Luna Abyss su Xbox Series X – Un tuffo nell’abisso che vale la pena!

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Mi sono avventurato nel gioco Luna Abyss su Xbox Series X, grazie ad un codice review ricevuto dal publisher e sviluppatore al contempo. È uno di quei titoli che ti colpiscono subito: uno shooter in prima persona con venature bullet hell e platforming fluido, immerso in una sci-fi oscura e ipnotica. Non è perfetto, ma mi ha tenuto incollato fino alla fine.

Dietro al gioco c’è Kwalee Labs, lo studio interno di Kwalee, publisher e developer britannico di Leamington Spa. Kwalee negli ultimi anni ha pubblicato diversi titoli indipendenti interessanti, come WildmenderROBOBEAT e The PrecinctLuna Abyss sembra essere uno dei loro progetti originali più ambiziosi come studio interno, in collaborazione con Bonsai Collective Limited.

Si sente che è un’opera con ancora qualche spigolo da limare, ma anche con un’identità molto forte. Ed è proprio questo che me l’ha resa simpatica fin da subito: non cerca di imitare troppo gli altri, prova a proporre qualcosa di suo.

La storia e l’ambientazione

Il gioco è ambientato in un futuro distopico sulla Luna, una sorta di “luna mimic”, cioè una luna artificiale o alterata, che nasconde un enorme abisso sotto la superficie. Tu interpreti Fawkes, una prigioniera condannata a migliaia di anni di detenzione per crimini mai del tutto chiariti, collegati anche ai suoi occhi rossi e a una profezia.

Per scontare parte della pena, accetti di collegare la tua coscienza a corpi meccanici chiamati Warden e di scendere nell’Abyss per recuperare antiche tecnologie perdute.

La trama mescola horror cosmico, profezie, una colonia perduta chiamata Greymont e un’entità superiore nota come All Father. Non è una storia rivoluzionaria, ma è intrigante, ben ritmata e abbastanza misteriosa da spingerti ad andare avanti. L’atmosfera è cupa, malinconica e a tratti surreale, e secondo me funziona molto bene.

Personaggio Principale

Fawkes è una protagonista solida. È arrabbiata, confusa, determinata, e nel corso dell’avventura evolve in modo credibile. Non è la classica eroina invincibile: si percepisce bene la sua vulnerabilità, soprattutto all’inizio.

Il fatto che la sua coscienza venga “inserita” in questi corpi artificiali aggiunge un bel senso di distacco e inquietudine. Mi è piaciuto molto come il gioco esplori la sua identità senza spiegoni inutili, lasciando che tutto emerga poco alla volta.

Gli NPC

Anche se il gioco è pensato soprattutto per l’esplorazione solitaria, ci sono alcuni NPC importanti. Il più interessante è Aylin, la tua guardiana artificiale: una testa gigante su un corpo serpentino meccanico, che ti parla dalla parete della cella. Ha un tono ironico e distaccato, ma ogni tanto lascia intravedere una profondità più inattesa.

Gli altri personaggi li incontri nell’Abyss o nelle aree di transizione: robot, sopravvissuti o entità bizzarre. Le interazioni sono semplici, con dialoghi a scelta limitata, ma sono scritte bene e supportate da un doppiaggio convincente. Non sono memorabili per quantità o complessità, ma aiutano parecchio a rafforzare il senso di mistero e isolamento.

Nemici, armi e combattimento

Qui il gioco dà il meglio di sé. I nemici sono una buona varietà di creature biomeccaniche, droni, esseri distorti dall’abisso e boss imponenti. Molti attacchi riempiono lo schermo di proiettili e ti costringono a muoverti senza mai fermarti, ed è qui che la componente bullet hell prende davvero forma.

Le quattro armi principali sono:

  • Scout Rifle, un’arma d’assalto affidabile.

  • Shieldbreaker, una shotgun utile contro gli scudi blu.

  • Monarch’s Lance, un fucile di precisione pensato per gli scudi viola.

  • Atom Splitter, un lanciarazzi ideale contro gruppi di nemici.

Il sistema di lock-on su controller è comodissimo: tieni premuto il grilletto e miri in automatico, mentre ti concentri su movimento e schivata. Questo rende il combattimento molto più fluido e accessibile, senza togliere tensione.

In più, esplorando fuori dal percorso principale, trovi upgrade nascosti per armi e salute. Non c’è un vero albero delle abilità, ma questi piccoli potenziamenti fanno davvero la differenza e premiano bene la curiosità.

Gameplay e meccaniche

Il cuore del gioco è il mix tra sparatutto veloce, platforming 3D e bullet hell. Ti muovi con grande agilità: salti, dash, wall-run e sezioni platform pensate con fantasia. I livelli sono costruiti bene e spesso danno un bel senso di verticalità e scala.

