Nei giorni scorsi, durante l’evento X018 di Città del Messico,  Microsoft ha svelato l’acquisizione di altri due nuovi team di sviluppo, InXile Entertaiment e Obsidian Entertaiment, due software house di indiscusso valore che negli anni hanno sfornato una serie di capolavori per PC e Console. Questo acquisto porta ora i team interni, collegati ai Microsoft Studios, ad un totale di tredici, tutti con un’ottimo curriculum alle spalle e con all’interno innumerevoli talenti dell’industria.

Da un lato queste acquisizioni sembrano “normali” mosse per accaparrarsi nuovi giochi per Xbox, ma in realtà questa strategia va definire sempre più la strategia della casa di Redmond per il futuro del gaming targato Xbox e soprattutto Windows.

Già Windows, Microsoft sembra puntare sempre più verso l’unificazione dei suoi due mezzi, o sistemi, per il gaming casalingo, ovvero console Xbox e PC Windows 10. Entrambi stanno camminando sempre più vicini, come due binari che alla fine del loro  percorso andranno però a formare un’unica strada. Perché dico questo? Basti pensare ai rumor di questi mesi che vedono l’arrivo del servizio Xbox Game Pass su Personal Computer, o l’annuncio ufficiale del supporto per Mouse e Tastiera per Xbox One,  che sembrano confermare sempre più la strategia di uniformità del settore per la casa di Redmond, che credo raggiungerà la sua completa maturazione con il Cloud (attualmente Project xCloud), la mossa finale che introdurrà il mondo Xbox anche su piattaforme Mobile (e non solo), e che chiuderà quindi il cerchio tracciato da Phil Spencer all’inizio del suo mandato a capo della Divisione Xbox.

In quest’ottica, quindi, l’arrivo di due grandi team specializzati in RPG narrativi, come Obsidian e InXile, dimostra che Microsoft ha, non solo, intenzione di supportare la sua console Xbox ora e nel futuro, ma di puntare anche al rilancio del “Gaming for Windows” che negli anni passati, non è mai riuscito a decollare, per via di innumerevoli problemi tecnici (alcuni ancora presenti, come lo Store Windows) e per la forte concorrenza di Valve con Steam e di altri piccoli, ma altrettanto importanti, Store Online come GOG.com e Humble Bundle, tanto per citarne alcuni.

Ma cosa possono aspettarsi i fan Xbox?

Diciamo che finalmente Microsoft ha tutte le carte in regola per rilanciare la sua immagine nel settore gaming, anche se questo può richiedere del tempo, grazie alla Forza, la Mentalità ed il giusto Talento per far rinascere le sue vecchie IP (Rare dove sei?) e soprattutto per crearne di nuove che possano appassionare il pubblico di videogiocatori sia già affezionati al marchio Xbox che non, e che possano impensierire la concorrenza.

Solo immaginare che cosa possa tirare fuori dal cilindro il team di Playground Games, coloro che hanno regalato a questa generazione, non uno, ma ben due splendidi racing game arcade, due titoli che hanno dimostrato quanto il team inglese si in grado di migliorare i propri prodotti. Un nuovo Fable, come si vocifera da mesi, nelle loro mani sarebbe il sogno di molti giocatori, che sperano da tempo in un nuovo gioco della saga di Peter Molineaux, soprattutto dopo la chiusura di Lionhead Studios.

Oppure scoprire che cosa potrà fare Ninja Theory, con più mezzi a disposizione visto quanto ci è piaciuta l’avventura di Senua in Hellblade Senua’s Sacrifice con un team ridotto all’osso. Vedere cosa saprà fare il nuovo ed interessante studio messo in piedi dal colosso di Redmond, The Initiative, con a capo l’ex Head di Crystal Dynamycs Darrell Gallagher e che nei mesi ha aggiunto alle sue file numerosi talenti dell’industria. Insomma ora c’è veramente tutto quello che serve per chiudere questa generazione di console Xbox ed affrontare la prossima, con i mezzi giusti e la consapevolezza di non essere più secondi a nessuno.

Ma cosa serve veramente?

Come ho scritto qualche riga più su, ora ci sono i team e le risorse, ma cosa serve realmente nell’immediato e nel futuro di Xbox? Serve non sbagliare più strategia, essere decisi e proporre un catalogo software variegato, ma al tempo stesso di alta qualità. Serve creare dei franchise nuovi e freschi da poter affiancare a quelli già noti, Halo, Gears of War e Forza Motorsport, (che vanno comunque svecchiati, anche se questo sta già accadendo) che diano una nuova identità alla console e che avvicinino il pubblico alla piattaforma dalla X verde.

Serve concretizzare il lavoro svolto in questi ultimi mesi/anni verso il mercato orientale, facendo sempre più pressione sui i publisher e team nipponici per portare le loro IP (conosciute e non) sulla console statunitense, in modo che si possa creare il giusto “appeal” anche per i giovani nipponici, che chiedono generi che Xbox One attualmente non può offrire, o che offre con pochi prodotti e senza continuità. In questo caso vedrei bene la nascita (o la ristrutturazione) di un team Nipponico interno, un Microsoft Japan Studio che possa inglobare talenti, ma che riesca ad individuare e promuovere titoli made in Japan, come fanno le concorrenti.

A proposito di concorrenti.

A tutto quello scritto fino ad ora va affiancata una cosa che la concorrenza, soprattutto Sony, ha adottato da tempo, ovvero una promozione Marketing Aggressiva ed allo stesso tempo Ingegnosa. Quella che anche assumendosi alcuni rischi, possa attirare l’attenzione dei giocatori e nuovo pubblico. Un esempio di facile marketing ingegnoso ed allo stesso tempo ingannevole? Semplice,  la Pubblicità di Red Dead Redemption 2, gioco che già da solo riesce ad attirare una miriade di giocatori, ma che Sony ha saputo sfruttare a suo vantaggio. Per prima cosa ha utilizzato la sua esclusiva temporale dei contenuti, in modo da far sembrare il gioco Rockstar Games, un’esclusiva Playstation, come? Utilizzando con astuzia il suo “solito” bollino contenuti in esclusiva in maniera furba ed ingannevole. Basta scrivere Playstation 4Esclusiva” in grande e renderlo ben visibile, ed in piccolo “gioca contenuti onine ina anticipo su PS4″, questa mossa ad un primo sguardo, e soprattutto in uno spot veloce e di pochi secondi, fa pensare all’acquirente di acquistare un gioco esclusiva PS4, quando invece si tratta solo di semplici add-on che arrivano prima su quella piattaforma piuttosto che un’altra.

Una cosa che Microsoft non avrebbe mai fatto, vista la politica corretta, e giusta a mio avviso, adottata dall’azienda, ma che purtroppo non sempre paga. Poteva benissimo sfruttare ad esempio sempre per il titolo Rockstar Games, i 4K REALI che solo Xbox One X è in grado di offrire per abbozzare un contro strategia, anche a danno dei 4K “fake” sbandierati da Sony. Alle volte fare una mossa furba crea tanta visibilità, da credito all’azienda, al pubblico di fan ma anche a chi potrebbe diventarlo in futuro.

Insomma cara Microsoft, ora ci sono i mezzi e le persone giuste, una volta che ci saranno finalmente anche i Giochi, credo che la nuova strategia di Phil Spencer dovrebbe finalmente dare quel colpo di coda necessario a rendere il brand Xbox sinonimo di gaming.