Se c’è una serie che per me ha sempre rappresentato il meglio degli strategici in tempo reale ambientati nella Seconda Guerra Mondiale, quella è Company of Heroes. Dopo aver giocato un bel po’ di ore a Company of Heroes 3: Final Stand su PC, posso solo dire che questa differente versione mi è piaciuta tantissimo: veloce, intensa, piena di situazioni stile film e tanto coinvolgente che non riuscivo a smettere di giocarci.
Company of Heroes 3: Final Stand è sviluppato e pubblicato da Relic Entertainment, lo storico studio canadese che ha sviluppato la serie:
- Company of Heroes (2006) – il primo capitolo (pubblicato da THQ) che ha rivoluzionato il genere con un’attenzione maniacale alla copertura, alla distruzione ambientale ed al posizionamento tattico.
- Company of Heroes 2 (2013) – questa volta pubblicato da SEGA. Ambientato sul fronte orientale, introduce meccaniche più dure (freddo, linee di vista, distruzione ancora più marcata).
- Company of Heroes 3 (2023) – ancora Relic/SEGA. Porta la serie nel Mediterraneo (Italia e Nord Africa), con una campagna più strutturata, nuove fazioni e un motore grafico aggiornato.
Con Final Stand, Relic cambia approccio: non è un’espansione classica, ma un gioco standalone che non richiede di possedere Company of Heroes 3. È una mossa importante, perché apre la porta anche a chi non ha mai toccato la serie, pur restando pienamente legato al suo DNA tattico.
In questa versione del gioco non abbiamo una trama nel senso classico. Non esiste una campagna narrativa con missioni collegate. Final Stand è una modalità roguelite a ondate in cui l’obiettivo è semplice e chiaro: difendere una serie di quartier generali da attacchi sempre più forti cercando di sopravvivere per 12 ondate (più una modalità Endless per chi vuole spingersi oltre).
Quello che conta davvero è la scelta strategica. Possiamo comandare 4 fazioni iconiche:
- US Forces
- British Forces
- Wehrmacht
- Deutsches Afrikakorps
Ogni fazione ha il suo albero di progressione permanente, con potenziamenti che si sbloccano tra una run e l’altra e le partite si svolgono su 5 mappe pensate appositamente per la difesa ad ondate (Fall of Sousse, Gela Beachhead, Qattara Depression, The Alpine Wall e Torrente Ruins).
Ogni terza ondata dovremo affrontare un boss: un’unità più potente con abilità speciali che mette davvero alla prova la nostra strategia organizzativa. In totale ci sono 36 boss diversi e 18 eventi dinamici che cambiano le condizioni di battaglia (e dobbiamo fare attenzione).
Il pubblico a cui è rivolto? Principalmente agli appassionati di strategia in tempo reale, Fan della serie Company of Heroes e giocatori che amano le modalità roguelite, le run corte ma intense e la soddisfazione di migliorare piano piano.
Gameplay e meccaniche
Il cuore di Final Stand è il classico gameplay di Company of Heroes ma ripensato in ottica “sopravvivenza a ondate”. Per chi non conosce la serie: a differenza di molti RTS tradizionali (dove si costruiscono basi, si raccolgono risorse e si producono unità in serie), Company of Heroes punta tutto su copertura, soppressione, posizionamento tattico e distruzione ambientale. Qui queste meccaniche restano centrali, ma il ritmo è molto più immediato.
A differenza del gioco base non dobbiamo raccogliere risorse controllando punti strategici né costruire basi complesse. Le risorse arrivano automaticamente ad intervalli regolari e dovremo “soltanto decidere” come utilizzarle al meglio. Questo rende tutto più immediato e concentrato sul combattimento.
Ogni ondata superata ci consentirà do acquistare nuove unità (fanteria, veicoli, armi di squadra), sbloccare abilità speciali (bombardamenti, attacchi aerei, potenziamenti passivi) e migliorare le truppe con bonus casuali, in puro stile roguelite.
La parte interessante è che non tutte le unità sono sempre disponibili: alcune vengono offerte in modo casuale quindi ogni run può prendere una direzione diversa. Questo aumenta moltissimo la rigiocabilità e spinge a sperimentare combinazioni nuove.
