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Assistere alla nascita di un prodotto e al suo sviluppo nel tempo è qualcosa che non capita tutti i giorni, ma posso riassumere così la mia esperienza con Xenon Racer.

Annunciato appena qualche giorno prima dell’ultima Milan Games Week, ho avuto modo di provarlo proprio durante la fiera, potendo scambiare anche qualche chiacchiera con i ragazzi di 3DClouds.it, così da farmi già un’idea del prodotto finale.

Dopo aver partecipato a fasi alpha e beta del titolo, finalmente oggi ho tra le mani il gioco finito, un racing arcade tutto italiano che prende ispirazione dai grandi classici del settore come Ridge Racer, cercando di riportare in auge una tipologia di gioco che ultimamente non “acchiappa” più come un tempo, complice anche la ricerca continua della simulazione pura.

Xenon Racer è ambientato in un futuro prossimo, nel 2030 precisamente, anno che segna la fine dei mezzi da corsa come li intendiamo oggi, per passare a mezzi più performanti e tecnologicamente avanzati, in grado di volare in stile Wipeout.

Per questo motivo le più importanti case costruttrici di veicoli da corsa del pianeta decidono di organizzare un campionato in cui far correre quelle che rappresentano il canto del cigno delle vetture terrestri, estremizzando le loro prestazioni con aerodinamica attiva e motori ibridi alimentati ad elettricità e Xenon.

L’aerodinamica attiva dei veicoli è uno degli aspetti più originali della produzione, dato che non si limita a semplici movimenti degli alettoni come siamo abituati a vedere oggi sulle hypercar, ma è tutto il corpo vettura a modificare il suo assetto durante la corsa, allargandosi e aprendo feritoie nella carrozzeria, e ovviamente ogni vettura muta a modo suo.

Il parco macchine si compone di 9 modelli, declinati in due versioni, una normale e una performance, che inizialmente differiscono in alcune specifiche che incidono sul comportamento una volta volta scesi in pista.

Dico inizialmente perché ben presto scoprirete che le vetture possono essere personalizzate esteticamente e tecnicamente, e la maggior parte dei pezzi modificabili muterà varie statistiche della vettura, così da creare il veicolo che più si addice al nostro stile, anche se non vi nascondo che in Xenon Racer la parola d’ordine è derapare, come se non ci fosse un domani.

Abbiamo a disposizione tre modi di innescare una sbandata, e per ognuno si ottiene lo stesso risultato, quindi sta a noi scegliere il metodo con cui ci troviamo meglio.

Personalmente inizio a far fumare le gomme con un veloce tocco del freno, altrimenti è possibile rilasciare semplicemente l’acceleratore oppure si può cliccare il tasto del freno a mano.

Questo aspetto, spiegato anche nel tutorial, non è troppo chiaro, e ricordo che anche durante le fasi di alpha e beta molti membri della community si ritrovarono spaesati di fronte a queste tre possibilità, pensando di avere dei risultati diversi.

Bene, vi ribadisco che otterrete una sbandata identica a prescindere dal metodo utilizzato.

Lo stile di guida è di un’immediatezza disarmante, si accelera per il 99,9% del tempo, si frena per innescare le sbandate in curva, e quando possibile si utilizza il turbo che generiamo passando sopra a delle apposite pedane oppure esibendoci in derapate da film.

Tutto qui, niente di più e niente di meno. Ma non confondiamo questa semplicità dei comandi con facilità, perché il titolo è sicuramente immediato, ma per riuscire ad ottenere i tempi migliori e per guidare con fluidità lungo i tracciati è necessario apprendere bene i circuiti, valutare le migliori traiettorie per concatenare più curve in un’unica sbandata (anche perché le auto sono praticamente inguidabili se non si va di traverso) e anche la gestione del turbo ha un ruolo fondamentale per ottenere il miglior tempo alla fine del giro.