La difficoltà è medio-alta: i primi livelli sono abbastanza accessibili, ma andando avanti i pattern nemici si complicano parecchio, soprattutto nei boss.

La cosa che ho apprezzato di più è che non cerca di riempirsi di sistemi inutili: niente crafting superfluo, niente bloat. È diretto, concentrato sull’azione e sull’esplorazione, e secondo me lo fa molto bene.

Comparto grafico

L’art direction è uno dei punti forti assoluti. Non punta al fotorealismo, ma costruisce un’identità visiva molto forte: luci drammatiche, ombre profonde, colori contrastanti tra rossi intensi e blu freddi, e un senso di scala davvero notevole.

Gli ambienti passano da miniere abbandonate a strutture biomeccaniche gigantesche, fino a zone più aperte e desolate. Su Series X tutto è fluido e gli effetti particellari durante i combattimenti sono spettacolari, gira benissimo, con caricamenti rapidissimi e frame rate stabile.

Ogni tanto qualche texture è un po’ “muddy” da vicino, ma nell’insieme l’impatto visivo è davvero bello e immersivo. Non c’è una personalizzazione del personaggio in senso classico, ma gli upgrade modificano leggermente l’aspetto delle armi.

Audio

Anche il comparto sonoro fa il suo dovere alla grande. Gli effetti audio sono potenti: spari, impatti ed esplosioni hanno un bel peso. Il sound design aiuta molto a creare tensione, soprattutto quando lo schermo si riempie di nemici e proiettili.

La colonna sonora alterna tracce elettroniche energiche nei combattimenti a pezzi più ambient e corali nelle fasi esplorative. Il tema del boss finale, in particolare, è davvero epico. Il doppiaggio è buono, con qualche interpretazione che si fa ricordare più delle altre.

Pro e contro

Pro:

  • Combattimento e movimento fluidi e divertenti.

  • Art direction e atmosfera eccellenti.

  • Livelli ben progettati e buon senso di progressione.

  • Ottimo il fatto che sia disponibile anche su Game Pass.

  • Storia intrigante e personaggi strani al punto giusto.

Contro:

  • Qualche ripetitività nella seconda metà.

  • Piattaforma a volte un po’ imprecisa.

  • Varietà dei nemici migliorabile nelle fasi iniziali.

  • Qualche piccola incertezza tecnica, comunque marginale su Series X.

Cosa vorrei in un sequel o DLC

Mi piacerebbe vedere più varietà di nemici fin dall’inizio, un New Game+ più ricco e magari qualche modalità extra per rimettersi subito alla prova. Anche una cooperativa leggera o delle sfide aggiuntive potrebbero allungarne molto la vita.

Sul fronte narrativo, invece, espandere ancora l’Abyss con nuove aree e magari una storia parallela legata alla profezia sarebbe una bellissima direzione. Un po’ più di personalizzazione o di build diverse per le armi non guasterebbe affatto.

Considerazioni finali

Luna Abyss è un bel gioco AA che non cerca di strafare, ma riesce comunque a offrire un’esperienza solida, divertente e molto suggestiva. Non è un capolavoro rivoluzionario, però fa tante cose bene e ha il coraggio di andare dritto al punto.

Se amate gli shooter veloci con un tocco di bullet hell e platforming, e vi piace quel feeling tra DoomReturnal e un pizzico di Metroid Prime, allora secondo me vale davvero la pena provarlo. Io mi sono divertito tantissimo e sono curioso di vedere cosa riuscirà a fare Kwalee Labs in futuro.

Ho assegnato un voto onesto per un gioco che fa bene tante cose e che, soprattutto, ha personalità. Se lo avete su Game Pass, provatelo senza paura.

Conclusioni

Luna Abyss è un bel gioco AA che non cerca di strafare, ma riesce comunque a offrire un’esperienza solida, divertente e molto suggestiva. Non è un capolavoro rivoluzionario, però fa tante cose bene e ha il coraggio di andare dritto al punto. Se amate gli shooter veloci con un tocco di bullet hell e platforming, e vi piace quel feeling tra Doom, Returnal e un pizzico di Metroid Prime, allora secondo me vale davvero la pena provarlo.

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Luna Abyss è un bel gioco AA che non cerca di strafare, ma riesce comunque a offrire un’esperienza solida, divertente e molto suggestiva. Non è un capolavoro rivoluzionario, però fa tante cose bene e ha il coraggio di andare dritto al punto. Se amate gli shooter veloci con un tocco di bullet hell e platforming, e vi piace quel feeling tra Doom, Returnal e un pizzico di Metroid Prime, allora secondo me vale davvero la pena provarlo.Luna Abyss su Xbox Series X – Un tuffo nell’abisso che vale la pena!