Wonder Boy: Asha in Monster Land – Recensione PlayStation 4

Da qualche anno a questa parte, numerosi studi di sviluppo hanno rispolverato le loro vecchie glorie e, dopo averle messe a nuovo portandole allo stesso livello dei titoli odierni, riproporle sul mercato videoludico giocando sul fattore nostalgia e il mix di emozioni e ricordi che influenzeranno i fan nostalgici della serie in questione che acquisteranno il titolo per tuffarsi in quell’oceano di ricordi avente protagonisti i beniamini di quelle fantastiche avventure.

Ma non sempre si ottengono i risultati sperati, nonostante la nostalgia possa incentivare parecchio, ma sarà lo stesso per Wonder Boy: Asha in Monster Land? Scopritelo leggendo le righe di questa recensione. Ecco a voi la mia personale esperienza.

Prima di iniziare a parlarvi della versione attuale del gioco, è doveroso darvi qualche nozione sulla sua controparte uscita originariamente nel 1994 ed esclusivamente per il territorio giapponese. Già all’epoca fu una vera rivoluzione della serie con alcuni nuovi accorgimenti che ne migliorarono il tutto senza snaturarlo neanche un po’.

Chi non fosse riuscito a giocarlo nella veste grafica originaria, inoltre, può farlo ora. Infatti, con la versione per le attuale generazioni di console è compresa anche la versione originale del titolo, accontentando non solo i fan di vecchia data ma anche la curiosità dei videogiocatori più giovani.

La storia è tanto semplice quanto funzionale. Asha, una ragazza spensierata e piena di energie con la capacità innata di udire la voce degli spiriti di questo mondo, inizia il suo cammino per diventare una guerriera grazie agli insegnamenti ricevuti dal padre. Dopo aver salutato tutti gli abitanti del villaggio e aver ricevuto la benedizione di nostra nonna e nostra madre, anche se non sarà molto d’accordo con il cammino intrapreso, inizierà il nostro viaggio.

Questa sezione di gioco fungerà da tutorial, spiegandoci gli elementari tasti da premere per attaccare, attacco semplice e Colpo Magico che potremo usare solo dopo aver accumulato un po’ di energia, e difenderci.

Imparate le basi, e portato a termine il nostro primo compito, ci ritroveremo nella capitale di Rapadagna la cui regina ci chiederà di investigare sulla scomparsa dei quattro spiriti (ovvero fuoco, acqua, terra e vento) che governano questo mondo e, nel caso in cui fossero in pericolo, salvarli.

Durante il nostro vagare per il castello troveremo un uovo davvero particolare, che si schiuderà solo se entrerà in contatto con l’acqua sacra, ovvero le classiche fontane che ripristinano la salute.

Da quest’uovo infatti, nascerà un Pepelogoo diverso dagli altri che vedremo in giro per le strade della città che presentano una colorazione gialla, mentre quella del nostro companion sarà blu. Grazie al nostro piccolo amico potremo aver accesso ad alcune meccaniche che potranno semplificarci il cammino come la planata e il doppio salto oppure utilizzarlo per superare alcune sezioni in cui sono presenti puzzle ambientali.

Asha avrà a disposizione un equipaggiamento formato solo da tre slot composti dall’arma per attaccare, lo scudo per difenderci e un bracciale che aumenterà la nostra salute, rappresentata da un numero di cuori variabile.

Non mancheranno consumabili per ripristinare la vita, collezionabili, chiamati Gocce di Vita, che l’aumenteranno di un cuore ogni 10 pezzi trovati per essere più longevi nella nostra avventura, monete d’oro con cui comprare nuovi pezzi d’equipaggiamento e migliorare i danni inflitti e subiti e alcune barre d’oro che potranno essere venduti per un ricco bottino in monete sonanti.

Non manca qualche piccolo difetto in questo remake, come l’essere precisi nei salti e il backtracking senza una mappa da consultare, che per alcuni potrà risultare davvero fastidioso. Il primo, soprattutto, potrà portarvi a dover ripetere alcune zone ripetutamente il che risulterà molto frustrante, ma basterà trovare il giusto tempismo per continuare senza interruzioni di sorta.

Un’altra cosa che potrebbe far storcere il naso, soprattutto alle nuove leve, è la mancanza del salvataggio automatico sostituito dal salvataggio manuale (meccanica che farà discutere anche l’anziano col bastone a cui era affidato questo compito nella versione originaria del gioco).

Nella versione PlayStation 4, versione da me giocata, non ho riscontrato rallentamenti o input lag nei comandi di alcun genere, con sessioni di gioco fluide anche quando c’erano molti elementi presenti sullo schermo. Solo una volta mi è capitato di restare incastrato tra due nemici e ho dovuto ravviare il gioco perché non riuscivo a smuovere la situazione, ma è capitato una sola volta senza ripercussioni.

Dal punto di vista tecnico Wonder Boy: Asha in Monster World si presenta con una grafica cartoonesca davvero ben realizzata, con elementi e modelli puliti. La colonna sonora è davvero orecchiabile e immerge ancor di più il giocatore nella sua avventura, con forte ispirazione arabieggiante sia per il sonoro che per la grafica di gioco.

Il titolo è tradotto per intero in italiano, anche se non manca qualche errore di traduzione o mancheranno le lettere accentate qua e la, soprattutto nell’incipit iniziale.

Wonder Boy: Asha in Monster World è un titolo che consiglio caldamente di giocare, soprattutto per chi cerca un platform divertente, anche se è ancorato ancora ai tempi della sua prima versione mentre i gusti dei videogiocatori sono cambiati da allora.

L’avventura potrà essere completata entro le 6 ore riuscendo pienamente a completarlo al 100%. Con un po’ di pazienza, senza dimenticare di salvare spesso, e una giusta coordinazione dopo aver compreso il pattern nemico questo titolo saprà divertirvi come si deve.

Pro

  • Un platform old school
  • Rigiocabilità davvero alta
  • Puzzle ambientali non troppo impegnativi

Contro

  • Il tempismo deve essere perfetto
  • Può essere ripetitivo
  • La frustrazione a volte è davvero tanta

Autore

  • Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.0
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Allevato dai bit del Commodore 64, ho sviluppato una passione col crescere del tempo che non ho mai rimpianto o sostituito con altro. Cresciuta di console in console, ho deciso di intraprendere la via della tastiera per cimentarmi nell'unica cosa in cui sarà bravo, forse, in tutta la mia vita... Parlare di videogiochi!