Waking recensione review giochi xbox one series x 4k hdr games paladins

Non tutti i giochi puntano sul farsi conoscere con una grafica pompata e un gameplay frenetico. Il titolo di cui vi parlerò oggi infatti punta a far immergere il giocatore in un’atmosfera più significativa, volendo fargli provare un’esperienza del tutto diversa e profonda. Ecco la mia personale esperienza con Waking.

Jason Oda, unico sviluppatore che ha curato la creazione del titolo dall’ideazione fin al suo completo sviluppo, è riuscito a convincere il publisher tinyBuild a dargli man forte portando alla luce un titolo che riuscirà a toccare le corde più intime del giocatore.

La storia di Waking è una rappresentazione dell’esperienza dello sviluppatore che, a un certo punto della sua vita, si è trovato a lottare tra la vita e la morte riuscendo a vincere su quest’ultima.

Ha ben pensato quindi di interpretare questa sua esperienza attraverso Waking, che ci permetterà di immedesimarci in una toccante avventura dove il discorso della lotta tra il bene e il male che risiede all’interno dell’animo umano e che, in quegli istanti, tornano ancor più forte a farsi sentire.

Non appena inizieremo il nostro viaggio in Waking, apprendiamo fin da subito di cosa ci vorrà parlare la storia: agonizzanti in un letto d’ospedale ci ritroveremo ad affrontare un viaggio interiore in cui il gioco vi pone, in alcuni momenti chiave, delle domande personali in cui dovrete rispondere in base alle vostre esperienze passate.

In base alle risposte che darete, otterremo alcune abilità particolari che ci permetteranno di svolgere il nostro cammino con più o meno difficoltà oltre a sbloccare alcune armi che ci permetteranno di assestare attacchi fisici alle varie tipologie di nemici che ci ritroveremo ad affrontare.

Oltre agli attacchi fisici potremo utilizzare la telecinesi per spostare gli oggetti di scena e utilizzarli come arma scagliandoli contro il nemico, infliggendo danni in base a quanto tempo avremo caricato il colpo prima di scagliarlo, oppure per difenderci dagli attacchi nemici parandoli con l’oggetto che leviterà dinanzi a noi.

La presenza di nemici nel nostro subconscio è opera di un essere tanto strano quanto malvagio di nome Somnus, che interpreta il ruolo della Morte, e si servirà di ogni stramba creatura per poter collezionare la nostra anima e mettere fine alla nostra vita.

Dalla nostra parte però avremo un essere angelico che ci aiuterà nella nostra lotta permettendoci di sconfiggere il male. Infatti, ogni volta che riusciremo a sopraffare uno dei boss del gioco, saremo ricompensati dal nostro benefattore volante con una nuova abilità che ci permetterà di ottenere un nuovo attacco tramite una piccola fase di ricerca interiore in cui il gioco ci consiglierà di tenere gli occhi chiusi e ci sussurrerà di pensare a un determinato momento della nostra vita, che si tramuterà in missili da lanciare o una presenza costante che non solo ci terrà compagnia ma sarà anche utile in battaglia.

Purtroppo non ci sono molti spunti narrativi in Waking, perciò la maggior parte del tempo ci ritroveremo a guidare il nostro personaggio non sapendo quale sia il fattore scatenante del nostro status ospedaliero, senza approfondimenti di vario genere che avrebbero di sicuro reso il titolo più interessante.

Inoltre, le fasi sono molto ripetitive e monotone. Difficilmente ci sarà qualcosa di diverso dal camminare ed eliminare i cattivi di turno, rendendo molto più difficile arrivare alla fine del gioco per scoprirne il finale.

Dal punto di vista tecnico Waking si presenta con un comparto grafico che non brilla tantissimo ma che, al tempo stesso, non risulta mediocre. Il modello del nostro alter ego, così come quello dei nemici, non è definito alla perfezione ma risultano abbastanza scarni.

Le animazioni non convincono molto, risultando piuttosto meccaniche. Le ambientazioni soffrono dello stesso problema e a volte saranno scenari ripetuti ma colorati diversamente.

Il comparto audio propone musiche poco soddisfacenti e che, soprattutto nelle boss fight, passeranno in secondo piano senza svolgere il loro compito di degno sottofondo.

Buono il doppiaggio in lingua inglese anche se la mancanza della lingua italiana nei sottotitoli un po’ si fa sentire, ma i discorsi sono molto comprensibili.

Waking è l’opera di uno sviluppatore che impegnandosi è riuscito da solo a confezionare un titolo puntato più ad offrire un viaggio interiore a discapito di un gameplay poco variegato e una storia un po’ debole e poco approfondita.

Se vi siete incuriositi dopo queste mie parole e volete provare da vicino il gioco, vi consiglio di armarvi di pazienza e di lasciarvi andare ai discorsi che verranno sussurrati mentre saremo a occhi chiusi lasciandovi immergere e toccare intimamente dallo scopo che si prefigge il gioco.

Pro

  • Buona l’idea di gioco
  • Doppiaggio ben fatto
  • Storia coinvolgente…

Contro

  • Molto ripetitivo
  • Animazioni meccaniche e non fluide
  • … anche se non troppo espansa

RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
6.0
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!