Il gioco offre 8 livelli di difficoltà, da “Newcomer” a “Veteran”. All’inizio possiamo tranquillamente partire dalle difficoltà medio-basse ed imparare le meccaniche ma già da “Difficile” in su il gioco inizia a mordere davvero. Le ondate diventano più aggressive, i boss più pericolosi e gli eventi casuali più pesanti.
Per me la curva di difficoltà è ben fatta: non è impossibile ma costringe a pensare, adattarsi e non sottovalutare mai il nemico.
Confronto con altri RTS
Per capire davvero cosa offre Company of Heroes 3: Final Stand, conviene metterlo a confronto con gli altri grandi nomi del genere. Non tutti gli RTS sono uguali e Company of Heroes (soprattutto in questa versione a ondate) gioca in un campo molto diverso rispetto ai classici.
Versus StarCraft, Age of Empires e Command & Conquer sono i “macro RTS” per eccellenza. Qui il gioco ruota intorno all’economia: raccogli risorse, costruisci una base sempre più grande, produci unità in massa e gestisci contemporaneamente produzione, ricerca tecnologica e attacchi. Il multi-tasking è estremo e la velocità di esecuzione conta tantissimo. Le unità, soprattutto la fanteria, tendono a essere relativamente sacrificabili.
Company of Heroes (e ancora di più Final Stand) ribalta quasi completamente questo approccio. Non c’è una vera base da espandere, le risorse arrivano in modo automatico o attraverso il controllo del territorio, e il focus è tutto sul micro e sulla tattica sul campo. Copertura, soppressione, flanking, distruzione ambientale e posizionamento delle squadre pesano molto di più della quantità di unità. Una squadra di fucilieri ben piazzata dietro un muretto può tenere a bada forze numericamente superiori, cosa che in StarCraft o Age of Empires succede molto più raramente. In Final Stand questa differenza si accentua ulteriormente: sparisce quasi del tutto la gestione economica e resta solo il combattimento puro.
Versus Dawn of War 2 – The Last Stand
Questo è probabilmente il confronto più diretto. The Last Stand di Dawn of War 2 (sempre di Relic) è stato il primo grande tentativo dello studio di trasformare il proprio gameplay tattico in una modalità a ondate cooperativo. Lì controllavi pochi eroi potenziati, con progressione e loot, contro ondate sempre più difficili.
Final Stand riprende chiaramente quell’idea ma la porta nel mondo più “terrestre” e realistico di Company of Heroes. Invece di eroi singoli molto potenti hai a disposizione intere squadre e veicoli con un sistema di risorse automatiche e scelte roguelite tra un’ondata e l’altra. Il feeling è meno “arcade-MOBA” e più “difesa tattico-cinematografica”. Chi ha amato The Last Stand troverà Final Stand familiare ma con un’identità più legata alla Seconda Guerra Mondiale e a un ritmo leggermente diverso.
Versus i tattici più realistici (Men of War, Call to Arms, Gates of Hell, Steel Division)
Qui si va ancora più in profondità sul realismo e sul micro-management. Giochi come Men of War o Gates of Hell ti fanno controllare quasi ogni singolo soldato, con ballistica realistica, ferite, stanchezza e una gestione delle munizioni molto punitiva. Steel Division invece alza la scala: battaglie più grandi, linee del fronte, gestione dei rinforzi e un approccio più operativo.
Company of Heroes Final Stand si colloca a metà strada: è più accessibile e “cinematografico” di questi titoli ma molto più tattico e basato sulla copertura rispetto ai classici RTS da base-building. Non arriva al livello di simulazione di Men of War, ma offre un equilibrio tra accessibilità e profondità tattiche che pochi altri riescono a mantenere.
In sintesi
Se amate costruire basi enormi, gestire economie complesse e fare multi-tasking estremo, Final Stand potrebbe sembrare “semplificato”. Se invece cerchiamo sessioni intense, concentrate sul combattimento, sul posizionamento e sulla soddisfazione di tenere la linea contro forze superiori, allora questo gioco si posiziona in modo molto chiaro e distintivo all’interno del panorama RTS attuale. È meno “strategia da grandi eserciti” e più “tattica da compagnia” ed in questo senso resta uno dei migliori esponenti della sua nicchia.
Grafica, fluidità e comandi
Dal punto di vista tecnico, Final Stand è praticamente Company of Heroes 3 in versione “concentrata”: stesso motore, stessa grafica, stessa qualità visiva. Su PC, con un hardware decente, il gioco gira molto bene:
- Grafica: dettagliata, con effetti di distruzione, esplosioni, fumo e particellari molto convincenti. Le unità sono ben modellate e le mappe hanno un’atmosfera credibile.
