HYPERWIRED – Recensione PC (Steam)

Plug in, power up, and survive: il roguelike che ti tiene… col cavo!

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Dopo averci passato diverse ore (e aver perso più vite di quante ne voglia ammettere), posso dire fin da subito che  HYPERWIRED è riuscito a sorprendermi in un panorama di roguelike sempre più affollato.

Chi c’è dietro

Prima di tutto, parliamo di chi ha creato questo gioco. HYPERWIRED è stato sviluppato da SIDRALGAMES, uno studio indipendente con sede a Zaragoza (Saragozza), in Spagna. Il team è composto da alcuni giovani sviluppatori appassionati di meccaniche di gioco originali e colonne sonore epiche. Hanno radici nei game jam e si sono evoluti verso lo sviluppo multi-piattaforma, mantenendo sempre un forte legame con l’estetica retrò. Prima di HYPERWIRED, avevano già lavorato a titoli come “El Gancho”, un altro gioco con meccaniche innovative e pixel art curata.

Per quanto riguarda i publisher, il gioco è stato pubblicato da SelectaPlay (per PC e Switch) ed Entalto Publishing (per PlayStation e Xbox). SelectaPlay è il braccio editoriale di SelectaVisión, specializzato nel portare giochi indie unici sia in formato fisico che digitale in tutto il mondo. Entalto Publishing, invece, è nata nel 2021 da veterani dell’industria con oltre un decennio di esperienza, e si distingue per accordi equi che privilegiano gli sviluppatori.

La storia: c’è una trama?

Onestamente? Non aspettatevi un epico racconto space opera con personaggi nominati e colpi di scena. HYPERWIRED non ha una trama nel senso tradizionale. Semplicemente offre un’atmosfera: una galassia precipitata nell’oscurità, dove la tua navicella è una delle ultime scintille di energia rimaste. Il tuo compito è spingere indietro il buio settore dopo settore, attivando prese energetiche e sopravvivendo a orde di nemici. È più un mood che una storia, e il gioco non fa finta di essere altro. E sapete una cosa? Funziona.

Gameplay e meccaniche

HYPERWIRED è un roguelike d’azione con visuale dall’alto (top-down shooter) che reinventa il genere con una meccanica centrale geniale: la nostra navicella ha un cavo elettrico che pende dal retro, e devi letteralmente collegarti a prese sparse per i livelli per ricaricare armi, salute, munizioni e sistemi.

Il “tether”: la meccanica che cambia tutto

Mentre sei collegato a una presa, hai una potenza di fuoco enorme ma il movimento della nostra navicella è limitato dalla lunghezza del cavo. Questo crea un continuo bilanciamento tattico: restare collegati per ricaricarti ma rischiare di essere intrappolati o sganciarti per muoverti liberamente ma con risorse limitate? È una scelta ad alto rischio che rende ogni combattimento intenso e mai banale.

Obiettivi e scopi

  • Attivare tutte le prese energetiche in ogni settore per aprire l’uscita
  • Sopravvivere a ondate di nemici e boss colossali
  • Raccogliere potenziamenti, chip e batterie per migliorare la tua build
  • Salvare navicelle alleate per sbloccarle come supporti o navi giocabili

Il gioco è pensato per un pubblico amante dei roguelike, degli shooter arcade e dei bullet hell. Se ti piacciono giochi come Nuclear Throne, Enter the Gungeon o Vampire Survivors, troverai in HYPERWIRED un’evoluzione interessante del genere.

La difficoltà è media-alta, soprattutto nelle prime ore. Il gioco ti butta dentro senza troppi tutorial, e devi imparare a gestire contemporaneamente cavo, energia, salute, munizioni, laser e bombe. All’inizio può sembrare caotico ma una volta appreso per bene il meccanismo “clicca-e-collegati” il gioco riesce a dare molte soddisfazioni. La curva di apprendimento è ripida ma gratificante.

