Se come me siete appassionati di shooter spaziali, roguelite e meccaniche di estrazione, OMEN è uno di quei titoli che non potete assolutamente perdere. Sviluppato e pubblicato da Codex Interactive LLC, uno studio indie di quattro persone con sede nel Pacific Northwest, OMEN è uscito l’11 agosto 2026 su Steam.
Questa è la prima opera pubblicata da Codex Interactive, ma si vede che il team ha le idee chiarissime: OMEN mescola con intelligenza elementi di extraction shooter, roguelite, difesa della base e combattimento spaziale top-down, il tutto in una campagna single-player completamente priva di PvP.
Dopo averci giocato per diverse ore, posso dirvi che è un titolo che mi ha conquistato completamente. È uno di quei giochi che ti fanno dire “ancora una missione” e poi ti ritrovi a giocare per ore senza accorgertene.
La storia: un impero caduto e una minaccia cosmica
La trama di OMEN è ambientata nel futuro, in un universo dove l’Impero Samarin è crollato sotto l’assalto di una forza ultraterrena chiamata The Veil (Il Velo). Questo misterioso fenomeno cosmico sta spargendo abominazioni nella nostra dimensione e un’armata di cultisti cerca di sfruttarlo come arma per una guerra totale.
Voi impersonate un Astral, un pilota di astronavi immortale riportato in vita ripetutamente e costretto a combattere sin dalla caduta della Terra. Non siete un eroe volontario, ma uno strumento di indagine: il vostro scopo è scoprire cos’è The Veil, cosa ha distrutto l’Impero Samarin e se i resti frammentati dell’umanità possono essere tenuti insieme abbastanza a lungo per trovare una risposta.
La narrazione si sviluppa attraverso quattro atti, ognuno ambientato in una regione diversa dell’impero in rovina, con le proprie quest, mini-obiettivi e loot specifico. Si parte dai confini dell’impero per arrivare fino al cuore di The Veil, affrontando basi militari, strutture di ricerca segrete e la capitale dell’impero prima del confronto finale.
Gameplay e meccaniche
OMEN è un twin-stick shooter top-down con prospettiva isometrica. Le meccaniche principali ruotano attorno a tre pilastri: esplorazione ed estrazione, difesa della base e progressione roguelite.
Il ciclo di gioco Il ciclo di gioco funziona così:
- Esplori una regione dell’impero Samarin in rovina, completando missioni e raccogliendo risorse preziose.
- Estrai il loot prima che arrivi la flotta di risposta nemica. Se rimani troppo a lungo, arrivano navi capitali che possono chiudere la partita in fretta.
- Torni alla base (un monastero abbandonato che reclami come quartier generale) e usi le risorse per migliorare la tua nave, craftare armi e costruire difese.
- Difendi la base dagli attacchi di ritorsione: ogni tre estrazioni riuscite in un territorio, la fazione nemica lancia un raid contro la tua base.
Il combattimento è twin-stick: una levetta (o WASD) controlla il movimento della nave, l’altra (o il mouse) mira e spara. Il gioco offre oltre 80 armi e abilità tra cui scegliere, ma ne puoi equipaggiare solo 4 per missione, più lo sprint per le manovre evasive.
La profondità sta nelle combinazioni: ci sono scafi diversi, armi con effetti unici, abilità di supporto e utility. Non esiste un “build migliore” assoluto, ma diverse strategie funzionanti a seconda del tuo stile.
OMEN adotta la filosofia “facile da imparare, difficile da padroneggiare”. I primi passi sono semplici, ma quando si fa sul serio serve abilità per avere la meglio sui nemici, che pur non essendo tantissimi come varietà, sanno tutti come fare male.
La buona notizia è che la curva di difficoltà è regolabile:
- Morte non permanente: quando muori, le risorse cadono sul punto di morte e possono essere recuperate in una run successiva (anche se sei morto in un’arena da boss, che occupa una mappa separata).
- God Mode opzionale: nelle impostazioni c’è un toggle per l’invincibilità che rimuove la possibilità di perdere equipaggiamento, utile per chi vuole progredire nella storia senza dover ripetere troppo le stesse cose.
Nel complesso, direi che la difficoltà è nella media: accessibile per i nuovi giocatori grazie alle opzioni di assistenza, ma impegnativa per chi cerca una sfida seria.
OMEN è perfetto per:
- Appassionati di roguelite che amano la progressione permanente e le run ripetibili.
- Fan degli extraction shooter che però preferiscono il single-player al PvP caotico.
- Giocatori di shooter spaziali top-down come vecchi titoli arcade o indie moderni.
- Chi cerca una campagna strutturata con obiettivi chiari e progressione narrativa.
Non è ideale per:
- Chi cerca un multiplayer competitivo o coop.
- Chi preferisce action frenetici e veloci (il ritmo è più tattico che arcade puro).