- Fluidità: nella maggior parte delle situazioni i frame rate restano stabili, anche durante le ondate più caotiche. Ovviamente, con tantissime unità e effetti sullo schermo, qualche calo può capitare, ma nulla di drammatico.
- Comandi: la risposta è precisa, il controllo delle squadre è fluido e la pausa tattica (quando serve) funziona benissimo per dare ordini con calma.
- Caricamenti: i tempi di caricamento sono ragionevoli e non rompono il ritmo delle sessioni.
In sintesi: se il nostro PC regge Company of Heroes 3, regge senza problemi anche Final Stand, e l’esperienza risulta scorrevole e piacevole.
Comparto Audio
Il comparto audio è uno dei punti forti della serie e qui non delude. Final Stand mantiene la stessa qualità sonora di CoH3:
- Effetti sonori: spari, esplosioni, cingoli, motori, urla e comandi sono tutti molto ben curati. Ogni arma ha un suono distintivo e questo aiuta tantissimo a capire cosa sta succedendo sul campo di battaglia anche solo ascoltando.
- Colonna sonora: le musiche sono epiche ma non invasive, si inseriscono bene nei momenti di tensione senza coprire i suoni importanti del combattimento.
- Voce dell’annunciatore: c’è una nuova voce narrante che commenta le tue azioni e l’andamento delle ondate, dando un tocco in più di “battaglia cinematografica”.
Il risultato è un’atmosfera sonora che ti tiene sempre dentro l’azione, senza mai stancare.
Ecco, in sintesi, cosa mi è piaciuto e cosa invece lascia un po’ a desiderare.
Pro
- Gameplay solido e divertente: il mix tra Company of Heroes e roguelite funziona davvero bene.
- Rigiocabilità alta: grazie alle scelte casuali, alle diverse fazioni e alle difficoltà, ogni run può essere diversa.
- Coop online a 2 giocatori: giocare in cooperativa con un amico rende tutto ancora più intenso e strategico.
- Grafica e audio di alto livello: eredita tutto il meglio di Company of Heroes 3.
- Sessioni brevi ma intense: perfetto per chi vuole fare una partita veloce ma soddisfacente.
Contro
- Contenuti limitati: rispetto a un gioco completo, le mappe (solo 5), le unità e gli eventi possono sembrare pochi.
- Prezzo un po’ alto (circa 30 euro) per quello che offre come contenuti iniziali.
- Nessuna vera novità tecnica: è Company of Heroes 3 con una modalità in più, non un salto in avanti.
- Coop solo a 2 giocatori: sarebbe stato bello vedere supporto per più giocatori in cooperativa.
Cosa manca e cosa vorrei in un sequel o DLC
Se dovessi dire cosa mi piacerebbe vedere in futuro:
- Più mappe e più varietà di scenari.
- Nuove fazioni o varianti (magari legate al fronte del Pacifico o ad altri teatri).
- Più eventi casuali e boss con meccaniche più articolate, non solo più vita e più danni.
- Una coop a 3–4 giocatori, per rendere le sessioni ancora più epiche.
- Qualche modalità extra, tipo sfide a tempo, obiettivi speciali o una sorta di “meta-campagna” che colleghi più run.
Sarebbe anche bello vedere un supporto post-lancio con DLC (non troppo costosi) o aggiornamenti che aggiungano contenuti, perché la base è solida e meriterebbe di essere espansa.
Considerazioni finali
Company of Heroes 3: Final Stand mi ha convinto parecchio. È un’esperienza che prende il meglio della serie ovvero tattica, posizionamento, copertura, distruzione e li mescola in una formula più veloce, immediata e rigiocabile. La componente roguelite funziona, le partite sono intense e la voglia di “farne un’altra” è forte.
Certo, come prodotto standalone lascia un po’ l’amaro in bocca per i contenuti non enormi e per un prezzo che poteva essere più morbido. Ma se amate gli strategici in tempo reale, la Seconda Guerra Mondiale e le modalità a ondate, troverete un’esperienza molto soddisfacente che vi terrà incollati allo schermo per svariate ore.
Per me merita un bel voto, soprattutto per quanto è divertente e per quanto fa tornare la voglia di giocare ancora e ancora.


