Oggi vi racconto la mia esperienza con The Day I Became a Bird su Nintendo Switch 2. Ho finito il gioco in una sola seduta rilassante e mi è rimasta addosso quella bella sensazione calda e nostalgica che solo certe storie semplici sanno dare.
Di cosa parla The Day I Became a Bird
Il gioco è un’avventura narrativa sviluppata da Hyper Luminal Games Ltd. (studio scozzese) e pubblicata da Numskull Games, in collaborazione con PASSION Games. È l’adattamento interattivo di un delizioso libro per bambini dell’autrice francese Ingrid Chabbert, con illustrazioni di Guridi (c’è anche un cortometraggio animato da cui prende ispirazione).
La trama è veramente molto tenera: seguiamo Frank, un ragazzino timido delle elementari, che si prende una cotta per Sylvia, la nuova compagna di classe fissata con gli uccelli. Li disegna, canta come loro e praticamente non vede nient’altro. Frank, per farsi notare, decide di creare un costume da uccello e “trasformarsi” per attirare le attenzioni della sua amica.
È una storia molto delicata sul primo amore, sul voler cambiare se stessi per attirare l’attenzione degli altri, sull’innocenza dell’infanzia e su quanto sia bello (e un po’ goffo) provare a essere “coraggiosi”.
Tutto si svolge in una singola giornata (o poco più), tra casa, scuola, parco e la stanza di Frank. Nessun dramma: è un slice-of-life puro, poetico e pieno di piccoli momenti quotidiani che fanno sorridere.
Gameplay e meccaniche
Il gameplay è molto semplice e accessibile, perfetto per un pubblico familiare e per chi vuole un’esperienza rilassante. Ti muovi in ambienti isometrici, interagisci con oggetti e persone, completi piccoli compiti dalla lista delle cose da fare (tipo dare la colazione al cane, sistemare la bici, parlare con i compagni) e raccogli piume dorate sparse in giro per un po’ di completismo leggero.
Le meccaniche variano per non annoiare:
- Mini-giochi con Quick Time Events (ruotare lo stick, premere pulsanti al momento giusto, evitare ostacoli mentre “voli” o pedali in bici).
- Puzzle semplici tipo ricomporre un’immagine strappata (come un jigsaw) o ritagliare/disegnare con le forbici.
- Sezioni di esplorazione in cui puoi curiosare e fare attività opzionali (ballare con la radio, giocare a campana, impilare libri… cose da bambini veri).
La difficoltà è bassa, quasi assente. Fallire un mini-gioco non blocca nulla, puoi riprovare tranquillamente o addirittura attivare una modalità ancora più semplificata a un solo pulsante. È chiaramente pensato per essere godibile anche dai più piccoli o da chi gioca insieme ai figli.
Comparto grafico e prestazioni su Nintendo Switch 2
Visivamente è incantevole. Lo stile è illustrativo, pittorico, molto fedele al libro e al corto animato: colori pastello, linee morbide, un mix tra disegni pieni e schizzi leggeri che danno un sapore da albo illustrato vivo.
Su Nintendo Switch 2 gira in maniera eccellente. Ho provato sia in modalità docked che portatile: sempre fluido, senza cali di frame rate evidenti, anche nelle sezioni un po’ più movimentate.
I comandi rispondono bene con i Joy-Con o il Pro Controller: precisi per gli spostamenti isometrici e reattivi nei mini-gioco. I tempi di caricamento sono velocissimi, praticamente istantanei tra una scena e l’altra. Nel complesso, è una delle conversioni più pulite che abbia visto per un titolo indie di questo tipo sulla nuova Switch.
Comparto audio
Non c’è doppiaggio (né in inglese né in italiano), ma non serve… Gli effetti sonori sono leggeri, delicati ed azzeccati: il fruscio delle piume, il rumore della bici, i passi goffi di Frank nel costume… tutto contribuisce a creare quell’atmosfera intima e infantile nel senso migliore del termine.
La musica è forse uno dei punti più forti: una colonna sonora soft, malinconica al punto giusto e piena di calore, con pianoforte e strumenti acustici che accompagnano perfettamente i momenti di riflessione di Frank. Si sposa alla grande con lo stile visivo.
Pro e contro
Pro:
- Storia tenera e universale, che fa sorridere e un po’ commuovere.
- Stile artistico bellissimo e coerente.
- Esperienza cozy e rilassante, ideale per una serata tranquilla o da giocare con i bambini.
- Varietà di mini-attività che impedisce di annoiarsi nonostante la brevità.
Contro:
- È davvero corto (circa 1 ora – 1 ora e mezza per completarlo tutto, un po’ di più se cerchi tutte le piume).
- Qualche piccolo fastidio di prospettiva in certi ambienti isometrici (niente di grave).
- La difficoltà bassissima potrebbe non soddisfare chi cerca più sfida.
Cosa potrebbe mancare (e che mi piacerebbe in un sequel o DLC)
Sarebbe bello se in futuro aggiungessero:
- Qualche mini-gioco in più o varianti delle attività già presenti.
- Una modalità “libro interattivo” con più pagine illustrate sbloccabili.
- Magari delle storie secondarie di altri compagni di classe, per approfondire l’universo scolastico.
- Un artbook digitale più ricco o la possibilità di rivedere le scene come un film.
- Qualche achievement extra o collezionabili che sbloccano bozzetti concettuali del libro originale.
Un sequel che esplori il “dopo” della storia di Frank e Sylvia (magari crescendo un pochino) sarebbe carinissimo.
The Day I Became a Bird è come un albo illustrato che prende vita tra le tue mani. Non è un gioco “importante” per ore e ore di gameplay, ma è un’esperienza sincera, delicata e piena di charme che ti riporta per un attimo all’ingenuità dell’infanzia e alle prime cotte.
Se ami i titoli cozy, le storie slice-of-life, i giochi da giocare con i figli o semplicemente vuoi qualcosa di leggero e bello da vedere dopo una giornata pesante, te lo consiglio vivamente. Non è perfetto ma la qualità artistica, la tenerezza della narrazione e la cura nei dettagli lo rendono particolare.
Un tenero albo illustrato che prende vita tra le tue mani.


