Willy Jetman recensione review nintendo switch giochi games paladins nindies indie

Sicuramente ognuno di noi ha un sogno nel cassetto, e chissà quanti sognano di visitare l’immensità e l’apparente tranquillità dello spazio. Proprio come Willy, il protagonista del titolo che andiamo a trattare oggi, sviluppato dal team madrileno Last Chicken Games e pubblicato da Badland Publishing.

Il titolo in questione è Willy Jetman: Astromonkey’s Revenge, e Willy è appunto una scimmia che ha avuto l’occasione di far avverare il suo sogno accettando l’incarico di “spazzino spaziale”, ed in questa avventura il suo compito è quello di ripulire il pianeta Gravos dai detriti sparsi qua e là dovuti ad un incidente avvenuto alla sua nave cargo, distruttasi impattando contro un meteorite.

A farci compagnia durante la nostra avventura ci sarà soltanto l’IA della nostra navicella, Gladys, con la quale scambieremo più e più volte battute di ogni tipo che rendono i dialoghi piuttosto divertenti e scanzonati.

Presto scopriremo che su Gravos non saremo gli unici esploratori, e la stessa organizzazione per cui lavoriamo non è proprio all’oscuro di tutto.

Uno degli aspetti meglio riusciti del gioco è il protagonista stesso, che sa benissimo di non essere un eroe, lo si capisce fin dalle prime battute, e la nostra IA non perderà un attimo per continuare a ricordarcelo.

Questo provoca un’insieme di momenti ironici che strappano sempre una risata. Inoltre il titolo è pieno di rimandi ad altre produzioni fantascientifiche, come Blade Runner, Dragon Ball e tante altre che già da sole spronano il giocatore ad andare avanti per scoprirne sempre di nuove, regalando così fasi di gioco sempre divertenti e mai eccessivamente frustranti.

Il tutto ben equilibrato con la durata del titolo, che si attesta tra le 10 e le 15 ore a seconda delle abilità del giocatore e della sua curiosità nel cercare le aree più nascoste.

Willy Jetman non è un gioco complesso, ma non per questo banale, infatti le insidie ci sono, più o meno evidenti, e sicuramente incapperete in morti facili se lo affronterete con troppa superficialità.

Non mancano alcuni momenti in cui ci si possa spazientire, ad esempio dopo essere attaccati da boss che ci riducono in pezzetti al primo tocco oppure per piccoli errori di movimento dati da un salto non sempre precisissimo, ma alla fine il gioco non mette mai frustrazione anche dopo svariati tentativi.

Le meccaniche di gioco girano attorno ad una mappa esplorabile in 2D, in cui dovremo recuperare resti e detriti della navicella per poi riciclarli in appositi contenitori, ma in tutto questo verremo ostacolati da un bel po’ di nemici, caratterizzati da comportamenti e attacchi diversi, più o meno letali.

In nostro aiuto avremo un arsenale da utilizzare e da conoscere, che potremo sbloccare accumulando le pietre rilasciate dai nemici una volta sconfitti. La dozzina di bocche da fuoco disponibili sono piuttosto diverse tra loro e la loro efficacia varia in base al nemico che ci troveremo di fronte.

Lanciafiamme, ray gun, armi al plasma e chi più ne ha più ne metta, da affiancare ad alcuni oggetti di equipaggiamento utili a migliorare l’esplorazione della mappa, così da raggiungere le zone meno accessibili, in cerca di collezionabili e di ticket necessari allo sblocco di nuovo equipaggiamento una volta entrati nello shop.

Il combattimento si basa sul perfetto uso di sparo e salto, aiutato dal jetpack che abbiamo in dotazione, che inizialmente ci fornirà poca spinta per breve tempo, ma accumulando esperienza migliorerà, permettendoci sessioni aeree più lunghe e redditizie una volta in battaglia.

Il trucco sta nel riuscire a mettere a segno il maggior numero di proiettili, schivando tutto quello che viene lanciato dai nostri nemici. Ovviamente è facile a dirsi, ma nelle situazioni più concitate non sarà certo una passeggiata, anche perché in genere il danno subito dal nostro protagonista è piuttosto elevato.

In alcune fasi è normale un po’ di “trial and error”, ma quando si padroneggiano i movimenti e si esce vittoriosi dalle battaglie il senso di appagamento non è affatto male.

Gli unici aspetti che ogni tanto possono minare la vostra pazienza sono due, il salto che a volte non è precisissimo, specie appena si mettono i piedi a terra dopo aver volato con il jetpack, e le cutscenes non “skippabili” prima delle boss fight, specie in quelle sfide dove il boss ci può neutralizzare con un singolo colpo, costringendoci quindi ad un restart.

Difetti minimi, che non minano in alcun modo la bontà del titolo e a cui ci si può facilmente abituare, specie per quanto riguarda il salto. Nulla da dire invece per quanto riguarda il lato artistico e grafico, caratterizzato da una pixel art colorata e ricca di dettagli, uniti ad un comparto audio buono, con una soundtrack non particolarmente varia, ma mai noiosa.

In un panorama di giochi 2D, Willy Jetman si differenzia per un gameplay originale e una cura sicuramente sopra alla media (parlando di piccole produzioni), con tanti rimandi alla cultura videoludica e cinematografica che dimostrano tanta passione e interesse da parte degli sviluppatori.

La difficoltà è ben calibrata, salvo qualche raro caso in cui bisogna avere un po’ di pazienza in più, ma il gioco scorre via liscio e diverte, grazie anche a dialoghi ben riusciti tra il protagonista e il suo compagno di viaggio.

Pro

  • Difficoltà ben calibrata…
  • Pixel art curata
  • Dialoghi ben riusciti

Contro

  • …salvo qualche occasione
  • Soundtrack ripetitiva, ma non noiosa
  • Uno skip delle cutscenes sarebbe stato gradito