scontrerete con un ritmo decisamente più noioso e poco coerente con altre parti del gioco.

Sotto il profilo tecnico, Valley mostra subito i muscoli anche se col tempo si palesa come un ottimo integratore di massa. Il gioco di parole è voluto proprio perché le prime fasi del gioco sono artisticamente ispirate, piene di vita e graficamente belle. Peccato che dopo qualche ora si inizierà a vedere ambienti più spogli, più simili tra loro e sicuramente meno ispirati artisticamente. Una bella faccia che nasconde tante imperfezioni, anche se questo non compromette la base strutturale del gioco o la sua riuscita. Valley è sicuramente un titolo valido anche se non eccelle nelle cose che possiede. La trama spinge il giocatore a continuare ma non più di tanto, il gameplay offre qualche meccanica davvero interessante ma anche un ritmo non ben calcolato. Un grande plauso va al messaggio del gioco, a quel legame ambientale che l’uomo condivide con la natura ma che, a causa della stoltezza degli esseri, si perde sempre di più.

Voto complessivo: 7.5

Pro:
Ci fa riflettere
La valle
Meccaniche interessanti
Adrenalinico
Contro:
Poca varietà dei nemici
Trama piatta
Alcune sequenze spezzano il ritmo

A cura di Mirko Rusciano [ Twitter: @CosmoSeriously – Facebook: Mirko Wake ]