- Chi vuole grafica ultra-realistica (lo stile è funzionale ma non fotorealistico).
Graficamente, OMEN adotta uno stile top-down isometrico con visuale dall’alto. Non punta al fotorealismo, ma a una chiarezza visiva che permette di capire sempre cosa succede durante il caos dei combattimenti.
Le varie regioni dell’impero Samarin hanno ambientazioni diverse (basi militari, strutture di ricerca, città capitali, ecc.) con design coerenti e dettagliati. Gli effetti delle armi e delle esplosioni sono ben fatti, e le navi nemiche hanno design distintivi per ogni fazione (pirati, traditori, cultisti).
Il gioco gira fluidamente sulla maggior parte dei sistemi che rispettano i requisiti minimi. I tempi di caricamento sono rapidi, soprattutto su SSD, e le transizioni tra mappa mondiale, missioni e base sono scorrevoli.
Supporta nativamente i controller (Xbox, PlayStation, ecc.) con configurazione twin-stick già ottimizzata. I comandi sono responsivi e la mira con le levette analogiche è precisa. In alternativa, si può usare tastiera e mouse con la stessa efficacia.
Gli effetti sonori delle armi sono distintivi e soddisfacenti: ogni tipo di arma ha un sound design proprio che aiuta a riconoscere cosa stai usando o cosa ti sta sparando contro. Le esplosioni, i motori delle navi e gli allarmi della base sono ben mixati e contribuiscono all’immersione.
La colonna sonora è di tipo atmosferico, con brani elettronici e synth che si adattano al tono sci-fi/cosmic horror del gioco. Durante l’esplorazione la musica è più calma e ambient, mentre nei combattimenti e nei raid sulla base si intensifica con ritmi più incalzanti.
Nel complesso, il comparto audio è solido senza essere eccezionale: fa il suo dovere e crea atmosfera, ma non è uno di quei giochi dove compri la soundtrack per ascoltarla a parte.
Pro
- Gameplay profondo e vario: oltre 80 armi/abilità, crafting, upgrade della nave, difesa della base.
- Single-player puro: nessun PvP, tutta la tensione viene da meccaniche AI ben progettate (timer, raid, escalation).
- Difficoltà regolabile: God Mode opzionale e recupero risorse dopo la morte.
- Campagna strutturata: 4 atti con boss fight finali, quest e side quest.
- Prezzo onesto: 11,99$ per un indie con questi contenuti è più che giusto.
- Ottima rigiocabilità: combinazioni di build, regioni diverse, obiettivi multipli.
Contro
- Niente multiplayer: né coop né PvP, completamente single-player.
- Varietà nemici limitata: 4 fazioni totali, anche se ognuna ha tattiche diverse.
- Audio nella media: fa il suo lavoro ma non lascia il segno.
Dopo averci giocato per ore, ecco alcune cose che mi piacerebbe vedere in futuri aggiornamenti o in un eventuale sequel:
- Modalità coop: anche solo 2-4 giocatori in coop online cambierebbe completamente l’esperienza, specialmente nei raid sulla base.
- Più fazioni nemiche: 4 sono un buon inizio, ma 6-8 fazioni con design e tattiche più diverse aumenterebbero la varietà.
- Customizzazione estetica della nave: skin, colori, decalcomanie per personalizzare visivamente la propria astronave.
- New Game+: dopo aver finito la campagna, una modalità con difficoltà aumentata e loot esclusivo.
- Missioni procedurali extra: oltre alla campagna principale, missioni infinite generate proceduralmente per chi vuole grindare all’infinito.
- Espansioni narrative: DLC che esplorano altre regioni dell’universo, magari prima del crollo dell’Impero Samarin o in altre galassie.
OMEN è una sorpresa piacevolissima nel panorama degli indie 2026. Codex Interactive, al suo esordio, ha creato un titolo che prende meccaniche di genere (extraction, roguelite, twin-stick shooter) e le combina in modo intelligente e coerente.
La decisione di fare un extraction shooter completamente single-player è coraggiosa e funziona: la tensione c’è tutta, ma senza la frustrazione del PvP o la dipendenza da altri giocatori. La progressione è soddisfacente, le build sono varie, e la campagna ha abbastanza sostanza da tenere impegnati per 15-20 ore (di più se si vuole completare tutto).
Graficamente è funzionale, audio nella media, ma il gameplay è il vero punto di forza: solido, profondo, con quel perfetto equilibrio tra accessibilità e sfida che fa dire “ancora una run”.
Se siete fan del genere o semplicemente cercate un single-player ben fatto con meccaniche interessanti, OMEN è un acquisto consigliato senza esitazione.
OMEN è uno dei migliori indie shooter spaziali che abbia giocato quest’anno. Merita assolutamente un posto nella vostra libreria Steam.