Gameplay

Il controllo è twin-stick classico: muovi con una levetta e miri con l’altra. C’è anche un’opzione per l’auto-fire quando miri, cosa che consiglio vivamente di attivare per rendere il tutto più fluido. Le armi includono:

  • Fuoco principale: sparo continuo
  • Laser caricabile: potente ma consuma salute
  • Bombe: per gruppi di nemici o scenari distruttibili
  • Slow-motion: per respirare nei momenti più caotici

Ogni settore è generato proceduralmente, quindi ogni run è diversa. Ci sono oltre 40 upgrade e 250 combinazioni di modificatori per i proiettili, che cambiano spread, velocità e effetti degli spari. Inoltre, puoi scegliere tra 10+ navi distinte, ognuna con attributi unici (velocità, salute, energia, ecc.). La varietà non manca 😉

Chip e batterie

  • Chip: si attaccano al cavo e offrono bonus temporanei (più velocità di fuoco, proiettili più potenti, ecc.) ma non sempre è chiaro cosa facciano
  • Batterie: le porti fino a una presa e le “inserisci” per potenziare le armi mentre sei collegato

Il sistema di sovraccarico (Overcharge) impedisce di campeggiare su una presa troppo a lungo, ma a volte può sembrare più un ostacolo che una scelta strategica.

Grafica, fluidità e comandi

HYPERWIRED è costruito con GameMaker, e si vede: pixel art pulita, leggibile anche nel caos più totale, con un’estetica retrò che strizza l’occhio ai classici arcade. Le navi hanno design riconoscibili, i proiettili nemici sono chiari, e le ambientazioni variano abbastanza da non stancare.

  • Fluidità: ottima!. I combattimenti più intensi reggono bene senza cali di frame
  • Comandi controller: pienamente supportati, intuitivi una volta presa confidenza
  • Caricamenti: velocissimi, quasi istantanei tra un settore e l’altro

Il gioco non cerca di stupire con dettagli iper-complessi, ma mantiene una direzione visiva funzionale che aiuta a leggere lo schermo anche quando è pieno di proiettili.

Comparto Audio

La colonna sonora è ben ritmata, adatta all’atmosfera spaziale ed accompagna bene l’azione anche se diventa un po’ ripetitiva sul lungo periodo.

Gli effetti sonori sono soddisfacenti: spari, esplosioni, collegamenti alle prese e attivazioni di abilità hanno un peso sonoro che rende ogni azione più gratificante. Nel complesso, il comparto audio è funzionale ma non memorabile.

GameMaker: un motore per indie ambiziosi

Visto che il gioco è stato sviluppato con GameMaker, vale la pena dedicare un paragrafo a questo engine. GameMaker è uno dei motori più popolari per lo sviluppo indie, specialmente per giochi 2D e pixel art. È noto per la sua accessibilità (anche per chi non è un programmatore esperto) e per la velocità di prototipazione. Molti titoli indie di successo, come Undertale, Hyper Light Drifter e Enter the Gungeon, sono stati creati con GameMaker.

Nel caso di HYPERWIRED, l’uso di GameMaker ha permesso a SIDRALGAMES di realizzare un gioco multi-piattaforma con una meccanica complessa (il tether system) mantenendo una pixel art curata e una buona ottimizzazione. Il motore si è dimostrato adatto per questo tipo di shooter roguelike, anche se alcuni limiti dell’engine potrebbero aver influito su certi aspetti (come la varietà degli upgrade).

👍 Pro e 👎 Contro

Cosa mi è piaciuto

  • Meccanica del cavo originale e ben sfruttata
  • Combattimenti frenetici e soddisfacenti
  • Buona varietà di build e progressione
  • Pixel art leggibile e atmosfera coerente
  • Comandi controller intuitivi e fluidi
  • Caricamenti velocissimi

Cosa mi ha lasciato perplesso

  • Struttura ripetitiva sul lungo periodo
  • Alcuni upgrade poco incisivi
  • Sistema Overcharge non sempre convincente
  • Musica un po’ ripetitiva
  • Mancanza di modalità extra (es. campagna non-roguelike)

Cosa manca e cosa vorrei vedere in un sequel o DLC

  • Modalità multiplayer cooperativa: sarebbe fantastico affrontare i settori con un amico, ognuno con il proprio cavo
  • Campagna non-roguelike: una modalità più narrativa o con obiettivi fissi per chi vuole qualcosa di diverso dal loop procedurale
  • Più varietà negli upgrade: alcuni potenziamenti non cambiano abbastanza il modo di giocare
  • Più tipi di nemici e boss: la varietà c’è, ma si potrebbe espandere
  • Miglior feedback sui chip: capire meglio cosa fanno i bonus temporanei aiuterebbe nella pianificazione

Un eventuale DLC potrebbe aggiungere nuovi settori, navi, upgrade e magari una modalità “endless” per testare le build più estreme. Un sequel potrebbe invece esplorare la meccanica del cavo in modi ancora più profondi, magari con cavi modificabili o prese con effetti speciali.