L’IA invece non sarà una grande preoccupazione dato lo scarsissimo livello degli avversari, evidente non solo nelle traiettorie che fanno, ma anche a livello di consistenza nei tempi sul giro.

Insomma la vera sfida non è tanto contro gli avversari quando contro noi stessi, cercando di domare la belva e diventare piloti provetti su tutte le piste presenti in gioco, che sono localizzate in 7 location principali, che tra l’altro risultano tutte ben caratterizzate. Correremo in Costa Azzurra, a Boston, Shangai, Dubai, Miami, Canada e Tokyo.

Il cuore di Xenon è la modalità carriera, che non ha uno sviluppo lineare ma si ramifica dopo la gara d’esordio, lasciandoci la libertà di avanzare come meglio crediamo, e avanzando nella carriera aumenterà anche la difficoltà degli avversari (che come detto trovo comunque poco incisivi anche ai livelli più alti).

Il raggiungimento degli obiettivi di gara permetterà lo sblocco di nuove vetture e nuove personalizzazioni, così da arricchire mano a mano l’esperienza di gioco.

Questo è un aspetto che a me personalmente non è dispiaciuto affatto, ma forse alcuni giocatori avrebbero gradito la possibilità di poter avere tutto sbloccato almeno nella modalità singola.

Gli eventi non sono composti solo da classiche gare, ma anche da eventi ad eliminazione, time attack e le leggendarie corse con checkpoint, che riportano subito alla mente i mitici arcade cabinati degli anni ottanta e novanta.

Ovviamente tutte le modalità descritte sono comodamente giocabili anche in partita singola. Inoltre è possibile giocare in multiplayer locale grazie alla funzionalità split screen e anche online, anche se non mi pronuncio a riguardo dato che nei giorni di prova non ho trovato sessioni disponibili, evidentemente a causa della poca utenza connessa.

Nella sezione online è possibile accedere anche alle classifiche online, cosi da tenere traccia dei nostri record sulle varie piste disponibili.

Graficamente il titolo è sicuramente d’impatto, con colori vivaci e un’originalità nei modelli delle vetture che da tanto tempo non vedevo all’interno di un videogioco.

Spulciando tra le opzioni troverete due modalità grafiche, una votata alla fluidità e una alla qualità pura. Dopo averle provate su Xbox One X, ho optato per le prima, in grado di garantire una fluidità di gioco decisamente superiore senza compromettere troppo i dettagli generali.

Al contrario utilizzando la qualità è evidente un maggior dettaglio di gioco, ma tutto risulta meno fluido e spesso “scattoso”, rendendo l’esperienza poco godibile.

Un peccato vedere anche qualche texture in bassissima risoluzione, non tanto in gara, dove le velocità in gioco non vi faranno notare certi particolari, ma durante le scene di presentazione dei tracciati mi sarei aspettato quel pizzico di cura in più.

Tirando le somme Xenon Racer mi ha lasciato con un bel sorriso stampato in viso. Da tanto tempo mancava un titolo con queste caratteristiche, che fosse immediato e semplice ma allo stesso tempo divertente e con un buon tasso di sfida.

Indubbiamente è presente qualche difetto come una IA migliorabile, collisioni approssimative e qualche sbavatura grafica, ma il pacchetto confezionato dal piccolo team di 3DClouds.it è ben fatto, ricco di originalità e merita assolutamente un posto nella cerchia dei migliori titoli racing arcade.

Il nostro voto: 7.5

thumbs-up-icon
Pro
  • Il design dei veicoli
  • Controlli immediati
  • Originale e ben caratterizzato
thumbs-down-icon
Contro
  • IA non all’altezza
  • Collisioni approssimative
  • Alcune texture in bassa risoluzione troppo evidenti
RASSEGNA PANORAMICA
Voto Complessivo
7.5
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Product and graphic designer. Amateur photographer, freeride and downhill rider, cars and bikes lover. • PFB Design