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Diciamoci la verità, la maggior parte degli ultimi titoli racing usciti spingono molto sul realismo e la simulazione, con un occhio di riguardo nell’insegnare ai giocatori (specialmente quelli meno appassionati al mondo dei motori) il comportamento adeguato da tenere in pista.

Bene, era ora che qualcuno arrivasse con un gioco basato completamente su regole opposte a quanto appena affermato. Sto parlando di Wreckfest, ultima fatica del team finlandese Bugbear Entertainment, che i più attenti di voi ricorderanno come i creatori della serie FlatOut, grande esponente del genere destruction derby.

Wreckfest è una ventata d’aria fresca, e vi spiego perché. Avviando il gioco non saremo guidati dai soliti tutorial o da spiegazioni particolari, ma potremo subito scendere in pista, imparando sulla nostra pelle cosa vuol dire la frase “Drive hard. Die Last.” scritta sotto al titolo, ossia guidare duramente e morire per ultimi.

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Le gare infatti non hanno regole, o meglio, come in tutte le competizioni dovremo agguantare la vittoria, il problema risiede nel fatto che non esiste alcuna forma di galateo in Wreckfest, tutto è lecito. Un avversario vi continua a stringere e urtare? Perché non accompagnarlo felicemente contro quell’albero a lato strada, proprio all’inizio della curva?

Potete farlo, e verrete anche ricompensati con punti exp in più, che serviranno a farvi salire di livello così da sbloccare nuovi potenziamenti per le auto.

Attenzione però, non pensate di poter andare a speronare tutti i 23 avversari senza riportare alcuna conseguenza. La nostra vettura non è speciale rispetto a quella degli altri competitors, e soprattutto tutt’altro che indistruttibile.

Dovrete essere aggressivi ma al contempo giocare d’astuzia e capire quando conviene urtare un avversario con forza piuttosto che puntare ad un eventuale spintarella per innescare un testacoda. Il modello dei danni è sublime, e vedere le macchine accartocciarsi, perdere pezzi e sbriciolarsi dopo ogni minimo contatto è qualcosa di incredibile.

Inoltre tutto si ripercuote sulla guidabilità del mezzo, che ne risentirà in maniera più o meno evidente, fino alla distruzione totale. Parlando di danni, consiglio di scegliere l’impostazione reale, che per quanto precisa negli effetti, difficilmente vi porta a non poter guidare più il mezzo come succede in altri titoli più simulativi (dopotutto rimane sempre un gioco improntato al divertimento).

Anche su tre ruote potreste riuscire a terminare una corsa senza perdere troppe posizioni, e anzi diventerà ancora più divertente cercare di guadagnare il traguardo nonostante le magagne tecniche.

La simulazione dei danni è davvero ben fatta, e la fisica di guida non è da meno. Potrei definirlo un sim-cade per l’immediatezza con cui si presenta ai nuovi giocatori (come sempre, l’ho giocato con tutti gli aiuti disabilitati e la massima difficoltà dell’IA), ma a livello di fisica del mezzo ci siamo, eccome se ci siamo, e vi confesso che era da tanto tempo che non mi divertivo così tanto a guidare in un gioco di guida.

Le auto sono piuttosto diverse nel comportamento di guida, e sebbene non siano su licenza, non farete fatica a notare somiglianze con vetture iconiche come la Ford Mustang o la Nissan Skyline Hakosuka degli anni ’70.

Danzare sulle numerose piste presenti in gioco sarà un piacere, e noterete come i movimenti del corpo vettura siano parecchio verosimili. Derapare, saltare, innescare pendoli in entrata di curva, su sterrato come su asfalto, non è mai stato così divertente e appagante.

L’offerta ludica è di prim’ordine, e potrete scegliere tra 21 veicoli standard, che potrete sbloccare e acquistare progredendo nel gioco, e poi ci saranno divertenti variazioni sul tema, con veicoli davvero fuori di testa, ma lascio a voi il piacere della scoperta.

Tante auto che come detto si ispirano ad alcune icone dell’automobilismo americano, europeo e giapponese, e ognuna di esse può essere modificata e potenziata a livello estetico e meccanico. Inoltre è possibile regolarne l’assetto, seppur in maniera semplicistica rispetto ad altri titoli.

Le locations invece sono 27, che spesso presentano più layout e la versione reverse dei tracciati, e inoltre è possibile scegliere l’ora del giorno in cui correre.

Le modalità di gioco spaziano dal classico evento personalizzato in cui settare ogni minimo particolare per cucirsi addosso la gara, oppure si può procedere nella carriera composta da più blocchi di gare dalla difficoltà crescente, al cui interno troveremo competizioni di vario genere: gare standard, destruction derby in arena o su circuiti, prove a tempo e sfide su mezzi, diciamo, particolari.

Inoltre tengo a sottolineare la bontà dell’intelligenza artificiale, che risulta sempre consistente (anche dopo aver potenziato la nostra auto) ed aggressiva, regalando tanto divertimento e intrattenimento durante le sessioni in singolo.

Infine è presente anche una modalità multigiocatore in cui sfidarsi contro altri giocatori per un totale di 24 piloti, che quando non sono umani vengono rimpiazzati dalla CPU.

Infine due parole sul comparto grafico e sonoro, con il primo più che buono, con modelli ben realizzati e dotati di ottime texture, così come le piste ben caratterizzate e ricche di elementi pronti ad essere distrutti.

Peccato per il frame rate che si limita a soli 30 fps, ma che risulta granitico in quanto a stabilità, anche quando è presente il finimondo su schermo. Dopo aver giocato a Wreckfest farete fatica a trovare così tanta dinamicità e vita sui tracciati di gara degli altri giochi di guida.

In ogni momento i vostri occhi saranno bersagliati da polvere, gomme che volano, pezzi di carrozzeria in volo e vetture che carambolano tra di loro. Un po’ più sottotono il comparto sonoro, con il rombo dei motori non troppo interessante e una colonna sonora improntata al rock e al metal che ben si adatta allo stile della produzione, ma che alla lunga tende a stancare.

Non lo nascondo, Wreckfest mi è piaciuto davvero tanto. Immediato, divertente e curatissimo a livello di danni e dinamica di guida. Mi aspettavo un prodotto più acerbo, mentre ho trovato un frutto maturo, dolce e succoso.

Ci sono tanti contenuti e ha un’ottima rigiocabilità grazie ad un’IA sopra le righe che fa quasi dimenticare del multigiocatore.

Se ciò non bastasse, sappiate che viene proposto ad un prezzo budget rispetto alla canonica settantina di euro. Impossibile non tenerlo in considerazione.

Il nostro voto: 8.5

thumbs-up-icon
Pro
  • Tanti contenuti
  • Danni e fisica al top
  • IA consistente
  • Molto divertente
thumbs-down-icon
Contro
  • Caricamenti lunghi
  • Photomode troppo semplice
  • Menù non sempre reattivi
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
8.5
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Product and graphic designer. Amateur photographer, freeride and downhill rider, cars and bikes lover. • PFB Design