Allora, vale la pena comprarlo?

HYPERWIRED è un roguelike con un’identità forte, capace di distinguersi grazie a un’idea semplice ma efficace che cambia il ritmo tipico degli shooter arcade. Non raggiunge l’eccellenza a causa di una varietà ancora migliorabile e di qualche elemento poco rifinito ma offre un’esperienza originale, divertente e consigliata agli appassionati del genere.

La meccanica del “tether” è brillante e costringe a pensare a posizione e tempo in modo nuovo per un twin-stick shooter. I combattimenti sono frenetici, la progressione è soddisfacente, la grafica pixel art è bellissima. Certo, ci sono limiti: la ripetitività sul lungo periodo, alcuni upgrade poco impattanti e una musica che non resta impressa. Ma nel complesso è un gioco che merita di essere provato.

HYPERWIRED è un gioco che fa bene una cosa e la fa benissimo ma non eccelle in tutto il resto. Se ami i roguelike e gli shooter, è un acquisto consigliato. Se invece cerchi qualcosa di più profondo o vario, forse è meglio aspettare un DLC o un sequel.

Info tecniche

  • Piattaforma testata: PC (Steam)
  • Disponibile anche su: Nintendo Switch, PlayStation 4/5, Xbox One/Series X|S
  • Demo gratuita: disponibile su tutte le piattaforme
  • Lingue: Italiano (interfaccia e sottotitoli), Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco, Portoghese, Giapponese, Coreano, Cinese

 

Conclusioni

HYPERWIRED è un roguelike con un'identità forte, capace di distinguersi grazie a un'idea semplice ma efficace che cambia il ritmo tipico degli shooter arcade. Non raggiunge l'eccellenza a causa di una varietà ancora migliorabile e di qualche elemento poco rifinito ma offre un'esperienza originale, divertente e consigliata agli appassionati del genere. La meccanica del "tether" è brillante e costringe a pensare a posizione e tempo in modo nuovo per un twin-stick shooter. I combattimenti sono frenetici, la progressione è soddisfacente, la grafica pixel art è bellissima. Certo, ci sono limiti: la ripetitività sul lungo periodo, alcuni upgrade poco impattanti e una musica che non resta impressa. Ma nel complesso è un gioco che merita di essere provato. HYPERWIRED è un gioco che fa bene una cosa e la fa benissimo ma non eccelle in tutto il resto. Se ami i roguelike e gli shooter, è un acquisto consigliato. Se invece cerchi qualcosa di più profondo o vario, forse è meglio aspettare un DLC o un sequel.

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HYPERWIRED è un roguelike con un'identità forte, capace di distinguersi grazie a un'idea semplice ma efficace che cambia il ritmo tipico degli shooter arcade. Non raggiunge l'eccellenza a causa di una varietà ancora migliorabile e di qualche elemento poco rifinito ma offre un'esperienza originale, divertente e consigliata agli appassionati del genere. La meccanica del "tether" è brillante e costringe a pensare a posizione e tempo in modo nuovo per un twin-stick shooter. I combattimenti sono frenetici, la progressione è soddisfacente, la grafica pixel art è bellissima. Certo, ci sono limiti: la ripetitività sul lungo periodo, alcuni upgrade poco impattanti e una musica che non resta impressa. Ma nel complesso è un gioco che merita di essere provato. HYPERWIRED è un gioco che fa bene una cosa e la fa benissimo ma non eccelle in tutto il resto. Se ami i roguelike e gli shooter, è un acquisto consigliato. Se invece cerchi qualcosa di più profondo o vario, forse è meglio aspettare un DLC o un sequel.HYPERWIRED – Recensione PC (Steam)