Ground Zero – Un tuffo nel survival horror anni ’90 che non ti aspetti – Recensione Xbox Series X

Se siete fan di Resident Evil classico, Dino Crisis o di quei giochi che ti fanno gestire ogni singolo proiettile come se fosse oro, preparatevi: questo è pane per i vostri denti.

Advertising

Ho giocato un bel po’ di ore (e rigiocato qualche capitolo per i finali multipli) con Ground Zero, il nuovo survival horror retro di Malformation Games (al loro esordio assoluto) pubblicato da Kwalee. Kwalee è nota soprattutto per giochi più leggeri e casual, ma qui ha scommesso su un titolo indie ambizioso e, devo dirlo, ha fatto centro.

Se siete fan di Resident Evil classico, Dino Crisis o di quei giochi che ti fanno gestire ogni singolo proiettile come se fosse oro, preparatevi: questo è pane per i vostri denti.

La storia: apocalisse coreana e misteri nel fumo

Ground Zero è ambientato nella Busan post-apocalittica, in Corea del Sud, qualche mese dopo che un devastante impatto di meteorite ha praticamente cancellato il Paese. Nebbia fitta, fulmini improvvisi, cenere ovunque e un silenzio inquietante rotto solo dai versi delle creature.

Tu vieni mandato lì per recuperare un “black box” (una scatola nera di dati) che dovrebbe spiegare cosa è successo davvero, oltre a cercare superstiti e bonificare la zona. Ma ovviamente le cose vanno molto, molto peggio del previsto: mutazioni organiche strane, creature orribili e un senso di paranoia costante.

La trama è solida, con un bel mix di sci-fi horror e indagini. Ci sono più finali e scelte che influenzano il percorso, il che dà una buona rigiocabilità. Non è rivoluzionaria, ma è raccontata bene e ti tiene incollato fino alla fine.

I protagonisti

La storia ruota principalmente attorno a Captain Seo-Yeon, un’operatrice d’élite coreana tosta, preparata e determinata. È il classico personaggio capace ma umano, con i suoi momenti di dubbio. Il suo partner è il Lieutenant Evan Fielding, un canadese più burbero e diretto, che porta un bel contrasto culturale e dialoghi interessanti.

Cambiare prospettiva tra i due (a volte) aggiunge varietà e rende il racconto più vivo. Mi sono affezionato a entrambi: non sono i più carismatici della storia dei videogiochi, ma sono credibili e ben doppiati.

NPC e interazioni

Non aspettatevi un open world con decine di NPC chiacchieroni. Siamo in un survival horror classico: gli incontri con altri sopravvissuti sono rari, tesi e significativi. Alcuni ti aiutano, altri nascondono segreti, e le interazioni sono più narrative che libere. Niente dialoghi a scelta multipla stile RPG, ma scelte morali che contano. Funziona benissimo per mantenere la tensione.

Nemici, armi e combattimenti

I nemici sono mutazioni orribili: ex umani trasformati da qualcosa di peggio della semplice radiazione, insetti giganti, cose organiche che strisciano dai muri… fanno davvero “schifo” nel modo giusto. Alcuni sono tank, altri veloci e letali in gruppo. Bisogna imparare i loro pattern.

Hai a disposizione pistole, fucili a pompa, mitra, un coltello (upgradabile!) e munizioni limitatissime. Il gameplay premia la conservazione: ogni colpo conta. Ci sono dodge e parry con timing stretto (il parry è rischioso ma soddisfacente), critical shot per danni extra o rompere lucchetti, e un sistema di scan dei nemici che ti dà Genome Points per upgradare armi e equipaggiamento.

Il combattimento è un bel mix di classico (tank control opzionale) e moderno. Non è facilissimo, soprattutto nelle prime ore, ma una volta presa la mano diventa fluido e tattico.

Gameplay e meccaniche

È puro survival horror old-school:

  • Fondali pre-rendered bellissimi
  • Inventario limitato (gestisci spazio come in RE)
  • Puzzle ambientali e di inventario
  • Esplorazione ramificata con backtracking intelligente
  • Difficoltà ben calibrata (normale è impegnativa ma giusta, ci sono opzioni per tutti)

Su Xbox Series X gira che è una meraviglia: caricamenti velocissimi, 60 fps solidi (con qualche piccolo tentennamento raro in aree dense), risposta del controller eccellente. Filtri grafici retrò, varie difficoltà e persino New Game+ con extra. Particolarità simpatica: lo stile è volutamente retrò ma con tocchi moderni che lo rendono accessibile senza tradire le radici.

Grafica e stile

Visivamente è un amore per gli anni ’90-early 2000: modelli 3D un po’ blocky (volutamente), fondali pre-rendered stupendi che creano un’atmosfera incredibile, illuminazione drammatica con nebbia e fulmini. Su Series X è pulito, dettagliato e immersivo. Lo stile è coerente e riconoscibilissimo: sembra un “Resident Evil perduto” ambientato in Corea. Personalizzazioni limitate ma carine (skin armi, filtri).

Audio

Effetti sonori eccellenti: passi nell’acqua, versi delle creature, porte che cigolano… ti mettono i brividi. La musica è minimal ma azzeccata, con temi tesi che salgono nei momenti giusti. Il doppiaggio (in inglese con testi in italiano) è buono, soprattutto per un indie.

Pro:

  • Atmosfera pazzesca e tensione costante
  • Rispetto reverenziale per il genere classico ma con idee proprie
  • Buona durata (8-12 ore per run, di più con extra)
  • Rigiocabilità alta
  • Prezzo

Contro:

  • Qualche piccolo difettuccio nel combat (soprattutto all’inizio)
  • Inventario e menu un po’ datati (ma è voluto)
  • Storia non originalissima
  • A volte la backtracking può risultare ripetitiva se non ti piace esplorare

Cosa potrebbe mancare (e speriamo in un sequel/DLC)

Mi piacerebbe vedere più varietà di nemici o boss più elaborati, magari una modalità coop leggera o sfide extra. Un’espansione con nuove aree di Seoul o un prequel sul momento dell’impatto sarebbe fantastico. Anche un editor di mappe o più skin retrò sarebbero chic.

Considerazioni finali

Ground Zero è esattamente quello che volevo da un survival horror moderno che guarda al passato: tensione, risorse limitate, esplorazione intelligente e tanta atmosfera. Non è perfetto, ha i suoi spigoli retrò, ma è fatto con passione vera e si vede. Per gli amanti del genere è un must assoluto, uno dei migliori indie horror recenti.

Ho optato per un bel voto alto perchè come titolo di esordio è veramente molto convincente convincente. Se amate i classici, compratelo senza paura.

Conclusioni

Ground Zero è esattamente quello che volevo da un survival horror moderno che guarda al passato: tensione, risorse limitate, esplorazione intelligente e tanta atmosfera. Non è perfetto, ha i suoi spigoli retrò, ma è fatto con passione vera e si vede. Per gli amanti del genere è un must assoluto, uno dei migliori indie horror recenti.

Ultimi articoli

spot_img
spot_img
Ground Zero è esattamente quello che volevo da un survival horror moderno che guarda al passato: tensione, risorse limitate, esplorazione intelligente e tanta atmosfera. Non è perfetto, ha i suoi spigoli retrò, ma è fatto con passione vera e si vede. Per gli amanti del genere è un must assoluto, uno dei migliori indie horror recenti.Ground Zero - Un tuffo nel survival horror anni '90 che non ti aspetti - Recensione Xbox Series X